May

Stampa britannica ricca di commenti sulla crisi politica che si e’ aperta dopo le elezioni del Regno Unito di giovedi’ scorso, nelle quali la premier e leader conservatrice, Theresa May, ha perso la maggioranza assoluta. I giornali prendono posizione con gli editoriali non firmati, attribuibili ai direttori. Per il “Financial Times” il risultato offre l’opportunita’ di aprire un dibattito serio sull’uscita dall’Unione Europea: la rigida visione di May andava contro l’interesse nazionale. “The Guardian” sottolinea la debolezza del governo: il rimpasto dimostra che May non e’ in grado neanche di scegliersi i ministri che vorrebbe; e’ in carica, ma non al potere. Al contrario “The Telegraph” vede nel rimpasto il primo passo per ripristinare la credibilita’ dei conservatori. “The Times” evidenzia l’isolamento della premier: dopo aver permesso ai Brexiter intransigenti di dettare il suo programma sull’uscita dall’Unione Europea, May dovrebbe sondare una piu’ ampia gamma di pareri, rivolgendo l’attenzione soprattutto alla comunita’ di impresa. “The Independent” si concentra sulla trattativa col Partito unionista democratico (Dup) dell’Irlanda del Nord, avvertendo che un accordo potrebbe mettere a rischio il processo di pace nordirlandese. Per il “Mirror” ora tutto e’ possibile, anche che Jeremy Corbyn diventi primo ministro.

La batosta inflitta a Theresa May alle legislative britanniche potrebbe cambiare lo scenario dei negoziati sulla Brexit, che la premier affronterà nettamente indebolita, sempre che resti al suo posto. Perdendo al maggioranza assoluta in parlamento la guida del governo conservatore non solo ha perso la sua scommessa di rafforzarsi, ma ha anche gettato una fitta ombra sulla sua capacità di imporre la linea nei negoziati con Bruxelles, che devono cominciare tra una decina di giorni. Il commissario europeo Guenter Oettinger ha subito messo il dito nella piaga: “abbiamo bisogno di un governo che sia capace di agire, che possa negoziare la Brexit … I britannici devono negoziare la loro uscita, ma con un partner negoziale debole, c’è il pericolo che i negoziati non vadano bene a nessuna delle parti” ha detto il commissario al bilancio. Secondo Simon Hix, della London School of Economics, il risultato potrebbe spingere il Regno unito ad adottare “un tono meno aggressivo” ammorbidendo forse la “hard Brexit” promossa da May, che comporta l’uscita da mercato unico e controlli all’immigrazione dalla Ue. “La hard Brexit è finita nella pattumiera stanotte” ha detto l’ex ministro delle Finanze conservatore George Osborne. May aveva convocato il voto anticipato per avere le mani libere sulla Brexit. Invece “si trova con un credito politico danneggiato al momento di iniziare il negoziato” dice Keith Featherstone, specialista di politica europea alla London School of Economics.

Theresa May ha firmato la lettera per la notifica dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona che segna l’’uscita della Gran Bretagna dall’Ue dopo il referendum del 23 giugno scorso. L’avvio formale arriverà con la consegna del documento, nelle prossime ore, al presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk. A darne notizia è la Bbc. Il Regno Unito volta pagina a 44 anni dal suo ingresso nell’allora Comunità economica europea. “Il fine – ha detto il premier britannico – è quello di creare una ‘relazione profonda e speciale’ con l’Europa” ed ha aggiunto: “Questo si traduce non solo nel costruire nuove alleanze, ma nell’ampliare i rapporti coi vecchi amici che sono al nostro fianco da secoli”.
Intanto il parlamento scozzese ha votato  a favore della richiesta di un referendum bis sulla secessione da Londra in risposta all’uscita dall’Ue.

il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato ricevuto a Downing Street dalla premier britannica Theresa May. Sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, Gentiloni a Londra, in conferenza stampa congiunta, ha dichiarato: “Sappiamo che non sarà un negoziato semplice, sappiamo anche che dobbiamo affrontarlo e questo sarà l’atteggiamento italiano, in modo amichevole e costruttivo, non abbiamo nessun interesse a un negoziato distruttivo tra l’Unione europea e il Regno Unito”. May ha aggiunto: “Penso che ci sia buona volontà da entrambe le parti sulla questione. Sappiamo che la gente cerca rassicurazioni sul loro futuro e, come ho detto alla Camera dei comuni ieri, quando attiverò l’articolo 50, chiarirò che voglio che questo argomento sia regolato all’inizio dei negoziati, in modo da poter rassicurare sia i cittadini britannici che vivono in Italia e negli altri Stati membri, sia i cittadini dell’Ue che vivono nel Regno Unito”.

Theresa May ha incontrato Donald Trump e poi ha parlato ai membri repubblicani del Congresso a Filadelfia. “La vittoria di Donald Trump – ha detto May – vi dà l’opportunità di aprire una nuova era”. La visita negli Usa del premier britannico è la prima di un leader straniero dall’insediamento di Trump. May ha detto che “il Regno Unito non tornera’ indietro sulla Unione europea” e ha aggiunto che “Regno Unito e Stati Uniti hanno la responsabilità di essere leader, per difendere insieme i nostri valori di libertà e democrazia che sono minacciati”.