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Il ministero dell’Interno egiziano ha aumentato lo stato d’allerta “al piu’ alto livello in tutti i governatorati” egiziani dopo l’attacco alla moschea nel Sinai settentrionale. A riferirlo è l’agenzia Mena, che cita “fonti della sicurezza”. Misure rafforzate sono state prese attorno a luoghi di culto, accessi a città, autostrade, commissariati di polizia, rappresentanze diplomatiche, luoghi di intrattenimento come teatri, cinema, tra gli altri. Intanto si aggrava il bilancio dell’attentato compiuto ieri da estremisti islamici nella moschea di Al Rawdah, nella localita’ di Bir al Abed. Sono 305 le vittime, tra cui 27 bambini, e 128 i feriti.

E’ di sei i morti, otto i feriti, alcuni dei quali gravi, il bilancio dell’attacco a colpi di arma da fuoco contro una moschea a Quebec City, in Canada. Lo ha riferito in conferenza stampa il primo ministro del Quebec, Philipp Couillard. L’attentato è avvenuto alle 20 ora locale, le 2 di notte in Italia. Quattro ore dopo l’assalto, la polizia del Quebec ha confermato il fermo di due persone. Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha descritto l’attentato come “un attacco terroristico contro i musulmani in un luogo di culto e di rifugio”. Ed ha dichiarato: “La diversità è la nostra forza e la tolleranza religiosa è un valore che noi canadesi amiamo”. Dall’Italia il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha espresso la vicinanza del governo al “popolo canadese, alla comunità musulmana canadese, oltre che al premier Trudeau”, così come hanno fatto altri leader europei.