Montecitorio

‘La ripresa è donna’, è il titolo del convegno che sarà aperto domani, martedì 14 novembre dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta webtv. Parteciperanno deputate, rappresentanti del governo, imprenditrici, sindacaliste e l’Intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità. Il convegno ha l’obiettivo di mettere al centro della discussione la questione del lavoro dell’imprenditoria femminile. In Italia solo il 46,8% delle donne ha un’occupazione.

“Forza Italia è un partito forte, nazionale, ramificato storicamente su tutto il territorio, presente al nord, al centro e al sud nel nostro Paese. Negli ultimi anni, anche in relazione al nuovo scenario politico tri o quadri-polare, Forza Italia, secondo tutti i sondaggi e anche nelle elezioni amministrative che si sono susseguite, ha più consenso nelle regioni del Mezzogiorno rispetto ad altre aree del Paese. Forse solo in alcune zone della Lombardia arriviamo ad avere le percentuali che possiamo vantare in Campania o in Calabria, in Sicilia o in Puglia”. Così in una nota Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera.
“Dire, come ha fatto l’amico Giovanni Toti oggi a ‘Il Messaggero’, che al sud c’è ‘incapacità di creare consenso e di fare squadra’ è assai inesatto – si legge nel comunicato pubblicato sul sito di Forza Italia – Così come dire, sempre parole del governatore ligure, che ‘quelli che erano i nostri granai d’Italia, faticano a dare le messi che davano una volta’ è sorprendentemente ingeneroso nei confronti di regioni che dal ’94 ad oggi e anche nel recente passato hanno fatto la fortuna di Forza Italia e del centrodestra”.
Continua il presidente dei forzisti a Montecitorio: “Sapendo di interpretare correttamente il suo pensiero, forse espresso male dall’amico Toti, mi permetto di completare il ragionamento. Il governatore della Liguria voleva solo spronare i nostri dirigenti e militanti locali a far ancora di più, a migliorare le nostre performance per vincere alle prossime elezioni politiche con la golden share di Forza Italia nella coalizione di centrodestra. Semmai ci fosse un problema al sud, questo sarebbe causato da qualche altro partito alleato che non è forte e ben radicato in tutto il Paese come lo siamo noi. Noi vogliamo un centrodestra forte, plurale e vincente in tutta Italia e Forza Italia, partito nazionale da sempre, lavora per questo grande obiettivo. Siamo certi che Toti lavorerà con grande impegno nella sua Liguria per far primeggiare Forza Italia e il centrodestra, il nostro auspicio è che tutte le altre forze alleate, che vogliono avere valenza nazionale e non locale, si rafforzino sempre più in tutto il territorio, in modo da essere competitivi in tutta Italia e con qualsiasi legge elettorale. Questa, e solo questa, sarà la chiave per la nostra vittoria alle prossime elezioni politiche del 2018”.

Mercoledì 22 marzo alle ore 11.30, nell’Aula di Montecitorio, la celebrazione parlamentare del sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, che ricorre il 25 marzo. Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si riuniranno in seduta solenne deputati, senatori, parlamentari europei eletti in Italia, rappresentanti degli organi costituzionali e alte cariche istituzionali. Dopo gli interventi introduttivi dei presidenti Laura Boldrini e Pietro Grasso prenderà la parola il Capo dello Stato. Le celebrazioni del Parlamento italiano si sono aperte venerdì 17 con una Conferenza articolata in due sessioni, che si sono svolte alla Camera e al Senato. La Cerimonia sarà trasmessa in diretta da Rai Uno a cura di Rai Parlamento, dal canale satellitare e dalla webtv della Camera.

“Non si puo’ dire Italia senza dire campanile, senza dire piazza, municipio, comune, non si puo’ dire Italia senza dire sindaco. Il sindaco e’ la homepage del nostro Paese. Il cittadino quando pensa allo Stato subito vede il sindaco”, dice il ministro dell’interno Angelino Alfano, in aula a Montecitorio durante l’incontro con i primi cittadini sulle emergenze da affrontare nel Paese, organizzato dalla Camera dei deputati in collaborazione con l’Anci. E nel suo intervento parla anche dell’immigrazione che molti comuni vivono in primo piano. “C’e’ stato un giorno di tre anni fa in cui scegliere che l’Italia essere – dice il ministro – Quando sono morte al largo di Lampedusa piu’ di 300 persone. “Potevamo essere – ricorda Alfano – l’Italia dell’indifferenza, dell’ignavia, dell’accidia. Abbiamo scelto di essere un’altra Italia: quella del lavoro e della fatica del coraggio. Lo abbiamo scelto perche’ ci sono momenti in cui tra una cosa utile per te, ma sbagliata, e la cosa giusta che magari ti fa perdere voti, tu scegli la cosa giusta, ma non quella sbagliata. Per noi la vita umana viene prima di ogni altra cosa”, dice il ministro, e a proposito della questione migranti rivolto ai sindaci aggiunge: “Credo che anche un piccolo comune di 1000 abitanti possa reggere 2-3 migranti. Cosi’ come credo che uno di 10.000 possa reggerne 20-30. E’ cio’ che stiamo chiedendo. Nulla di piu'”. Il titolare del Viminale riserva una stoccata all’Unione europea: “L’Europa aveva preso l’impegno a prendersi 50mila migranti dall’Italia. Non lo ha fatto, sono amareggiato ma da europeista convinto non credo che l’Europa possa essere abbandonata”.

Il Movimento 5 Stelle si prepara alla battaglia in sostegno della proposta di legge pentastellata sul taglio degli stipendi dei parlamentari. La discussione generale è iniziata ieri alla Camera dei deputati con la presenza a ranghi serratissimi dei 5 stelle. Il leader Beppe Grillo oggi assistera’ dalla tribuna alla seduta in Aula, mentre fuori gli attivisti stellati, chiamati a raccolta in questi giorni, si sono dati appuntamento per un sit-in durante il quale seguiranno il dibattito a Montecitorio. Il disegno di legge però, come annunciato da giorni, potrebbe essere rinviato in Commissione Affari costituzionali visto che e’ approdato in Aula senza aver terminato il suo iter. Lega e Forza Italia hanno preannunciato intanto proprie proposte di legge sul taglio dei costi della politica, mentre dal Pd l’invito è a far passare le riforme per tagliare la spesa. “C’e’ un solo modo per tagliare i costi della politica: si chiama ‘fare le riforme’, solo che non piace a chi chiede semplici operazioni di maquillage” dice la vicepresidente del Gruppo Pd, Alessia Morani.

La Camera dei Deputati costa agli italiani circa un miliardo l’anno. La settimana prossima a Montecitorio l’Aula esaminerà il conto consuntivo 2015 e il bilancio di previsione 2016 che ha voci per 977,5 milioni di euro. “Abbiamo il Parlamento più costoso tra i Paesi della Nato”, ha commentato il premier Renzi mentre era al vertice di Varsavia. La spesa nelle previsioni, rispetto allo scorso anno, è scesa da 986 milioni di euro del 2015 a 977,5 milioni (previsioni 2016). Quasi l’80% delle uscite anche nel 2016 saranno assorbite dal personale (deputati ed ex, dipendenti e pensionati) per 772 milioni di euro. Gli onorevoli, tra indennità e rimborsi incidono per 144,9 milioni di euro. Le spettanze degli ex deputati ammontano a 135,3 milioni tra vitalizi, pensioni dirette e di reversibilità. Le uscite per i gruppi parlamentari segnano la cifra di 31,79 milioni. Per telefono e internet si prevedono uscite per 1,45 milioni; la spesa per i trasporti è fissata in 10,8 milioni di euro.