Quello dei centristi che lasciano Alternativa popolare per tornare nel centrodestra tradizionale “è un percorso autonomo, al quale stiamo assistendo ma non lavorando. Se nasce la ‘quarta gamba’ del centrodestra – dice la coordinatrice della Lombardia – è un bene per la coalizione, che sarà più forte. Ma due cose devono essere chiare. La prima è che Forza Italia sta facendo un proprio percorso autonomo di rafforzamento e rinnovamento profondo, che nulla ha a che fare con questi movimenti parlamentari. E la seconda è che, in ogni caso, per noi la coalizione è formata da quattro pilastri: Fi, Lega, Fdi e il civismo territoriale. E pensiamo, come ha sempre sostenuto il presidente Berlusconi che il centrodestra l’ha inventato e tenuto unito anche nelle difficoltà, che si debba stare insieme per vincere”. Mariastella Gelmini, deputata azzurra e coordinatrice lombarda di Forza Italia, mette i puntini sulle i a proposito dei rapporti con gli ex alfaniani ed altri parlamentari che si stanno riavvicinando alla leadership di Silvio Berlusconi. “Significa – spiega in una intervista al Corriere della sera – che siamo pronti ad alleanze per essere più forti, come lo siamo rispetto ad altre liste che possano contribuire alla vittoria, penso a quella animalista, al partito di Rotondi, al movimento di Mario Mauro, a quello di Quagliariello. Ma Fi sta facendo un suo cammino che è altra cosa. E che va di pari passo con la spinta all’unità con le forze tradizionalmente a noi alleate”. Coalizione sì, ma cautela, per Gelmini, sulla legge elettorale: “L’unità del centrodestra – dice – deve essere la nostra stella polare indipendentemente dalle tecnicalità del sistema, ma lo dico anche a Salvini: non c’è alcuna contraddizione tra il proporzionale, che riteniamo più adatto a rappresentare la complessità della politica italiana oggi, e meccanismi maggioritari come una soglia di sbarramento alta e il premio alla coalizione”.






