All’indomani dell’incontro con i rappresentanti del Movimento popolare Papa Francesco, in una intervista su Repubblica ad Eugenio Scalfari, ribadisce la sua esortazione ai cattolici a un nuovo impegno in politica “non nel cosiddetto politichese, le beghe per il potere, l’egoismo, la demagogia, il danaro, ma la politica alta, creativa, le grandi visioni. Quello che nell’opera sua scrisse Aristotele”. Quello che noi vogliamo è la lotta contro le diseguaglianze, questo è il male maggiore che esiste nel mondo. E’ il danaro che le crea ed è contro quei provvedimenti che tendono a livellare il benessere e favorire quindi l’eguaglianza”. Trump presidente? “Io non do giudizi sulle persone e sugli uomini politici, voglio solo capire quali sono le sofferenze che il loro modo di procedere causa ai poveri e agli esclusi”: La mia preoccupazione principale? “Quella dei profughi e degli immigrati. Dobbiamo abbattere i muri che dividono: tentare di accrescere il benessere e renderlo piu’ diffuso, ma per raggiungere questo risultato dobbiamo abbattere quei muri e costruire ponti che consentono di far diminuire le diseguaglianze e accrescono la liberta’ e i diritti. Maggiori diritti e maggiore liberta’”.







