Mogherini

“C’e’ una cosa che gli europei forse oggi vedono poco, cioe’ che questo e’ il posto migliore nel mondo dove vivere: per situazione economica, per la pace, per i diritti civili e sociali, anche per i diritti delle donne”. Lo ha affermato Federica Mogherini, Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, intervenendo al Quirinale alla celebrazione della Giornata internazionale della donna. “Credo che noi europei – ha proseguito Mogherini – dobbiamo ritrovare un po’ la consapevolezza della ricchezza che abbiamo e anche l’orgoglio di esserlo, perche’ tanta della pace che si sta cercando di costruire nel mondo viene dal lavoro di donne e uomini europei. Non c’e’ solo spazio, c’e’ bisogno di una forza tranquilla: credo che l’Europa sia diventata oggi una potenza indispensabile, insieme forza e capacita’ di prendersi cura. Noi europei abbiamo una cosa che altri nel resto del mondo hanno meno, sappiamo che nessuna crisi puo’ essere risolta solo con la forza”. “Noi donne – ha concluso l’Alta rappresentante dell’Unione – abbiamo un modo di negoziare che parte da una concezione diversa: per un uomo spesso il negoziato e’ arrivare ad un punto dove una parte vince e l’altra perde, per una donna un negoziato e’ trovare una soluzione con cui entrambe le parti trovano qualcosa di comune, una soluzione che unisca”.

Il comandante della missione Nato Kosovo Force (Kfor), generale di divisione Giovanni Fungo, ha accolto oggi presso Camp film city l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, in occasione del suo viaggio nei Balcani. Lo riferisce un comunicato secondo cui in Kosovo, Mogherini si rechera’ anche nella cittadina di Mitrovica, nel nord del paese, dove sono in corso i lavori per la riapertura del ponte di Austerlitz, il cui monitoraggio e’ sotto responsabilita’ dei Carabinieri del Msu (Multinational specialized unit) della missione Kfor. Il generale Fungo ha avuto l’occasione di sottolineare l’importanza della cooperazione e delle sforzo condiviso con gli altri organismi dell’Ue che operano in Kosovo, con riferimento alle iniziative future in favore del processo di normalizzazione e del dialogo tra i governi di Belgrado e Pristina.

L’Alto rappresentante della politica estera Federica Mogherini torna in Europa dopo “incontri eccellenti” con l’amministrazione Trump e ottiene “l’impegno degli Stati Uniti al pieno rispetto dell’accordo” sul nucleare siglato dall’Iran e le principali potenze mondiali tra cui gli Usa nell’estate del 2015. Mogherini ha spiegato che con gli Usa ci sono questioni su cui si può lavorare su un terreno comune, come sul rispetto dell’accordo sul nucleare iraniano, ma non ha negato che ci sono temi su cui invece ci sono diverse vedute. Mogherini ha riconosciuto “l’intenzione forte di lavorare insieme” anche se ci sono diverse vedute con gli Usa sul processo di pace in Medio Oriente, la crisi migratoria globale, il libero scambio e il cambiamento climatico. “Non sta a me definire l’agenda Usa”, ha aggiunto. “Io mi limito a mettere sul tavolo, con chiarezza e in amicizia, l’agenda Ue per trarre il massimo dalla partnership tra Ue e Usa”.

Si discuterà della situazione politica in Libia, delle migrazioni e dell’Ucraina nel Consiglio Affari Esteri dell’Ue, che si terrà domani a Bruxelles e verrà presieduto dall’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. Per l’Italia sara’ presente il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. Tra i temi sul tavolo dell’incontro, ci sarà anche il processo di pace in Medio Oriente. Intanto, secondo in un’intervista pubblicata oggi dal settimanale francese “Le Journal du dimanche”, il generale Khalifa Haftar e’ pronto ad allearsi con Mosca e Washington per sradicare i gruppi terroristici presenti in Libia.

Non concordiamo con l’ordine esecutivo firmato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: cosi’ l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, intervenendo in aula nel dibattito sull’ordinanza Usa che introduce il divieto temporaneo di viaggio per i cittadini di Iraq, Siria, Iran, Sudan, Libia, Somalia e Yemen. “In quanto buona amica degli Stati Uniti – ha sottolineato Mogherini – l’Europa ha il dovere di essere chiara e rispettosa quando emergono disaccordi, soprattutto quando sono connessi ai nostri valori fondamentali, e noi di certo non concordiamo con l’ordine esecutivo emesso dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, come molti negli Usa non sembrano esserlo”.

A Bratislava si parla dell’attuazione del Piano d’azione sulla difesa, che “non significa esercito europeo, ma vuol dire rafforzare la cooperazione per una più efficace difesa europea, complementare alla Nato”. E’ quanto ha puntualizzato l’Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, al suo arrivo a Bratislava per una riunione informale dei ministri della Difesa dell’Unione Europea. “Non parliamo di un esercito europeo, ma di usare gli spazi e gli strumenti già esistenti e previsti dai Trattati a beneficio della sicurezza dei cittadini e dei nostri partner”, ha insistito Mogherini, anche replicando a quanto detto dal ministro della Difesa britannico Michael Fallon, che ha ribadito il suo “a ogni idea di esercito europeo”. “Tutti i documenti che ho ricevuto, quello franco-tedesco, quello italiano e anche di altri Paesi – ha detto ancora – vanno tutti nella stessa direzione, che non è la creazione di un esercito europeo”. Quello di cui si parla, ha concluso, “non è qualcosa di ipotetico o di ideologico, ma qualcosa di concreto che possiamo fare”.

L’annuncio di un accordo di pace finale a L’Avana tra le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc-Ep) e il governo del paese e’ “un’opportunita’ storica e unica per la pace in Colombia, che segue una lunga trattativa la quale ha richiesto grande volonta’ politica e perseveranza”. E’ quanto si legge in una nota di stamattina dell’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. “Ho avuto una conversazione telefonica oggi con il presidente (Juan Manuel) Santos, che mi ha informato di questi sviluppi storici”, si legge nella nota nella quale il capo della diplomazia Ue rende omaggio alla “leadership e visione politica” di Santos, oltre che alle squadre di negoziazione, a Cuba e alla Norvegia in quanto paesi garanti, oltre che al Venezuela e al Cile in quanto paesi che hanno facilitato. “Adesso sta al popolo colombiano – continua la nota – decidere il proprio futuro attraverso il plebiscito. Molte sfide ci attendono per l’attuazione dell’accordo, che dovrebbe aprire la strada a una pace duratura nel paese, basata su una vera riconciliazione nazionale e sulla giustizia. Si dovrebbe anche portare verita’ e risarcimento alle vittime, che hanno sopportato molte perdite e dolore durante gli anni del conflitto’.

La Ue e’ accanto al popolo e al governo turco nella lotta al terrorismo. Lo dice l’alto rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini, commentando l’attentato di ieri a Gaziantep. “La notte scorsa un’esplosione ha colpito donne, uomini, bambini che celebravano una festa di nozze nella citta’ di Gaziantep – si legge in una nota – piu’ di cinquanta vite sono state spezzate e molti sono i feriti. Porgiamo le nostre piu’ sentite condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime e auguriamo una pronta guarigione a tutti i feriti”. “La Turchia e’ stata notevolmente presa di mira ancora una volta, e in una citta’ – Gaziantep – che e’ un simbolo del dolore causato a migliaia di persone dal conflitto in Siria. La sofferenza di tutte le persone colpite dalla guerra, e il terrore, e’ la nostra sofferenza. Come Unione europea, esprimiamo la nostra solidarieta’ e vicinanza al governo e al popolo di Gaziantep e di tutta la Turchia. E continueremo a rafforzare la nostra cooperazione con le autorita’ turche per prevenire e combattere il terrorismo. Siamo insieme in una lotta comune. Tutti siamo chiamati a stare insieme per proteggere la sicurezza, la democrazia e la pace”.

”Abbiamo ancora molto da fare, da migliorare, da cambiare, ma l’Europa e’ forte e diventera’ ancora piu’ forte, insieme ai suoi partner, insieme all’ America”: questo il ”messaggio” rassicurante che l’alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini ha voluto lanciare, dopo la Brexit, alla platea americana del Carnegie Endowment di Washington, dove ha illustrato la nuova ‘Strategia globale’ dell’Unione Europa. ”Qualcuno dopo il referendum in Gran Bretagna – ha osservato – mi aveva detto che sarebbe stato saggio posticipare la presentazione della Strategia globale. Ma ho pensato che in un momento difficile per la nostra Unione il nostro dovere e’ concentrarsi su cio’ che e’ importante, su cio’ che rende piu’ sicuri i cittadini, la nostra regione piu’ stabile, il mondo un posto migliore”. ”So che alcuni – ha proseguito – sono tentati di demolire, invece di rafforzare cio’ che abbiamo raggiunto, ma il segreto del cambiamento e’ puntare tutte le nostre energie non a combattere il vecchio ma a costruire il nuovo”.

Questo le parole di Federica Mogherini: “La Brexit puo’ servire da scossa per chi non avesse compreso o voluto comprendere i segnali che pure si vedevano. Per rendersi conto che l’Europa e’ necessaria e che dobbiamo farla funzionare e cambiarla”. L’alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e Politica di sicurezza, Federica commenta lo choc Brexit rilanciando una nuova strategia “per rafforzare l’Ue in un settore chiave, quello della politica estera, di difesa e di sicurezza. Occorrono visione condivisa e azione comune”. Perche’, sottolinea Mogherini, “dopo lo choc del voto britannico, penso sia utile mettere sul tavolo qualcosa che inietti fiducia in se stessi. Abbiamo i mezzi, la forza e la responsabilità per farlo. Anche se molto deve cambiare”. E’ pero’ necessario, secondo l’alto rappresentante europeo, che “lasciamo alle spalle l’illusione del gendarme planetario che puo’ esportare democrazia. Individuiamo terreni comuni con i nostri partner, a cominciare dai vicini nel Mediterraneo e in Africa, per cercare soluzioni comuni di reciproco vantaggio. Mettiamo a frutto il modello europeo. L’Europa e’ diventata un continente di pace quando ha capito che condividere interessi era un potentissimo strumento di pace e crescita economica. Ripartiamo da qui”.