Nunzio Galantino

“Sessantuno persone al mondo posseggono oggi l’equivalente di quanto posseggono tre miliardi e mezzo di persone. Il tema della redistribuzione comincia allora a interpellare la politica e anche la realta’ digitale”. Il segretario generale della Cei monsignor Nunzio Galantino interviene alla Camera al confronto dal titolo “Equita’, etica e  redistribuzione al tempo dell’economia digitale”, e invita a riflettere sul modo in cui la new economy puo’ contribuire a ripianare le diseguaglianze tra popoli e ceti sociali. “Chi frequenta il digitale difficilmente si rende conto, difficilmente alza la testa e si sente interpellato da quei tre miliardi e mezzo che per noi non hanno un volto, non hanno una storia. E per questo alcuni parlano di quelli che annegano nel Mediterraneo come di numeri e basta, di gente che possibilmente puo’ essere anche mandata da qualche altra parte. Il digitale – dice il segretario generale della Cei – puo’ aiutarci a prendere consapevolezza di questa grossa disparita’ e quindi provocare dentro di noi scelte concrete, interessanti, coraggiose. Oppure puo’ farci ignorare completamente questa realta’. Oggi io penso che le parole etica, equita’, redistribuzione hanno un senso, ma vanno collocate nel contesto in cui concretamente viviamo”.

“Una follia che non puo’ trovare copertura religiosa ne’ giustificazione alcuna”. Lo ha affermato questa mattina monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo al Giornale Radio Rai. “Davanti a quello che e’ successo si parla di gay, si parla di Islam… A mio avviso si tratta innanzitutto di vite umane, si tratta innanzitutto di persone uccise. Davanti a questa tragedia che va condannata nella maniera piu’ ferma, io vorrei almeno che si evitasse qualunque speculazione”. Per il segretario Cei, “e’ giusto chiedersi cosa sta succedendo in questo nostro mondo. I morti di oggi ma anche quelli di Parigi, quelli del Belgio ci chiedono molto di piu’ di parole di circostanza”.