Ministro dell’Interno

“Non possiamo pensare di cambiare l’Italia se non coinvolgiamo la popolazione delle periferie. Se li lasciamo in un limbo. Qualcosa, in passato, non ha funzionato in alcune realtà periferiche dove abbiamo perso capacità di consenso e indirizzo”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti da Bologna. “Dobbiamo partire da coloro che vivono in periferia perché sono il popolo italiano – sottolinea – e un partito che si chiama democratico, se non si occupa del popolo e dei più deboli, non si capisce cosa ci sta a fare. Dobbiamo occuparcene con la forza di un progetto politico”. “Rispetto a una persona che ha paura, un sentimento molto intimo e profondo – ha spiegato Minniti – quale dev’essere l’atteggiamento di una grande forza si sinistra? Stare accanto a chi ha paura, ascoltarlo. Poi è qui la differenza radicale tra noi e i populisti, la sinistra riformista cerca di liberare le persone dalle loro paure mentre i populisti fanno finta di ascoltare per tenere la gente incatenata alle loro paure”.

Emergenza baby gang a Napoli: nelle ultime settimane si sono registrati a Napoli numerosi episodi di violenza contro minorenni. L’ultima aggressione ieri sera davanti alla stazione del metro. Per questo motivo domani in Prefettura ci sarà un vertice alla presenza del ministro dell’Interno, Marco Minniti. Parteciperanno anche i vertici nazionali delle Forze dell’ordine, il Procuratore Distrettuale della Repubblica di Napoli e i vertici della magistratura minorile. L’ultimo episodio di violenza è di ieri sera, iniziato con gli insulti e terminato con un pugno in faccia a un sedicenne che ha riportato la frattura del setto nasale. E’ avvenuto ieri sera, verso le 21.30, davanti alla stazione della metropolitana ‘Policlinico’. La vittima ha riferito di essere stata avvicinata da un gruppo di ragazzi, di età compresa tra i 16 e i 18 anni, che non conosceva. Prima hanno iniziato ad insultarlo, poi lo hanno colpito al volto con un pugno rompendogli il naso. Il minorenne è andato a casa e poi con i genitori si è recato all’ospedale Vecchio Pellegrini dove gli è stata refertata una prognosi di 30 giorni. Il ragazzo ha rifiutato il ricovero. La Polizia di Stato, che non è intervenuta sul posto ma è stata allertata in ospedale, sta accertando i fatti.

Marco Minniti viene unanimemente riconosciuto – ad eccezione delle frange estreme dei partiti di destra che devono strumentalizzare la materia – un ottimo ministro dell’Interno. Minniti spicca nel panorama politico perché parla di cose che conosce da vicino. In un contesto come quello attuale, con una emergenza migranti che riusciamo a malapena a gestire per mancanza di risorse umane e finanziarie, Minniti tiene la barra dritta, ben consapevole dei problemi che deve affrontare. In lui nessun fanatismo e nessuna presunzione di infallibilità. E’ un uomo di buon senso, che sa ascoltare e decidere. Il Ministero che presiede deve fare i conti anche con le attività di prevenzione contro il terrorismo islamico e fronteggiare l’escalation di violenza sociale che da più parti emerge nel territorio. Minniti ha da sempre studiato la materia, da appassionato qual é di tutto ciò che riguarda la Difesa e la Sicurezza. In un momento come quello che viviamo, di incertezza politica e di sbandamento istituzionale, Marco Minniti all’Interno é una buona notizia.