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Stati Uniti e Russia al culmine della tensione dopo l’aumento degli attacchi aerei effettuati dalle aviazioni russa e siriana sulla citta’ di Aleppo, controllata in parte da ribelli e militanti islamici. Lo scontro tra i due Paesi, dopo il fallimento del cessate il fuoco in Siria, è stato al massimo durante una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza Onu convocata ieri. “Anziche’ perseguire la pace – ha detto l’ambasciatrice statunitense all’Onu, Samantha Power – la Russia e il presidente siriano Bashar al Assad proseguono la guerra. Cio’ che la Russia sta sponsorizzando e facendo non e’ antiterrorismo, ma barbarie”. Commentando la situazione in Siria, il portavoce del Cremlino Dmitrj Peskov ha riferito che la situazione nel paese è “molto impegnativa”. Ieri al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e’ emersa una netta distanza di vedute fra Mosca, da una parte, e Washington, Parigi e Londra, dall’altra. “Il Cremlino valuta la situazione come estremamente difficile”, ha detto Peskov, aggiungendo che sinora gli Stati Uniti non sono riusciti a separare l’opposizione moderata e i gruppi terroristici attivi in Siria. “Riteniamo che il tono della retorica da parte di alcuni funzionari britannici e statunitensi sia decisamente inaccettabile. Noi crediamo che tale retorica possa causare gravi danni al processo di risoluzione (del conflitto siriano) e alle nostre relazioni bilaterali”, ha detto Peskov. Intanto al Corriere della Sera, Staffan de Mistura, inviato speciale dell’Onu per la crisi siriana, ha detto che “Senza un accordo tra russi e americani non si puo’ risolvere la crisi siriana”. E questo “lo sanno bene sia a Washington sia a Mosca e l’ho detto con chiarezza nella riunione del Consiglio di Sicurezza – ha affermato – Dobbiamo andare avanti a negoziare, perche’ non ci sono alternative”.