Nichi Vendola

“Io non sono mai fuggito dalla politica. La politica e’ una malattia da cui non si guarisce. Torno, anche se resto in seconda linea”. Lo ha dichiarato l’ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, intervistato dal direttore del TgNorba, Enzo Magista’, per la puntata del programma ‘Il Graffio’ che andra’ in onda stasera, su Telenorba, poco dopo le 23. Nichi Vendola negli ultimi mesi non ha fatto mancare la sua opinione sul futuro della sinistra e sulla mancata unità delle forze che la compongono, non risparmiando critiche a Matteo Renzi e al premier Gentiloni

Quella del M5S è una richiesta risibile perché la Sicilia dei Gattopardi o degli impresentabili non si combatte in questa maniera. Si combatte con una battaglia fatta di coerenza e di competenza. Non si costruisce il futuro con gli slogan e con il turpiloquio populista, il futuro della Sicilia e del sud Italia si costruisce a partire da un’analisi spietata di come hanno funzionato i dirigenti e mettendo in campo un progetto credibile. A volte, l’incompetenza al governo fa gli stessi danni che fa la corruzione al governo, come si vede in diverse città d’Italia”. Così Nichi Vendola, ex governatore della Puglia e militante di Sinistra italiana, a Palermo per un’iniziativa elettorale a sostegno del candidato della sinistra alla presidenza della Regione siciliana Claudio Fava, ha commentato all’Adnkronos la richiesta da parte del M5S di inviare osservatori Osce per monitorare il voto del 5 novembre.

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“Non so se un movimento popolare di riscossa della sinistra che vada da D’Alema a De Magistris e dopo la crisi del Pd oggi sulle labbra dei suoi stessi fondatori come Bersani, arriverebbe al 10% dei consensi o a quanto”. Lo afferma in una intervista a Repubblica Nichi Vendola, aggiungendo: “So però che mettendo insieme le esperienze, le pratiche, la cultura di chi ha resistito a sinistra si può diventare punto di riferimento e speranza per milioni di italiani”. Continua Vendola: “Il Pd di Renzi si è rotto, sta implodendo”, “siamo interessati a Consenso”, il movimento lanciato da Massimo D’Alema e “a quello che nel Pd avanza con le prese di posizione di Enrico Rossi e di Michele Emiliano. E a quello che è riuscito a costruire De Magistris a Napoli. A quanto si muove nei 5stelle”. Sinistra italiana si vuole “confrontare con tutti”, spiega Vendola, mantenendo però “un punto di vista autonomo”.

“Siamo giunti alla conclusione del percorso di Sinistra Ecologia Liberta’. Abbiamo vissuto un’esperienza di straordinaria ricchezza, che ci ha dato molto in termini di riflessione, di legami umani e patrimonio politico. Abbiamo ora la responsabilita’ di portare cio’ che di migliore abbiamo vissuto in questi anni nel futuro, in un nuovo soggetto politico, dentro la costituente di Sinistra Italiana, dentro l’intreccio di legami sociali e politici che abbiamo il dovere di far crescere nei prossimi mesi se vogliamo che un’alternativa sia in campo”. Lo si legge nella newsletter di Sinsitra Economia è Libertà, mentre sul territorio si stanno concludendo le assemblee di consultazione degli iscritti sul superamento del partito fondato da Nichi Vendola, alla vigilia dell’ assemblea Nazionale “Dalla parte giusta” che si terra’ sabato 17 dicembre a Roma, presso la sala convegni della Domus Australia di via Cernaia 14/b i cui lavori saranno aperti dalla relazione di Vendola alle 10,30. I lavori saranno anche trasmessi in diretta webtv su www.sinistraecologialiberta.it “La straordinaria vittoria del No al referendum del 4 dicembre ha aperto ad una possibilita’ – continua la newsletter di Sel – quella che in questo Paese si riapra il quadro politico dopo anni in cui a scrivere l’agenda sono state politiche sbagliate, scelte distanti dai cittadini piu’ deboli, che non hanno risolto ne’ il problema della crisi economica, ne’ quello della vergognosa diseguaglianza che  si vive Italia, e nemmeno hanno messo al centro le politiche ambientali, l’innovazione e la ricerca, la conversione della nostra economia verso sistemi piu’ solidali e intelligenti, il rilancio dei diritti di cittadinanza”. “Ora dobbiamo – conclude Sel – cogliere l’occasione di un cambio di scenario: dobbiamo essere in campo, rilanciare la nostra azione, imporre con la forza della politica un’agenda diversa