Marcello Pera

Marcello Pera, presidente con Giuliano Urbani del Comitato nazionale Liberi Si’, conferma la volonta’ di sviluppare il progetto cresciuto in questi mesi per coinvolgere “quello spazio politico liberale, democratico, riformatore, moderato, ora poco o male rappresentato, che si situa fra le proteste populiste da un lato e la sinistra ancora impermeabile alle novita’ dall’altro”. Lo fa con una nota pubblicata su Facebook. “In questi mesi abbiamo condotto insieme una battaglia complessa, per spiegare le necessita’ di un concreto cambiamento, necessario per il nostro paese – sui legge – Incontro dopo incontro, in tante citta’ italiane e all’estero, abbiamo raccontato i motivi che ci spingevano ad aderire con convinzione al progetto di riforma costituzionale, raccogliendo un consenso vastissimo all’interno di quell’area moderata e liberale che da tempo si spende a favore di riforme indispensabili per un reale passo avanti del nostro paese. Se e’ vero che l’Italia non cresce e non si ammoderna per colpa di una classe politica spesso inadeguata, e’ altrettanto e piu’ vero che nessuna classe politica puo’ far progredire l’Italia se e’ frenata da regole e istituzioni superate come molte di quelle previste dalla nostra costituzione”, osserva. “Come sempre, i liberali pensano che regole virtuose rendono i governanti piu’ virtuosi o meno viziosi, non il contrario. Nel corso di queste settimane migliaia di donne e uomini hanno aderito con passione e interesse al Comitato Liberi Si’. Abbiamo raccolto attenzione e consensi, creando una rete di cittadini attivi e desiderosi di impegnarsi ancora per cambiare in meglio questo paese, come mostrano molti inviti e richieste che ci sono pervenute. Tanto e’ stato fatto ma tanto resta ancora da fare. Abbiamo voglia di continuare insieme questo grande progetto, di portare avanti quanto e’ emerso dall’ampio lavoro che i Comitati hanno sviluppato sui territori nel corso di questi mesi. Vogliamo continuare a raccontare l’idea di Italia che abbiamo in mente, lavorando con dedizione ed umilta’ a un progetto chiaro e affidabile”, aggiunge. “Per questo motivo, nei giorni scorsi, a margine della riunione del direttivo, il Comitato Nazionale Liberi Si ha confermato la volonta’ di continuare l’impegno di questi mesi, affinche’ quanto di buono e’ stato fatto, non vada sprecato. Lo faremo tutti insieme, con responsabilita’ e determinazione. La ‘prateria’ di cui abbiamo parlato nella campagna referendaria, quello spazio politico liberale, democratico, riformatore, moderato, ora poco o male rappresentato, che si situa fra le proteste populiste da un lato e la sinistra ancora impermeabile alle novita’ dall’altro, e’ ancora li’ a disposizione del nostro lavoro”.

L’elettorato di centrodestra e’ da sempre per le riforme istituzionali. Questa riforma ‘porta la firma di Berlusconi’ si disse in Aula. Forza Italia dunque dovrebbe essere per il si’. Invece, per inseguire un’effimera vendetta contro Renzi, il Cavaliere sta facendo un regalo a Grillo. Senza rendersene conto sta organizzando la volata finale che portera’ il M5S a vincere le prossime elezioni politiche”. Lo afferma Marcello Pera a margine di un’iniziativa di Liberi Si’. “Silvio Berlusconi – ha aggiunto – non e’ piu’ il leader forte e coraggioso di un tempo. A furia di farsi concavo e convesso con tutti e su tutto, e’ diventato un politicante piatto. Ormai subisce gli eventi e si limita ad assecondare il sondaggio di giornata. Il suo contributo politico in questi ultimi mesi? Usare Parisi contro i dirigenti di Forza Italia per poi aizzare questi ultimi contro lo stesso Parisi. Senza parlare della fatidica conferenza programmatica di novembre che e’ servita a tener buoni i suoi e di cui non si sa piu’ nulla, un copione che conosciamo bene. Cosi’ facendo, Berlusconi ha gia’ portato alla disintegrazione del centrodestra. Continuando su questa strada, regalera’ l’Italia a Grillo, la dara’ vinta ai cattocomunisti della Prima Repubblica e riconsegnera’ il Pd a D’Alema: davvero una misera eredita’ politica. Silvio – ha concluso Pera – che ti e’ successo? Come fai a parlare di rischio autoritario? Dove e’ il leader che voleva il 51% dei voti per governare? Ti ricordi quando volevi il presidenzialismo e ti lamentavi di avere meno poteri di un sindaco? Non ti consento di rinnegare la tua storia e quella di Forza Italia’

‘Caro presidente Berlusconi e (se mi permetti ancora) caro Silvio, l’adunata dei no accorsi sotto il balcone di Massimo D’Alema (un’antologia da Spoon River) ha mostrato in modo tangibile che collocare Forza Italia sotto quell’insegna equivale a tradirne la storia e a danneggiarne l’immagine”. Lo scrive l’ex presidente Fi del Senato Marcello Pera, in una lettera aperta a Silvio Berlusconi chiedendo di ripensare la collocazione di Forza Italia sul referendum costituzionale del 4 dicembre, schierandola in zona Cesarini a favore del Sì. “Caro presidente Berlusconi – sottolinea fra l’altro Pera nella lettera aperta pubblicata da “Libero”- si tratta di fare i conti con il nostro passato, la nostra vocazione, l’interesse dell’Italia, e infine di scegliere. Votando sì al referendum o lasciando i propri elettori liberi di votare sì, non occorrerebbe neppure smentirsi con un dietro-front immotivato, anche se la motivazione ci sarebbe, perché Forza Italia ha votato a favore della riforma due volte e, come disse un parlamentare di Forza Italia nelle dichiarazioni di voto finali, la riforma porta la firma anche di Silvio Berlusconi”. “C’è adesso – scrive ancora Pera- un’occasione d’oro, che Renzi ha offerto: la revisione della legge elettorale. Prendendolo sul serio, Forza Italia può ottenere una riforma migliore per sé e per quel centrodestra che prima o poi si dovrà ricostituire su basi liberali. Può togliere ai Cinquestelle il grimaldello che gli è stato regalato. Può rinascere dalle sue ceneri. Altro che fare un dispetto a Renzi per aver eletto il presidente Mattarella. Altro che prendersi una rivincita giudiziaria sulla sciagurata legge Severino! Berlusconi sarebbe un Padre della patria. Un ritrovato punto di riferimento dei moderati. Una figura insostituibile per la stabilità del sistema e la salvezza dell’Italia. Un interlocutore internazionale affidabile. Votando sì, si esce dall’angolo e si rientra al centro della scena. Io mi ostino a crederci, caro presidente Berlusconi. Lei è ancora il generale che motiva e guida le truppe rimaste, mentre i suoi colonnelli e finti alleati, oggi come ieri, pensano solo all’intendenza. Perciò confido in Lei. Con una stretta di mano”. Lo stesso D’Alema è stato onesto: quei No non fanno una forza di governo e servono solo per mandare a casa Renzi. Riflettiamo su questo punto, la “cacciata del tiranno” evocata da D’Alema contro Renzi, con esattamente gli stessi termini in cui la predicava contro Berlusconi (“è pericoloso per la democrazia”), e pensiamo allo scenario più che prevedibile che ne consegue. Mandare a casa il governo è il compito dell’opposizione. Però una opposizione che mandi a casa un governo senza potergli subentrare non fa il proprio mestiere. Apre una crisi politica e istituzionale da cui non trae, né per sé, né per l’Italia, alcun beneficio. Per essere più espliciti: se Renzi va a casa, Forza Italia non va al governo. Perché gli mancano le forze per vincere da sola, avendo già perso credibilità presso milioni di elettori, e gli mancano anche per vincere in coalizione, perché una coalizione tra Forza Italia, nuovi lepenisti e vecchi nazionalisti avrebbe l’effetto di distruggerne la natura e di ridurne ancora la consistenza elettorale, come peraltro i supposti alleati dichiarano di voler fare. Insomma: Renzi va a casa, D’Alema torna protagonista del suo partito, che a quel punto si sarà trasformato nell’ennesima variante della serie Pci-Pds-Ds, Grillo raccoglie i frutti di chi ha scosso l’albero, e Forza Italia finalmente sarà… irrilevante! Soprattutto se si considerano l’interesse dell’Italia e le aspettative sull’Italia manifestate esplicitamente dall’Unione europea, la Banca centrale europea, gli Stati Uniti, i mercati finanziari, mandare a casa Renzi in queste condizioni a me sembra un gioco non solo perdente ma irresponsabile e suicida. Renzi sarà sostituito, prima o poi, ma se prima non si può, o prima non è conveniente (anche perché fa alcune delle nostre politiche), allora è meglio aspettare il poi e nel frattempo agire per prepararlo. Consideriamo ora lo scenario opposto. Forza Italia sostiene Renzi sulla riforma costituzionale. È evidente che chi è determinante per salvare un governo, entra nel governo, ne orienta la composizione e ne condiziona le scelte. Può obbligarlo a politiche che quello non intende fare, oppure che farebbe sol che ne avesse la forza. Può intestarsi le riforme. Può mostrare che le sue ricette sono indispensabili. Può presentarsi come salvatore dell’Italia in un momento di crisi gravissima. Dove sta l’interesse di Forza Italia? Con il primo scenario, diventa piccola e isolata e porta l’Italia a correre rischi greci (anche i comunisti greci vinsero un referendum e poi chiamarono la troika e stesero la mano a mo’ di piattino), con il secondo scenario diventa protagonista e può risollevare il Paese. Nell’un caso continuerà a smobilitare i propri, ora attoniti e frastornati e abbandonati, elettori, nell’altro tornerà a galvanizzarli. Perché avranno definitivamente mandato a casa D’Alema, come i liberali desiderano, non Renzi, che vuole anche lui mandare a casa D’Alema. Certo, facendo passare la riforma costituzionale, Forza Italia si inimicherebbe la Lega attuale, ma i liberali non sono lepenisti e i democratici non sono populisti. Questi vogliono solo contarsi a spese di Forza Italia, Forza Italia vuole governare a vantaggio dell’Italia. Il secondo scenario lo hanno compreso, con diversi gradi di consapevolezza, Scelta civica, Ala, Ncd. Lo hanno compreso decine di ex-parlamentari di Forza Italia, compresi fondatori e ex-ministri, che hanno aderito a Liberisi, con tanti comitati che si stanno costituendo in tutta Italia. Lo hanno compreso gli elettori di Forza Italia che in numero sempre crescente, come dicono i sondaggi, si oppongono alla gabbia del No. Messi tutti assieme, sono gli stessi cittadini che nel 1994 vollero la nascita di una forza liberale, riformista, moderata ma determinata, e nel 2016 ne vogliono la rinascita.