Mosul

Nuovo massacro dell’Isis in Iraq: 232 civili, tra ex membri della polizia o delle forze di sicurezza di Baghdad sono stati trucidati negli ultimi tre giorni. A riferirlo è stato il presidente della Commissione diritti umani del Parlamento iracheno, Abdulrahim Shamari, citato dai media curdi. La strage è avvenuta nel villaggio di Hammam al-Alil, sobborgo 9 chilometri a sudest di Mosul, dove sono stati condotti i civili per essere uccisi. Non si hanno notizie dei familiari. Intanto le forze curdo-irachene hanno completato l’assalto alle roccaforti dell’Isis attorno alla citta’. L’Organizzazione mondiale della sanita’ ha comunicato di aver addestrato circa 90 medici iracheni per eventuali azioni di bonifica di aree soggette ad attacchi chimici. Dall’inizio dell’offensiva delle forze irachene per riconquistare Mosul sono stati uccisi tra gli 800 e i 900 militanti dell’Isis, come riferito alla Bbc dal generale Joseph Votel, responsabile del Comando centrale americano, il quale ha però sottolineato che il dato preciso è difficile poiché i jihadisti si muovono intorno alla città mescolandosi agli abitanti.

In Iraq continua la battaglia per liberare Mosul dall’Isis. L’attacco e’ supportato dai raid della coalizione internazionale. L’avanzata delle forze curdo-irachene però segna il passo nel timore di sanguinosi assalti a sorpresa dell’Isis. Per monitorare l’avanzata da vicino e’ arrivato a Baghdad anche il capo del Pentagono, Ash Carter. Intanto, secondo fonti dalla città, si apprende che ci sarebbero trincee riempite di petrolio e sostanze chimiche velenose, bambini e donne usati come ‘scudi umani’ sui tetti della case contro i raid aerei. Queste sarebbero le difese dei seguaci del ‘califfo nero’ al Baghdadi per la battaglia per Mosul, non appena le forze curdo-irachene si dovessero avvicinare alla linee difensive dell’Isis. Una fonte irachena ha riferito alla Cnn che ieri l’Isis ha massacrato almeno 284 civili, tra i quali anche donne e bambini, e dato alle fiamme un impianto chimico a sudest che ha sprigionato una nube tossica che ha intossicato migliaia di persone, uccidendone almeno due.

L’avanzata dell’esercito iracheno verso la citta’ di Mosul, capitale di fatto dello Stato islamico in Iraq, ha subito un rallentamento. Secondo l’emittente “Al Jazeera”, la nona brigata armata dell’esercito iracheno si sarebbe ritirata da Qaraqosh, citta’ cristiana a meta’ strada tra Mosul ed Erbil, mentre fonti di Baghdad sostengono che i militari siano ancora intorno alla cittadina. Intanto il premier iracheno, Haider al Abadi, ha annunciato di aver dato l’ordine all’esercito di aprire dei corridoio umanitari per lasciar fuggire gli sfollati da Mosul. “A due giorni dall’inizio dell’offensiva – ha spiegato il primo ministro iracheno durante una conferenza stampa – stiamo ancora avanzando seppur lentamente per evitare di colpire i civili. Invitiamo comunque la popolazione civile a non lasciare le proprie case a Mosul”. Abadi ha negato che l’esercito stia bombardando indiscriminatamente la citta’ del nord dell’Iraq con i colpi di mortaio aggiungendo che “i caccia stanno effettuando raid aerei mirati su obiettivi ben precisi”

I miliziani dell’Isis hanno bruciato vive, in mezzo ad una piazza di Mosul (Iraq), 19 ragazze curde che si erano rifiutate di divenire schiave sessuali dei combattenti jihadisti. A riferirlo è l’agenzia di notizie Ara (Kurdish News Agency), ripresa dai media iraniani. Le giovani donne, chiuse in gabbie di ferro, sono state portate in una piazza della roccaforte irachena del Califfato nero, e date alle fiamme, davanti a centinaia di presenti. “Nessuno ha potuto fare niente per salvarle”, ha detto un testimone all’Ara.