obesità

Recuperare e promuovere gli stili alimentari delle singole regioni italiane come modelli di dieta sostenibili utili ad affrontare emergenze sanitarie e patologie in crescita come l’obesità. Puntare, in sintesi, sulla dieta mediterranea regionale. E’ l’obiettivo della 17ma edizione dell’Obesity Day ‘Salute In-forma’ la campagna di informazione e sensibilizzazione sull’obesità promossa ogni anno il 10 ottobre dall’Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione clinica – Adi, attraverso la sua Fondazione. “Nell’area del Mediterraneo la ricerca di cibo, rappresenta da sempre un percorso di intelligenza, creatività, gusto della bellezza e socialità – dichiara Giuseppe Fatati, presidente Fondazione Adi – Elementi che fanno delle singole diete mediterranee regionali modelli alimentari dal basso impatto ambientale, che contribuiscono alla sicurezza alimentare e ad uno stile di vita sano per le generazioni attuali e future”. Durante l’Obesity Day gli esperti Adi focalizzeranno la loro attenzione sul concetto di ‘mediterraneità’, ovvero un approccio alimentare caratterizzato da: spazio (la cucina), tempo (il tempo dedicato al cibo), economia (corretto utilizzo delle risorse), relazioni (identità storiche e appartenenza), cultura (coltivazioni adatte ai luoghi e alle esigenze del gruppo familiare) e politica (la teoria dello stato e il territorio).

Tassare le bibite zuccherate puo’ abbassarne il consumo riducendo obesita’, diabete di tipo 2 e carie. Lo afferma un rapporto appena pubblicato dall’Oms, secondo cui un aumento di almeno il 20% del prezzo di questi prodotti puo’ portare in una riduzione dei consumi proporzionale. Il rapporto presenta i risultati di un meeting di esperti che si e’ tenuto a meta’ del 2015 e di 11 revisioni sistematiche degli studi sull’efficacia degli interventi di politica fiscale per migliorare le diete e prevenire le malattie non trasmissibili. “Dal punto di vista nutrizionale le persone non hanno bisogno di nessun zucchero aggiunto alla loro dieta – spiega Francesco Branca, direttore del dipartimento per la Nutrizione dell’Oms -. L’Organizzazione raccomanda che se si consumano zuccheri aggiunti devono rimanere sotto il 10% del fabbisogno energetico quotidiano, che andrebbe ridotto a meno del 5% per avere benefici addizionali per la salute. Questo equivale a meno di 250 millilitri al giorno delle bevande comuni”. L’analisi fornisce anche altri suggerimenti di politica fiscale per migliorare la dieta. Sussidi che abbassino il prezzo di frutta e verdura del 30% ne aumentano il consumo, scrivono gli esperti, inoltre destinare i guadagni derivanti dagli aumenti delle tasse ad iniziative di salute pubblica ne aumentano il supporto da parte del pubblico.