Minzolini

Augusto Minzolini conferma la decisione di presentare le dimissioni da senatore, nonostante il voto di ieri dell’Aula di Palazzo Madama e nonostante “non sia un atto dovuto. E’ evidente – spiega l’esponente di Forza Italia – che ieri e’ stato riaffermato che in ultima istanza e’ il Senato, un organo politico eletto, a valutare se in una inchiesta che riguarda un suo membro ci sia ‘fumus persecutionis’ che, di fatto, non rende giustizia e non da’ la possibilita’ a questo suo componente di essere giudicato come tutti i cittadini, secondo la regola che ‘la legge e’ uguale per tutti'”. Ieri, durante l’intervento in Aula, ricorda, “ho solo riportato la storia di quel che mi e’ accaduto, prima come privato cittadino, assolto in una vicenda giudiziaria e addirittura risarcito dei soldi che dovevo dare alla Rai, e poi da uomo politico” quando “mi sono ritrovato ad avere a che fare con un magistrato, che aveva avuto una lunga esperienza politica, che ha ribaltato completamente la sentenza portandola da assoluzione a condanna”, senza che venisse “riaperta una istruttoria e senza nuove prove o testimonianze. Tutto questo mi ha lasciato perplesso”, perche’, sostiene ancora, “il nostro ordinamento si basa sul tema che un imputato e’ colpevole al di la’ di ogni ragionevole dubbio”. “Puo’ lasciare perplessi – ribadisce infine Minzolini – il fatto che ci siano stati due giudici che mi hanno assolto e che poi un giudice con un passato politico non solo mi ha condannato ma ha anche aumentato la pena rispetto a quanto chiedeva la pubblica accusa”.

“Rispetto il voto del Senato, che pure mi ha addolorato”. Lo ha detto Michele Emiliano, candidato alla segreteria del Pd, rispondendo a Montecitorio ai giornalisti che gli hanno chiesto un commento con cui il Senato ha deciso di non dichiarare ai sensi della legge Severino la decadenza dell’ex direttore del Tg1 Rai Augusto Minzolini, oggi senatore di Forza Italia. “Non mi permetto di giudicare il Parlamento. Nè voglio commentare l’attualità politica, io sono un’altra cosa”, ha aggiunto il governatore della Puglia.

”Sono pronto a bere la cicuta… Del resto il mondo è pieno ingiustizie”. Lo ha detto il senatore di Fi, Augusto Minzolini, a conclusione del suo intervento in Aula, a palazzo Madama, che sarà chiamato a pronunciarsi sulla ‘decadenza’ dal mandato parlamentare dell’ex direttore del Tg1. Minzolini ha citato anche Antonio Di Pietro: ”Di Pietro mi disse che forse questo lo avevo avuto per la politica e mi ricordò che la politica porta guai”.

“Nel Tribunale d’appello c’era un giudice che era stato in politica per 20 anni, Giannicola Sinisi, parlamentare dello schieramento opposto al mio, che e’ stato anche sottosegretario nel governo Prodi e quando al governo c’era Napolitano, dico Napolitano, come ministro dell’Interno. Ed e’ stato proprio lui il giudice che mi ha di fatto condannato, capovolgendo la sentenza di primo grado e aumentando la pena per farmi incorrere nella legge Severino” che prevede la decadenza dal mandato di parlamentare in caso di condanna a piu’ di due anni per reati contro la Pubblica Amministrazione.  A sottolinearlo e’ il senatore di Fi Augusto Minzolini durante l’udienza pubblica della Giunta per le Immunità del Senato che a breve dovrà pronunciarsi sulla revoca del suo mandato di senatore perché condannato a due anni e sei mesi per peculato. “Come si puo’ accettare che un magistrato che e’ stato in politica torni a giudicare un suo avversario? – chiede Minzolini quando gli viene data la parola per difendersi – Violante non si e’ mai sognato di tornare in magistratura. La questione e’ anche quella di preservare il potere politico da quello giudiziario”. Minzolini poco prima aveva ricordato come tra il primo grado in cui venne assolto dall’accusa di peculato per aver usato la carta aziendale della Rai per “fini personali” e il secondo in cui venne condannato avvennero vari fatti tra cui quello di essere stato “eletto in Parlamento”; che “il giudice del lavoro aveva obbligato la Rai a restituirmi i soldi”; aveva “polemizzato con Napolitano teorizzando il suo impeachment”; “avevo votato contro le riforme Renzi in contrasto con il mio gruppo”.