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Alloggio, assistenza sanitaria, istruzione ai minori migranti fin dal loro arrivo in territorio europeo, alle stesse condizioni godute dai minori dei paesi di accoglienza. E inoltre: l’attivazione di procedure di infrazione contro gli stati membri che trattengono i minori in strutture detentive per il loro status di migranti e la creazione di rotte migratorie sicure e legali per tutelare i bambini e gli adolescenti coinvolti nella migrazione. 15649802107_ffe0600a40_b
Questi i punti centrali della risoluzione sulla protezione dei minori migranti approvata a larga maggioranza stamattina dalla plenaria del Parlamento Europeo su proposta dell’intergruppo per i diritti dei minori, co-presieduto dall’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici.
<<Questa risoluzione è il frutto di un lavoro di squadra – ha detto in aula Caterina Chinnici – e testimonia la sensibilità di tutti i gruppi parlamentari sul tema. Tanti passi in avanti sono stati compiuti in questi anni per la protezione dei bambini migranti, ma alcuni stati ancora non applicano le raccomandazioni emanate oltre un anno fa dalla Commissione Europea. Inammissibile, per esempio, che continuino a esserci casi di minori trattenuti in strutture detentive per motivi legati alla migrazione>>.
Secondo una stima dell’Unicef, come riportato nella risoluzione, in Europa vivono 5,4 milioni di minori migranti e, in base agli ultimi dati dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), nel 2017 sono arrivati in Grecia, Italia, Spagna e Bulgaria 32.039 minori, il 46 % dei quali non accompagnati o separati dalla famiglia.
Ha aggiunto Chinnici: <<Ai minori migranti vanno garantiti servizi sanitari e sociali, istruzione, sistemi di accoglienza finalizzati alla loro tutela e alla loro piena integrazione, basati su comunità e strutture idonee a ospitarli anche con le loro famiglie. Bisogna inoltre prevedere la nomina di tutori per la protezione dei minori non accompagnati, che spesso fanno perdere le loro tracce rischiando andare incontro ad abusi o di finire nelle reti della criminalità. Questa risoluzione approvata dal Parlamento Europeo, la prima incentrata sulla tutela dei minori migranti, chiama con forza gli stati membri a una nuova assunzione di responsabilità in nome del principio del superiore interesse del minore, che la Carta dei diritti fondamentali dell’UE e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo individuano come criterio primario in tutte le azioni che interessano i minori>>.
Il documento votato dalla plenaria chiede anche la priorità alla ricollocazione dei restanti minori non accompagnati dalla Grecia e dall’Italia ammessi a beneficiare delle decisioni dell’Ue sulla ricollocazione e invita gli stati membri ad assegnare risorse adeguate all’accoglienza dei minori migranti, soprattutto di quelli non accompagnati, a supporto del ruolo svolto dalle autorità locali e regionali.

L’Unicef ha annunciato oggi che, fra un mese, i bambini in tutto il mondo “prenderanno il posto” degli adulti in ruoli chiave nei media, in politica, nelle imprese, nel mondo dello sport e dello spettacolo per esprimere il loro supporto verso quei milioni di loro coetanei che non vanno a scuola, sono senza protezione e sradicati.
Questo “takeover” (presa di posto), fissata per il 20 novembre, celebra l’anniversario dell’adozione della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e la Giornata mondiale per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
“Da Auckland ad Amman, da New York a N’Djamena, vogliamo che i bambini portino avanti nelle loro scuole e nelle loro comunita’ una campagna per aiutare a salvare le vite dei bambini, lottare per i loro diritti e per realizzare il loro potenziale”, ha dichiarato Justin Forsyth, vice Direttore generale dell’Unicef.
“La Giornata mondiale dell’Infanzia sara’ una giornata per i bambini e fatta dai bambini”. Nel periodo fino al 20 novembre, l’UNICEF invita i bambini nel mondo a dire la loro contro il bullismo, la discriminazione e le ingiustizie. Nonostante gli enormi progressi raggiunti nei decenni passati, secondo gli ultimi dati: – 385 milioni di bambini vivono in condizioni di estrema poverta’; – 264 milioni di bambini e giovani non frequentano la scuola; – 5,6 milioni di bambini sotto i cinque anni sono morti nel 2016 per cause prevenibili.

Mercoledì 19 aprile dalle ore 15.30 a Marsala, presso l’Aula Biblioteca del Tribunale, avrà luogo il primo incontro del ciclo di “Tavole Rotonde in Psicologia Giuridica”, volte ad approfondire la complessità e la delicatezza del lavoro dello specialista psicologo giuridico-forense in una serie di incontri organizzato da un gruppo di Ctu e periti del territorio in sinergia con il Tribunale e la Procura di Marsala.
Sempre più assistiamo, infatti, ad una crescente domanda di consulenza psicologica da parte degli operatori del diritto. L’obiettivo degli incontri, dunque, è offrire un approfondimento su tematiche altamente specifiche, al fine di creare occasioni di confronto professionale e scientifico-culturale tra i tecnici con le diverse professionalità coinvolte nel contesto psicogiuridico – magistrati, avvocati, assistenti sociali, medici.
E’ esperienza comune a chi si occupa, in qualità di consulente tecnico e perito, dell’accertamento e della valutazione delle infinite manifestazioni della soggettività in ambito giuridico che affollano il contesto forense, constatare come sia necessario l’utilizzo di buone e qualificate prassi mantenendo l’operato entro confini concettuali e metodologici ben definiti.
Il ciclo di incontri, la cui partecipazione è gratuita, è stato accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Marsala con 2 crediti formativi e patrocinato dall’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia. L’appuntamento di mercoledì 19 aprile sarà incentrato sull’argomento: “La Ctu in materia di affidamento dei minori e valutazione delle capacità genitoriali nei casi di separazione e divorzio”. Seguiranno a maggio e a ottobre ulteriori incontri su altre tematiche.

“L’Italia dà l’esempio e indica la strada all’Europa realizzando, in ambito nazionale, ciò che da tempo l’intergruppo europarlamentare sui diritti dei minori da me co-presieduto chiede alla Commissione Europea su scala sovranazionale: predisporre una specifica strategia dell’UE con misure concrete per la protezione dei bambini e degli adolescenti migranti che arrivano in Europa senza genitori o altri adulti che ne abbiano la responsabilità legale. Misure con cui porre al centro delle politiche europee sulla migrazione il principio del superiore interesse del minore, affermato dalla convenzione Onu sui diritti del fanciullo, recepito nella Carta europea dei diritti fondamentali e ribadito dalla Corte europea di giustizia”. Lo ha detto l’eurodeputata siciliana di S&D Caterina Chinnici, co-fondatrice dell’organismo che nel Parlamento Europeo promuove i diritti dei minori, commenta l’approvazione della legge che disciplina l’accoglienza per i minori migranti soli in Italia. “Questa importante legge – ha continuato Caterina Chinnici – afferma fra l’altro un principio essenziale, quello della parità di trattamento tra minori migranti non accompagnati e minori di cittadinanza italiana o europea. Anche in Europa, dopo tanto discutere, occorre adesso attivare con urgenza un sistema di tutela dei minori che non discrimini in base allo status di migrante, che garantisca indistintamente a tutti i bambini, in ogni momento e luogo, l’effettivo godimento dei diritti loro riconosciuti dalle norme internazionali”.

Un ragazzino di 13 anni, sofferente di un leggero disturbo dell’apprendimento, è stato costretto a subire ripetutamente violenza sessuale da parte di un gruppo di 11 ragazzini, di cui tre non ancora quattordicenni. Il fatto è avvenuto a Giugliano, nel Napoletano. A ricostruire la vicenda sono stati i carabinieri della locale Compagnia, dopo la denuncia della mamma che ha scoperto gli orrori. Per otto presunti responsabili è disposto l’accompagnamento in comunità, gli altri tre invece non sono imputabili non avendo ancora compiuto i 14 anni. Le violenze sarebbero avvenute in più luoghi del centro storico di Giugliano. Alcuni dei violentatori verrebbero da famiglie disagiate. La denuncia della madre del tredicenne risale al gennaio scorso. Si pensa però che il ragazzino fosse vittima degli abusi del branco già da molto tempo, forse da alcuni anni. La vicenda è stata scoperta grazie alla determinazione della madre che non ha trascurato segnali di allarme. Agli inizi di gennaio è stato messa in allerta da conoscenti: “Vedi chi sono gli amici di tuo figlio”. Aveva già notato qualcosa di strano. Ha iniziato a seguirlo di nascosto, a fare sopralluoghi, fino a quando si è trovata dinanzi ad una scena che non avrebbe mai voluto vedere. Gli aggressori li ha guardati negli occhi, provando dolore immenso.

“Il numero dei ‘migranti minorenni, vulnerabili e senza voce’, giunti nelle nostre regioni, è in crescita, così come è in aumento il numero dei bambini che approda in Italia senza i genitori. Si tratta di una realtà che interroga le coscienze di ciascuno e l’intera società”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in un messaggio rivolto al direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Gian Carlo Perego, nella Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. “In discussione sono, infatti, valori fondanti della civiltà perché nei diritti e nelle opportunità dei più giovani si specchia il grado di umanità, di libertà, di coesione dell’intera comunità”, ha sottolineato il capo dello Stato. “L’integrazione degli immigrati, a partire proprio dai più giovani, che ci guardano con maggiore speranza – ha proseguito Mattarella – costituisce una opportunità per loro e per noi, e questa può produrre i risultati migliori se c’è rispetto della legalità e se l’Unione Europea diventa capace di corresponsabilità nel programmare le politiche e nel suddividere impegni e oneri”.

I minori non accompagnati o separati dai genitori che nel 2016 hanno raggiunto l’Italia via mare sono più che raddoppiati nel 2016. Si tratta di 25.800 minorenni approdati in Italia contro i 12.360 del 2015. Per l’Unicef “Questi dati indicano una preoccupante crescita del numero di bambini estremamente vulnerabili che rischiano le loro vite per arrivare in Europa”. Così Lucio Melandri, Unicef senior emergency manager. “I sistemi attuali non sono sufficienti per proteggere questi bambini che si ritrovano da soli in un ambiente assolutamente sconosciuto. Sono bambini in fuga ed e’ necessaria una risposta coordinata a livello europeo per tenerli al sicuro”, sostiene l’Unicef.
La maggior parte dei minorenni non accompagnati o separati che sono arrivati in Italia nel 2016 provengono da 4 Paesi: Eritrea, Egitto, Gambia e Nigeria. Si tratta per lo più di maschi tra i 15 e i 17 anni, e ci sono anche minorenni piu’ piccoli e ragazze, quest’ultime “esposte a rischio di sfruttamento sessuale e abuso, compresa la prostituzione ad opera di reti criminali”. L’organizzazione umanitaria osserva che “La rotta del Mediterraneo Centrale dal Nord Africa all’Italia è unica per la proporzione incredibilmente alta di minorenni non accompagnati o separati tra i rifugiati e i migranti, mentre solo il 17%dei bambini rifugiati e migranti arrivati in Grecia via mare nel 2016 risultavano non accompagnati o da un familiare adulto o da qualcuno che se ne prendeva cura”. Secondo l’Unicef “la presenza di un numero cosi’ alto di bambini non accompagnati o separati lungo la rotta del Mediterraneo Centrale non ha precedenti” ed occorre non soltanto “affrontare i fattori che costringono i bambini ad intraprendere viaggi da soli, abbandonando le loro case”, ma “sviluppare un sistema organico di protezione e monitoraggio per proteggerli”.

“I minori migranti attendono una risposta dagli stati membri dell’Ue, e sebbene la tutela dei loro diritti sia una questione articolata, la risposta è semplice: maggiore volontà politica. A tutti i minori, migranti inclusi, dovrebbero sempre essere garantiti i diritti sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo, ma c’è un deficit di solidarietà e questo è inaccettabile”. Così Caterina Chinnici, co-fondatrice e co-presidente dell’intergruppo europarlamentare per i diritti dei minori, nell’intervento di ieri a Bruxelles al 10° Forum europeo sui diritti del fanciullo organizzato dalla Commissione Europea. I lavori, che proseguiranno anche oggi, si concentrano sul tema della protezione di bambini e adolescenti nell’ambito delle politiche sulla migrazione. “I bambini migranti sono portatori di diritti ai quali va data concretezza fin dal momento della prima accoglienza – ha aggiunto l’eurodeputata di S&D – e, per esempio, è a loro che deve essere attribuita priorità in materia di ricollocamento, ricongiungimento familiare e richieste di asilo”. Ha aggiunto Chinnici: “Il tempo per i bambini ha un valore diverso. Preoccupa il fatto che nella proposta di revisione del regolamento di Dublino non sia stata ascoltata la Corte europea di giustizia e sia quindi rimasto invariato il criterio di individuazione dello stato membro in cui va presentata la richiesta di asilo. Un criterio non in linea col principio del superiore interesse del minore e che continuerà a favorire la scomparsa di bambini e ragazzi, inevitabilmente esposti, così, al rischio di violenze, abusi e sfruttamento”. E ha continuato l’eurodeputata: “Occorre che i minori migranti, soprattutto quelli giunti in Europa senza familiari o altre persone che ne abbiano la responsabilità siano identificati con procedure non invasive ma comunque efficaci, altrimenti non è possibile proteggerli. E inoltre dobbiamo essere capaci di ascoltarli, dobbiamo conoscere la loro opinione prima di assumere decisioni destinate a dare un indirizzo al loro sviluppo e alla loro vita. Per rendere effettivi i loro diritti è certamente utile anche lo scambio di buone prassi, e l’Italia ne ha più di una, da ultima la legge sull’accoglienza dei minori migranti attualmente all’esame del Parlamento”. Per Chinnici: “L’intergruppo europarlamentare sui diritti dei minori fa da pungolo e da stimolo ma è al tempo stesso un alleato della Commissione Europea nelle azioni a tutela dei minori”.

Cinque persone sono state arrestate e 30 denunciate dopo un’indagine durata sei mesi e condotta dalla polizia postale e delle comunicazioni. Sono stati identificati 44 soggetti di nazionalita’ italiana e individuati altri 120 tra Europa, Stati Uniti ed America Latina, tutti responsabili di aver condiviso in rete video ed immagini dai contenuti pedopornografici. I soggetti arrestati e denunciati hanno un´età compresa tra i 40 e i 53 anni, residenti tra le regioni Toscana, Lombardia, Veneto, Trentino Alto-Adige, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Puglia e Sicilia. L´indagine ha preso avvio alla fine del 2015, da una segnalazione pervenuta nell’ambito del contrasto alla pedopornografia online, a seguito della quale gli investigatori del Compartimento Polposta di Firenze, coordinati dal Cncpo del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno avviato un’attivita’ che portato all’acquisizione un numero elevato di utenti della rete che condivideva il materiale attraverso programmi di file sharing.

“La questione dei comuni sciolti per mafia non ha piu’ confini, ma le mafie hanno capito che la politica conta meno di una volta: basta un dirigente o un funzionario pubblico. Noi lo avevamo proposto anche per Roma ai tempi di Marino: a volte non e’ necessario sciogliere e commissariare un comune, ma far affiancare il sindaco da un commissario prefettizio che lo aiuti e abbia i poteri per eliminare la parte malata della pubblica amministrazione puo’ essere talvolta una soluzione, laddove si vuole lavorare davvero per il bene pubblico”. Così il presidente della commissione nazionale Antimafia Rosy Bindi alla Festa dell’Unita’ di Genova. “Una volta i mafiosi si rivolgevano a Roma, adesso in prima fila, in trincea, ci sono gli amministratori locali e tenere gli occhi puntati sulla pubblica amministrazione e sui comuni e’ la nostra priorita’. Un partito come il nostro, che e’ ovunque, puo’ portare avanti questa battaglia” ha aggiunto Bindi che ha sottolineato come le mafie siano cambiate anche nel target dell’eta’: “Bisogna aprire un intero capitolo dedicato ai minori, che sono vittime ma ora anche capi. Come accade nella camorra”.