Ocse

In Italia la crescita del Pil rimarra’sostanzialmente stabile all’1,5% nel 2018 e scendera’ all’1,3% nel 2019. Lo afferma l’Ocse nelle prospettive economiche 2018. Secondo l’organismo internazionale, il motore della ripresa è ancora da individuare nei i consumi privati che daranno effetti positivi su investimenti ed export.

L’economia britannica si è indebolita dopo il voto che ha sancito la decisione di lasciare l’Unione europea: mantenere stretti legami col blocco e implementare politiche per sostenere la produttività sarà cruciale per mantenere in futuro l’attuale tenore di vita. E’ quanto sostiene il nuovo report sulla situazione economica del Regno Unito realizzato dall’Ocse, che prende in considerazione gli sviluppi della situazione dal giugno 2016 e sottolinea le crescenti incertezze e i rischi legati alla Brexit. “Il Regno Unito sta affrontando tempi sfidanti, con la Brexit che crea serie incertezze a livello economico e che potrebbe soffocare la crescita negli anni a venire”, ha commentato il segretario dell’organizzazione, Ángel Gurría, presentando la ricerca insieme al cancelliere dello scacchiere, Philip Hammond. “Mantenere relazioni economiche più strette possibili con l’Unione europea sarà assolutamente una chiave, per il commercio di beni e servizi così come per la circolazione dei lavoratori”, ha proseguito Gurría, “la politica macroeconomica e fiscale può e dovrebbe continuare a essere usata a supporto dell’economia, sia durante che dopo i negoziati per l’uscita. La prosperità futura dipenderà da nuove riforme mirate a migliorare la qualità del lavoro, sostenere la produttività e assicurare che i benefici siano condivisi da tutti”.

Nell’area Ocse a febbraio la disoccupazione è stabile al 6,1%. Nell’intera area i disoccupati sono 38 milioni, 5,4 milioni di persone in piu’ in piu’ rispetto al periodo “prima della crisi”, all’aprile 2008, si legge in una nota. Il tasso e’ sceso di 0,1 punti nell’Eurozona, al 9,5%, con i maggiori cali in Lettonia, Spagna e Italia, che sono al primo e secondo posto nella classifica dell’organizzazione, dalla quale mancano i dati aggiornati di diversi Paesi, fra i quali la Grecia. In Italia disoccupazione all’11,5%.

La disoccupazione nell’area Ocse in ottobre e’ diminuita di 0,1 punti percentuali al 6,2% e risulta in calo di 1,9 punti rispetto al picco segnato nel gennaio 2013. Come precisa l’Ocse, nell’area che riunisce i 35 Paesi piu’ industrializzati, 38,8 milioni di persone sono senza lavoro, 10,2 milioni in meno rispetto al momento peggiore della crisi, nel gennaio 2013, ma pur sempre 6,2 milioni in piu’ rispetto all’aprile 2008, prima della crisi. La disoccupazione dei giovani (15-24anni) nell’area Ocse e’ invece rimasta stabile al 12,8%. Nel dettaglio, nell’Eurozona la disoccupazione complessiva in ottobre e’ calata di 0,1 punti al 9,8%, cioe’ 2,3 punti sotto il record dell’aprile 2013, nella Ue e’ scesa all’8,3% dall’8,4% e nel G7 risulta al 5,4% dal 5,5%. In Eurolandia, le flessioni piu’ marcate (0,2 punti) sono appannaggio di Austria (al 5,9%), Francia (9,7%), Irlanda (7,5%), Lettonia (9,5%) e Repubblica Slovacca (9,1%). In Germania la disoccupazione e’ calata di 0,1 al 4,1%. In Italia e’ diminuita all’11,6% dall’11,7% e sulla base delle statistiche disponibili si conferma il terzo peggior dato dell’area Ocse. Il tasso dei senza lavoro e’ rimasto stabile in Canada (7%) e Giappone (3%), mentre e’ calato in Messico (-0,3 al 3,6%) e negli Usa (-0,1 al 4,9%), dove in base alle indicazione di novembre e’ sceso ulteriormente (-0,3% al 4,6%). L’Islanda e’ il Paese con la minore disoccupazione (2,9%, stabile), mentre la maglia nera resta la Grecia con il 23,4% (in agosto, ultimo dato disponibile), preceduta dalla Spagna (19,2%, -0,1 punti). La disoccupazione dei giovani nell’area euro e’ rimasta stabile al 20,7%, cosi’ come nella Ue resta al 18,4% e nel G7 si conferma all’11,7%. L’Italia, per altro, segna un calo di 0,3 punti al 36,4%, mentre la Spagna, dopo cinque mesi consecutivi di flessione registra un aumento di 0,7 punti al 46,3%. Peggiora la situazione anche per i giovani francesi alla ricerca di un lavoro (+0,4 al 25,8%). In Germania la disoccupazione dei giovani e’ invece calata di 0,1 punti al 6,9%. Il dato piu’ pesante resta quello della Grecia (46,5%).