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“I dati ci dicono che una politica fatta solo di incentivi e sottrazione dei diritti ha ulteriormente precarizzato il mercato del lavoro”. Lo ha detto Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, parlando con i giornalisti a Cosenza a margine di un attivo di quadri e delegati del sindacato. “Questo vuol dire – ha aggiunto Camusso – avere un apparato produttivo non in grado di competere sulla qualita’ e sull’innovazione. Ed e’ la ragione per cui noi continuiamo a dire che ci vuole un piano del lavoro e non una distribuzione di risorse a pioggia che poi si trasformano in ingressi nel mondo del lavoro a tempo determinato, spesso molto breve”.

In Italia cresce il mercato del libro nel 2016. Tra libri di carta, e-book e audiolibri, si registra complessivamente un +2,3% che fanno  raggiungere la cifra di 1.283 milioni di euro per il settore. Cala però il numero dei lettori (-3,1% rispetto al 2015, da 24,051 milioni i lettori scendono a 23,300 milioni nel 2016). La libreria si conferma il luogo prescelto dagli italiani registrando quasi tre quarti degli acquisti (72,8%). In calo la Gdo che si riduce al 10,7%. Sono questi i dati principali dell’analisi dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (Aie) sul mercato del libro 2016. Lo studio sarà presentato il 27 gennaio a Venezia, al termine del seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai.

I paesi del Consiglio di Sicurezza dell’Onu “condannano con la massima fermezza l’attacco barbaro e vile avvenuto a Berlino, in Germania”, ribadendo che “il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni costituisce una delle più gravi minacce alla pace e alla sicurezza internazionale”. In una dichiarazione approvata all’unanimità viene sottolineata la necessita’ di “combattere il terrorismo con tutti i mezzi, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha parlato al telefono con vari capi di Stato e di governo, che le hanno espresso solidarietà e appoggio nella lotta contro il terrorismo. Durante una telefonata il presidente francese, François Hollande e la Merkel hanno ribadito “la piena mobilitazione dei servizi di sicurezza francesi e tedeschi per combattere il terrorismo e applicare le misure di sicurezza a livello europeo”. La Germania piange le vittime della strage di lunedì, quando un camion si è schiantato contro un affollato mercato di Natale nella capitale tedesca. Il bilancio è di 12 morti e 48 feriti. L’agenzia di stampa dell’Isis, Amaq news agency, ha rivendicato l’attentato chiamando il terrorista un “soldato dello Stato islamico”. Ieri le vittime della strage sono state ricordate nella Chiesa del Ricordo sulla Breitscheidplatz. Erano presenti autorità ed esponenti di tutte le confessioni, evangelica, cattolica, ortodossa, ebraica e musulmana.

Secondo una stima elaborata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre sono 3.100.000 i lavoratori in nero presenti in Italia e oltre il 40 per cento (pari a quasi 1.270.000) sono “occupati” al Sud. Questo esercito di invisibili che ogni giorno lavora nel Paese senza versare tasse e contributi da’ luogo a 77,2 miliardi di euro di Pil irregolare all’anno. Tre milioni di persone che sono costituiti da lavoratori dipendenti che fanno il secondo lavoro; da cassaintegrati o pensionati che arrotondano le loro magre entrate o da disoccupati che in attesa di rientrare ufficialmente nel mercato del lavoro sbarcano il lunario “grazie” ai proventi di una attivita’ irregolare. La Regione piu’ a “rischio” e’ la Calabria che presenta 143.000 lavoratori in nero e un’incidenza percentuale del valore aggiunto da lavoro irregolare sul Pil pari all’8,7 per cento. Questa situazione, secondo l’elaborazione della Cgia, si traduce in 1,3 miliardi di euro di mancate entrate per lo Stato dalla Calabria. Segue la Campania che con 387.200 unita’ di lavoro irregolari “produce” un Pil in “nero” che pesa su quello ufficiale per l’8,4 per cento. Le tasse che mediamente vengono a mancare in Campania ammontano a 3,9 miliardi di euro all’anno. Al terzo posto di questa particolare graduatoria troviamo la Sicilia: con 306.900 irregolari e un peso dell’economia sommersa su quella ufficiale pari al 7,8 per cento, le imposte e i contributi non versati sono pari a 3,2 miliardi di euro all’anno. Come ricordato dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, la Cgia rileva che il valore aggiunto “prodotto” dal sommerso economico nel 2014 e’ stato stimato dall’Istat in 194,4 miliardi di euro (che include i flussi generati dalla sotto-dichiarazione, dal lavoro irregolare e dagli affitti in nero). Tale importo sale a 211,3 miliardi se si considerano anche le attivita’ illegali (prostituzione, traffico stupefacenti e contrabbando di sigarette).