Olivetti

La storia sconosciuta dell’invenzione del primo pc. L’ascesa e la caduta di alcuni progettisti dell’Olivetti che, all’insaputa della loro azienda, tra guerra fredda, spionaggio industriale e geniali intuizioni tecnologiche, provocarono con la loro invenzione la piu’ grande rivoluzione del XX secolo. Lo racconta ‘Quando Olivetti invento’ il pc’, di Alessandro Bernard e Paolo Ceretto, in onda lunedi’ alle 19.00 su Rai Storia, nell’anniversario della morte di Adriano Olivetti. E’ il 1965 quando, durante la piu’ importante fiera tecnologica mondiale dell’epoca, a New York, l’azienda Italiana Olivetti espone i nuovi modelli di calcolatrici meccaniche mentre relega in un angolo seminascosto un nuovo prodotto tanto avveniristico quanto sottovalutato: si chiama ‘Programma 101′ ed e’ il primo personal computer della storia. Sara’ un successo clamoroso. Lo stand e’ preso d’assalto. Curiosi e addetti ai lavori formano file interminabili e obbligano gli organizzatori a disporre un apposito servizio d’ordine per regolare le entrate. New York Times, Wall Street Journal, Business Week, New York Herald Tribune titolano a piena pagina ‘The first desk top computer of the world’. Il 10 giugno 1967 la Hewlett Packard versa 900.000 dollari all’Olivetti per aver copiato il brevetto di ‘Programma 101’ con il suo modello HP 9100. Il film racconta la storia dell’invenzione che ha rivoluzionato il futuro gettando le basi del nostro presente, attraverso i protagonisti diretti e il parere di esperti internazionali.

Il tribunale di Ivrea ha condannato a 5 anni e due mesi Carlo De Benedetti imputato nel processo per le morti da amianto fra gli ex operai Olivetti. L’accusa aveva chiesto nei suoi confronti 6 anni e 8 mesi per omicidio colposo e lesioni. Il giudice Elena Stoppini ha pronunciato in tutto 13 condanne. A Franco Debenedetti ha inflitto 5 anni e due mesi. All’ex ministro Corrado Passera un anno e 11 mesi. Fra i tre assolti figura Roberto Colaninno, che era chiamato in causa per un solo caso di lesioni colpose. Si avvicinano ai due milioni gli indennizzi – a titolo provvisorio – alle parti civili del processo Olivetti terminato oggi a Ivrea. E’ quanto si ricava dal dispositivo della sentenza del giudice Elena Stoppini. Le somme dovranno essere versate “in solido” dagli imputati condannati, a seconda delle singole posizioni, e da Telecom, chiamata in causa come responsabile civile. Le provvisionali (un acconto sul risarcimento complessivo) sono state attribuite alle persone fisiche e all’Inail, per la quale il totale supera i 710 mila euro. Le altre parti civili, fra cui enti territoriali, sindacati e associazioni, potranno attivare una causa giudiziaria. De Benedetti, parla di sentenza ingiusta – “Sono stupito e molto amareggiato per la decisione del Tribunale di Ivrea di accogliere le richieste manifestamente infondate dell’accusa. Sono stato condannato per reati che non ho commesso”. Così Carlo De Benedetti commenta la sentenza del processo Olivetti. De Benedetti annuncia che presenterà ricorso in appello, “fiducioso della totale estraneità rispetto ad accuse tanto infamanti quanto del tutto inconsistenti”. “Sono stato condannato per reati che non ho commesso – afferma De Benedetti – come ha dimostrato l’ampia documentazione prodotta in dibattimento sull’articolato sistema di deleghe vigente in Olivetti e sul completo e complesso sistema di tutela della sicurezza e salute dei lavoratori, da me voluto e implementato fin dall’inizio della mia gestione. I servizi interni preposti alla sicurezza e alla salute dei lavoratori e alla manutenzione degli stabili non mi hanno mai segnalato situazioni allarmanti o anche solamente anomale in quanto, come emerso in dibattimento, i ripetuti e costanti monitoraggi ambientali eseguiti in azienda hanno sempre riscontrato valori al di sotto delle soglie previste dalle normative all’epoca vigenti e in linea anche con quelle entrate in vigore successivamente. E’ stato inoltre ampiamente dimostrato in dibattimento che la società non ha sicuramente acquistato talco contaminato da fibre di amianto fin dalla metà degli anni ’70”. “Sono vicino alle famiglie dei lavoratori coinvolti ma ribadisco ancora una volta che durante la mia gestione l’Olivetti ha sempre tenuto nella massima considerazione la salute e la sicurezza in ogni luogo di lavoro”.