modello tedesco

“Non voglio ammazzare la legge elettorale, affogandola in un dibattito agostano”. Lo afferma a Repubblica, Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, aggiungendo che a settembre se ne riparlera’ “all’interno di un dialogo parlamentare”. Dichiara Roato: “Da parte nostra siamo disponibili a fare un accordo con tutti”. A Silvio Berlusconi, che ha rilanciato il sistema tedesco, dice che “se ne riparlera’ a settembre”. Quanto al rapporto con Giuliano Pisapia e il Campo Progressista, Rosato afferma che “e’ un nostro alleato naturale, sul nodo delle coalizioni discuteremo prima al nostro interno”.

La legge elettorale fa un passo in avanti. “L’intesa è stata raggiunta grazie al lavoro serio che quattro forze politiche stanno facendo insieme e io credo che sia ingeneroso non sottolineare come sia un caso unico che le regole della democrazia siano scritte da quattro forze politiche – le più grandi – senza far prevalere gli interessi di parte di uno sull’altro ma cercando punti di mediazione”. Lo ha detto il capogruppo del Pd Ettore Rosato a margine della commissione Affari costituzionali in merito all’accordo con Fi-M5S-Lega sul testo. Via libera anche dalla minoranza dem di Andrea Orlando e Gianni Cuperlo al nuovo accordo. Pd, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega, hanno trovato l’intesa sui punti principali del modello tedesco, adattato alle esigenze italiane. Addio ai capilista bloccati, alle candidature plurime e obbligo di parita’ di genere con il 60-40% a favore del proporzionale. Con questo accorgimento diventano 28 le circoscrizioni proporzionali, mentre il numero dei collegi uninominali si riduce a 225, a cui devono essere aggiunto gli 8 del Trentino e l’unico della Valle d’Aosta, che saranno assegnati con il sistema maggioritario, come al Senato con il ‘Mattarellum’. Le critiche non sono mancate: Per Arturo Scotto (MdP): “Il nuovo testo presenta incongruenze clamorose. Chiamarlo tedesco come fanno i Cinque stelle serve solo a lavarsi la coscienza. I capilista sono bloccati, checche’ ne dicano loro. Le persone non potranno esprimere alcuna preferenza. I nominati restano, la propaganda pure”. Per Dore Misuraca, capogruppo di AP:”Sulla definizione dei collegi uninominali si rischia l’imbroglio”, poiché “la proposta del relatore prende come modello quanto previsto dal Mattarellum del 1993, i cui collegi furono definiti sulla base del censimento del 1991. Ovvero ventisei anni fa. Nel frattempo si sono svolti due nuovi censimenti, nel 2001 e nel 2011, che hanno determinato forti cambiamenti demografici, soprattutto in alcuni territori”. Per Misuraca “rischia di essere falsata tutta la competizione elettorale”

“Sosterremo la proposta di modello tedesco con correttivi di governabilità, spero lo sosterranno anche le altre forze politiche”. Lo ha detto Luigi Di Maio, esponente del M5s, ospite di DiMartedì su La7. “L’obiettivo è governare senza inciuci – ha continuato – Questa legge lo può permettere, salvo che non si voglia sabotare questa legge per poi tornare a fare gli inciuci della vecchia politica”. E ha aggiunto: “Noi abbiamo a cuore il concetto di governabilità, che sembra scomparso dalle preoccupazioni di Pd e Fi. Vogliamo inseirire un premio di governabilità, oltre a quello implicito che già c’è, che possa consentire a chi prende il 40% di governare il Paese”.

Il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha incassato il sì della direzione sulla legge elettorale sul modello tedesco con l’astensione della corrente vicina al ministro della Giustizia Andrea Orlando. Riguardo alla legge elettorale, sul sistema “tedesco si registra una significativa convergenza. Dobbiamo accettare una pacificazione istituzionale, perche’ l’80 per cento dei partiti accetta questo modello che porta il paese a un ordinato svolgimento del passaggio elettorale senza forzature”, ha detto ieri Renzi alla direzione nazionale. “La nostra serieta’ – ha continuato – e’ di offrire al paese un sistema che abbia un vasto consenso e sia possibile. Io non sono entusiasta di un proporzionale con sbarramento al 5 per cento. Ma abbiamo scelto la serieta’ e per questo di votare il consenso al tedesco con l’indicazione della data: che si voti entro la prima settimana di luglio”. La relazione di Renzi è stata approvata a maggioranza con 33 astenuti, tra i quali gli orlandiani.