Michela Giuffrida

“Non si puo’ definire le regioni indicando come comune denominatore il Pil ma bisogna tenere conto anche di quelli che sono i deficit di bilancio”. Michela Giuffrida, europarlamentare del Partito Democratico, e’ relatrice del rapporto sulle regioni a ritardo di sviluppo, “un pezzo portante – anticipa – di quello che e’ tutto cio’ che ruota sulla ridefinizione della politica di coesione e su quanto incidera’ il bilancio post 2020”. In Parlamento si teme che la politica di coesione possa subire una pesante decurtazione a opera della Commissione, anche perche’ “sono effettivamente cambiate – rileva l’eurodeputata Pd – le priorita’ dell’Unione europea”. Il rapporto punta su due fasce di regioni: quelle con una bassa crescita e quelle con un basso reddito. “Le regioni del meridione d’Italia – spiega Giuffrida – appartengono alla fascia a bassa crescita pur non avendo un livello di Pil eccessivamente basso e pur avvicinandosi alla media del Pil europeo. La Commissione ravvisa che queste regioni non utilizzano come sperato i finanziamenti europei. E questo ci porta alla riflessione che se si dovesse seguire quella che e’ l’idea della Commissione sarebbe veramente un’idea pericolosa, alla quale noi ci opporremo”.

“Le Regioni in ritardo di sviluppo continueranno ad avere l’attenzione e il sostegno che meritano coerentemente con i principi della politica di Coesione. Ho ottenuto rassicurazioni in tal senso dalla Commissaria Cretu che ho incontrato proprio per discutere del futuro dei finanziamenti europei in regioni come la Sicilia”. Lo dichiara Michela Giuffrida, membro della Commissione per lo sviluppo regionale al termine dell´incontro bilaterale con la Commissaria europea per le politiche regionali Corina Cretu. “Ho chiesto alla Commissaria – spiega Giuffrida – se la distinzione tra regioni a basso reddito e regioni a bassa crescita, contenuta nel documento che la Commissione ha recentemente pubblicato, non presti il fianco a strumentalizzazioni distinguendo di fatto tra un´Europa di serie A e un´Europa di serie B, e rischiando di emarginare proprio queste Regioni dal contesto europeo. La Cretu – sottolinea Giuffrida – ha annunciato che la Commissione si impegnerà ad individuare nuovi indicatori per valutare la situazione socio-economica delle Regioni. Il PIL come unico indicatore – aggiunge l’eurodeputato – non è sufficiente, perché é evidente che sono molti altri i fattori che misurano e determinano la crescita, dal tasso di disoccupazione agli svantaggi ambientali e strutturali, come la condizione di insularità. Si sta quindi lavorando ad una nuova proposta capace di fotografare in modo più efficace il livello di sviluppo di un territorio”. (fonte Adnkronos)

“Il nuovo bando della Commissione europea – 3.5 milioni di euro per i progetti di informazione sulla PAC – e’ un segnale importante per tutti i cittadini dell’Unione europea: l’obiettivo e’ sensibilizzare l’opinione pubblica sugli strumenti comunitari a sostegno della nostra agricoltura”. Lo afferma Michela Giuffrida, membro della Commissione per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo, a proposito della pubblicazione del bando sul “Sostegno a favore di azioni di informazione riguardanti la politica agricola comune (PAC)” per il 2017. “La Commissione – prosegue Giuffrida – accende i riflettori sulla PAC e sulle opportunita’ che offre. Il bando, che scadra’ a dicembre 2016, mira a cofinanziare per un importo fino a 3,5 milioni di euro le azioni di informazione che  chiariscano in particolare come la PAC contribuisca alla creazione di posti di lavoro, alla crescita e agli investimenti nelle zone rurali. Si tratta di una ottima opportunita’ – aggiunge – per spiegare ai cittadini, con campagne di informazione mirate, l’estrema utilita’ dello strumento principale di declinazione della politica agricola. Possono presentare proposte: organizzazioni senza scopo di lucro (private o pubbliche) autorita’ pubbliche (nazionali, regionali, locali), associazioni europee, universita’, istituti di insegnamento, centri di ricerca, societa’ di comunicazione. L’UE sta investendo circa 100 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 per lo sviluppo delle zone rurali, per la crescita dell’agricoltura e della silvicoltura, garantendo sicurezza alimentare, protezione dell’ambiente e un giusto compenso a chi opera in questo settore. Questo programma intende dare visibilita’ a tutto questo – conclude l’europarlamentare -. La politica agricola comune aiuta gli agricoltori europei a rispondere alle esigenze di 500 milioni di cittadini dell’UE e comunicare la sua importanza contribuisce ad incentivare la fiducia di tutti i cittadini, agricoltori e non, in un’Europa utile e vicina alle esigenze reali delle popolazioni