Nord Corea

I ministri degli Esteri dei Ventotto, lunedi’ 16 ottobre a Lussemburgo, dovrebbero adottare un pacchetto aggiuntivo di misure restrittive contro la Corea del Nord: lo riferisce oggi a Bruxelles un alto funzionario Ue. La Corea del Nord rimane una delle principali preoccupazioni nell’agenda internazionale, ed e’ stato inserita come punto in agenda del Consiglio affari esteri, in cui i ministri avranno una discussione sui recenti sviluppi nella penisola coreana. Durante l’informale a Tallinn (Gymnich), il 6 e il 7 settembre, l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha proposto misure restrittive autonome dell’Ue, a completamento di quelle decise dalle Nazioni Unite (Onu). Secondo quanto riferisce oggi a Bruxelles un alto funzionario, il nuovo pacchetto di misure contro Pyongyang sara’ adottato lunedi’ 16 ottobre a Lussemburgo.

Le recenti affermazioni del presidente americano Donald Trump sono “una chiara dichiarazione di guerra” alla Nord Corea. Lo ha detto il ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong Ho in un incontro con la stampa a New York. “La carta delle Nazioni Unite sancisce il diritto all’autodifesa degli stati membri e, visto che gli Usa hanno dichiarato guerra al nostro paese, noi abbiamo il diritto di rispondere e di abbattere i caccia americani anche se non sono ancora all’interno dei nostri confini”, ha dichiarato Ri Yong Ho. Il ministro degli Esteri ha poi precisato che il paese asiatico “spera sinceramente che la guerra di parole non si trasformi in azioni reali”.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato un inasprimento del regime sanzionatorio a carico della Corea del Nord, con l’obiettivo di limitare ulteriormente l’accesso di quel regime al commercio internazionale. L’ordine esecutivo approntato dalla casa Bianca, spiega la stampa Usa, contiene alcune tra le sanzioni economiche piu’ drastiche mai varate dagli Usa nell’arco degli ultimi decenni: la Corea del Nord verra’ isolata dal sistema bancario internazionale, e ne verranno presi di mira i settori industriali piu’ importanti, oltre a quello delle spedizioni marittime. Alla minaccia di Trump di radere al suolo la Corea del Nord – pronunciata martedi’ di fronte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite – Pyongyang ha risposto definendo il presidente Usa un individuo “mentalmente disturbato”; un comunicato firmato dal leader nordcoreano in persona, Kim Jong-un, accusa Trump di essere “un gangster che ama giocare con il fuoco”, e sostiene che l’intervento di quest’ultimo all’Onu l’ha convinto “che il cammino intrapreso e’ quello corretto, e che e’ necessario percorrerlo sino in fondo”. Intervistato dall’agenzia sudcoreana “Yonhap”, il ministro degli Esteri nordcoreano, Ri Yong-ho, ha dichiarato che Pyongyang sta valutando di condurre un nuovo test di una bomba all’idrogeno, questa volta nelle acque del Pacifico.

Nuove minacce da Pyongyang, che annuncia di voler ricorrere all’arma nucleare per “affondare” il Giappone e “ridurre a cenere ed oscurità” gli Stati Uniti. A lanciarle è il Comitato nordcoreano per la pace Asia-Pacifico, che gestisce le relazioni esterne e l’attività di propaganda del regime e che accusa i due paesi per la risoluzione con cui l’Onu ha approvato nuove sanzioni contro la Corea del nord a seguito del suo ultimo test nucleare. E il Comitato, citato dall’agenzia di stampa nordcoreana KCNA, punta anche allo scioglimento del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ‘strumento del male’, composto da “paesi corrotti dal denaro” che rispondono agli ordini degli Stati Uniti. “Le 4 isole dell’arcipelago dovrebbero essere mandate a fondo dalla bomba nucleare di Juche. Accano a noi non deve più esistere il Giappone”, si legge nella dichiarazione in cui si fa riferimento alla dottrina ufficiale cui si ispira il regime nordcoreano, un misto di marxismo e di nazionalismo isolazionista predicato dal padre fondatore della Corea del nord, Kim Il Sung, nonno di Kim Jong Un. “Riduciamo il territorio americano a cenere ed oscurità”, minaccia ancora Pyongyang.

In momenti duri come questo, con la minaccia senza precedenti posta dalla Corea del Nord, “solo una comunita’ internazionale unita puo’ aiutare a costruire soluzioni efficaci”: lo dice l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, intervenendo oggi in sessione plenaria a Strasburgo. Il capo della diplomazia Ue ha ringraziato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Onu) e tutti i suoi membri per la nuova risoluzione sulla Corea del Nord. “La comunita’ internazionale – ha detto – ha fatto la cosa giusta qualche ora fa, rafforzando la pressione sulla Corea del Nord, invitando al tempo stesso per una soluzione politica della crisi attraverso un dialogo politico significativo e credibile. E’ la strada che l’Unione europea ha sostenuto, in modo consistente, nei mesi scorsi, con tutti i mezzi: attraverso i membri europei del Consiglio di sicurezza dell’Onu, in un perfetto approccio coordinato”, ma anche “attraverso i nostri contatti con tutti i nostri partner globali e interlocutori regionali. Ho passato parte di agosto, in Asia – ha ricordato il capo della diplomazia Ue – a discutere con i ministri degli Esteri degli Stati Uniti, della Cina, della Federazione Russa, della Repubblica di Corea, del Giappone, per cercare di prevenire l’ulteriore escalation e cercare di aprire un percorso politico, aumentando la pressione economica ma anche mantenendo la porta aperta’

L’Onu torna a colpire la Corea del Nord con nuove sanzioni: ieri sera il Consiglio di sicurezza ha approvato all’unanimità una risoluzione che prevede il bando alle esportazioni tessili di Pyongyang e il divieto alle esportazioni di petrolio e gas naturale verso la Corea del Nord, fatta eccezione per una quantità da impiegare per il sostentamento della popolazione. “La Corea del Nord non ha ancora passato il punto di non ritorno”: lo ha detto l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, dopo l’approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di nuove sanzioni contro il regime asiatico, precisando che “gli Usa non cercano la guerra con Pyongyang”. “Il mondo civilizzato deve fare quello che la Corea del Nord non sta facendo, ossia fermare la sua marcia verso la costruzione di un arsenale nucleare. La scelta e’ loro. Se continueranno su questa strada continueremo ad aumentare la pressione, se decideranno di cambiare percorso il mondo vivra’ in pace con loro”, ha aggiunto la Haley. Cina, adottate ‘misure necessarie’ – La Cina ha sostenuto il Consiglio di sicurezza dell’Onu nell’adozione di “misure necessarie” sull’ultimo test nucleare della Corea del Nord del 3 settembre, il più potente dei sei fatti. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri cinese Geng Shuang, secondo l’agenzia Nuova Cina. Pechino spera che le nuove sanzioni siano attuate in pieno, ribadendo l’opposizione ai sistemi antimissile Thaad in Corea del Sud. La crisi, secondo il rappresentante permanente cinese all’Onu Liu Jieyi, “deve essere risolta in modo pacifico”. Seul, sanzioni monito contro provocazioni – Le nuove sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu sono un “pesante” monito alla Corea del Nord, dato che altre provocazioni non potranno che aumentare le sue sfide diplomatiche ed economiche: le misure, spiega una nota del governo sudcoreano, “rappresentano il rinnovato impegno della comunità internazionale a non tollerare lo sviluppo nucleare e missilistico del Nord”. La risoluzione 2375, votata in risposta del test atomico del 3 settembre, è la nona con sanzioni per il Nord dal 2006, anno della prima detonazione nucleare.

Sulla crisi coreana serve dialogo, “la linea giusta è quella della Russia”, “bombardare Pyiongyang non credo sia la soluzione. Cinesi e russi consigliano agli americani di aprire un negoziato e mi sembra la strada più saggia. Negli anni Novanta la trattativa dei ‘Sei passi’ aveva portato dei buoni risultati”. E’ quanto afferma il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani, in una intervista a Libero. “Bisogna conoscere la storia della Corea per interpretare la politica aggressiva di Kim Jon-Un – sottolinea Romani -. I coreani hanno un termine, Juche, che vuol dire ‘equilibrio’, e racconta bene la loro ideologia. Che è un po’ comunista, un po’ confuciana, un po’ nazionalista. Chiunque pregiudichi l’unità e l’indipendenza della penisola è visto come un nemico”.

La Cina ha presentato “una forte protesta formale” all’ambasciata della Corea del nord di Pechino contro l’ultimo test nucleare. Lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri cinese Geng Shuang, nel corso della conferenza stampa quotidiana.
La Corea del Nord sembra aver iniziato la preparazione di un ulteriore lancio missilistico, dopo il suo sesto test nucleare compiuto ieri. Lo ha dichiarato un funzionario del Ministero della Difesa sudcoreano. “Abbiamo continuato a vedere segnali di possibili lanci di missili balistici. Prevediamo anche che la Corea de Nord possa lanciare un missile balistico intercontinentale”, ha dichiarato Chang Kyung-soo, secondo quanto riporta l’agenzia Yonhap.

L’Italia esprime la più ferma condanna per il lancio effettuato stanotte dalla Repubblica democratica popolare di Corea di un missile balistico che ha sorvolato il territorio giapponese. Lo ha dichiarato Angelino Alfano, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. “La frequenza dei test missilistici di Pyongyang e il continuo sviluppo delle relative tecnologie rappresentano fonte di grande e crescente preoccupazione, oltre a destabilizzare l’equilibrio regionale”, ha detto il ministro. “Questi fatti costituiscono l’ennesima chiara violazione di molteplici risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il programma missilistico e nucleare nordcoreano rappresenta una seria minaccia al regime di non proliferazione globale, nonche’ alla pace e alla sicurezza internazionali”, ha affermato il titolare della Farnesina, che ha concluso: “La condanna e’ ancor piu’ importante oggi, Giornata Internazionale contro i Test Nucleari. La Repubblica Democratica Popolare di Corea deve immediatamente abbandonare lo sviluppo del suo programma nucleare”.

Gli Stati Uniti sono interessati al dialogo con il leader della Corea del Nord Kim Jong, ma Trump attende un segnale di interesse anche da parte di Pyongyang. Lo ha detto il segretario di Stato americano Rex Tillerson. “Continuiamo ad essere interessati a cercare un modo per dialogare, ma spetta a lui”, ha detto Tillerson ai giornalisti da Washington. Intanto Pyongyang ha annunciato di non voler procedere subito ad un nuovo test missilistico vicino a Guam.