Ordine giornalisti

“Il Consiglio dei ministri ha dato l’ok definitivo alla riforma dell’Ordine dei giornalisti”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai. “Impegno mantenuto, dopo tanti anni di attesa – aggiunge – grazie al ruolo decisivo del Governo Renzi e al compimento dell’iter con il Governo guidato dal giornalista Gentiloni”. Scrive Anzaldi: “Con la riforma si dà nuova forza e credibilità all’Ordine, per rilanciare una professione posta troppo spesso sotto attacco da chi cerca di mettere il bavaglio all’informazione e da chi trae vantaggio dalla delegittimazione dei giornalisti”. E conclude: “I membri del Consiglio Nazionale vengono più che dimezzati, passando a 60, e la rappresentanza viene rivista per ripristinare il rapporto originario di 2 a 1 a favore dei professionisti, cioè di quei giornalisti che svolgono la professione in modo esclusivo e che hanno sostenuto un esame di stato. Razionalizzazione che serve per accrescere autorevolezza, efficienza e rilievo dell’Ordine, dando nuova dignità a chi sostiene la responsabilità di informare i cittadini”.

“Oggi Beppe Grillo dalle colonne del suo blog ha sferrato l’ennesimo attacco alla liberta’ di stampa avanzando una proposta grave e sconcertante”. Lo afferma l’Ordine nazionale dei Giornalisti ricordando che esiste gia’ un ordinamento che tutela chi si ritiene danneggiato dagli organi di informazione. Inoltre l’OdG rammenta che giace in quarta lettura dal 23 giugno 2015 in Senato la nuova legge sulla diffamazione. “Sarebbe molto piu’ costruttivo se Beppe Grillo esortasse i propri parlamentari a far si’ che questa legge venisse approvata in tempi brevi abrogando il carcere per i giornalisti e ponendo un freno alle cosiddette querele temerarie”. “L’unico Tribunale riconosciuto dall’OdG e’ quello dell’ordinamento giudiziario – afferma l’Ordine in una nota – Ferma restando la singola responsabilita’ dei giornalisti che non rispettano le regole deontologiche e che vengono sanzionati dai Consigli di Disciplina. Tali strumenti sono di per se’ idonei ad assicurare il diritto dei cittadini a essere informati correttamente. L’OdG invita il leader dell’M5S a riflettere sul clima e sulle conseguenze che le sue parole possono determinare e sottolinea l’invito rivolto agli italiani nel discorso di fine anno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Secondo il Capo dello Stato l’odio come strumento di lotta politica e’ nemico della convivenza e crea “una societa’ divisa, rissosa e in preda al risentimento”, che “smarrisce il senso comune di appartenenza, distrugge i legami, minaccia la sua stessa sopravvivenza”.

“Con la proroga di sei mesi dei componenti del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dei Consigli regionali, contenuta nel decreto Milleproroghe approvato dal Consiglio dei ministri, il Governo Gentiloni procede con decisione nell’azione di riforma dell’Ordine, tanto attesa da anni: si va avanti, quindi, con il dimezzamento del numero dei consiglieri (da 132 a 60) e con la restituzione dei poteri di rappresentanza a chi la professione giornalistica la esercita veramente, come stabilito nel Ddl Editoria approvato dal parlamento a ottobre”. Lo scrive su facebook Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai. “La proroga infatti – spiega Anzaldi – evita che l’Ordine nazionale e gli Ordini regionali procedano gia’ a gennaio con il rinnovo dei propri organi con le vecchie norme: ora dovranno attendere sei mesi, tempo che servira’ al varo delle norme attuative della riforma dell’Ordine previste dal Ddl Editoria. Grazie alla Riforma approvata dalla maggioranza di governo con il premier Renzi, cui ora il Governo Gentiloni conferma di voler dare immediatamente seguito, viene rivista la rappresentanza giornalistica nell’Ordine professionale, che oggi risulta pletorica e distante dalle esigenze di chi questo mestiere lo fa tutti i giorni”. Continua Anzaldi: “L’attuale consiglio nazionale è composto da 132 giornalisti e 12 consiglieri di disciplina, un numero che necessita di una razionalizzazione, sia per abbatterne radicalmente costi, sia per rendere più efficaci e snelle le decisioni che riguardano la vita professionale di tante donne e tanti uomini. Giornalista è chi lo fa, è questo lo spirito che sottende alla norma. Il nuovo consiglio viene ridotto a 60 componenti, tutti attivi e con una posizione previdenziale aperta con l’Inpgi, e la rappresentanza viene rivista al fine di ripristinare il rapporto originario di 2 a 1 a favore dei professionisti, cioè di quei giornalisti che svolgono la professione in modo esclusivo e che hanno sostenuto un esame di Stato”. E conclude: “Grazie all’azione del Governo, l’organismo fondamentale per l’accesso, la formazione e la deontologia dei giornalisti potrà tornare ad acquistare autorevolezza ed efficacia, in modo che i cittadini siano informati di più e meglio”.

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha cancellato dall’elenco dei pubblicisti Filippo Siragusa, corrispondente – oggi sospeso – del Giornale di Sicilia da Castelvetrano, coinvolto in una inchiesta della Dda di Palermo sui presunti fiancheggiatori del boss superlatitante Matteo Messina Denaro. E’ quanto si legge in una nota dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Era stato lo stesso Siragusa, indagato con l’ipotesi di fittizia intestazione di beni, non aggravata dall’agevolazione della mafia, a chiedere la cancellazione temporanea, dopo essere stato sottoposto all’obbligo di dimora, misura cautelare che per legge non consente la sospensione dall’Ordine. “Nel ribadire la gravita’ delle accuse rivolte a Siragusa – si legge in una nota – e nel rispetto della presunzione di innocenza, il Consiglio da’ atto della sua scelta, adottata con l’auspicio di chiarire la propria posizione con i magistrati, ma tenendo l’Ordine e i giornalisti siciliani fuori da un contesto in cui l’attivita’ professionale non c’entra per niente”. “Auguriamo a Filippo di riuscire a dimostrare la sua estraneita’ ai fatti – conclude la nota dell’Ordine – e gli diamo atto che decisioni forti come la sua non sono state adottate da molti, all’interno della nostra categoria e non solo”.