Ospedale Cervello

Inaugurato a Palermo il Centro di riferimento regionale per le malattie rare dell’Ospedale Cervello, il primo percorso ambulatoriale multidisciplinare per i disturbi dello spettro autistico in Sicilia. Si tratta di un centro, integrato con il percorso delle malattie genetiche rare, che garantirà al paziente affetto da autismo la possibilità di ottenere una diagnosi o una terapia effettuando le visite specialistiche, gli esami  o le prestazioni terapeutiche attraverso un numero limitato di accessi e in tempi brevi, presso un’unica struttura. L’iniziativa è dell’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello, grazie ad un progetto della Direzione strategica, in collaborazione con l’Asp 6. Fra le due Aziende è stato siglato il primo dicembre un protocollo d’intesa. Per Gervasio Venuti, direttore generale dell’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello “Si realizza un modello virtuoso ed efficiente di integrazione fra realtà ospedaliera e realtà territoriale. Un percorso che offre risposte vere ad un disturbo del neuro sviluppo, come quello dell’autismo, che se affrontato nei tempi e nei modi opportuni può essere combattuto in maniera efficace”. Ha aggiunto Venuti: “Cronicità e fragilità sono due elementi fondamentali della sanità del presente e del futuro ed è questa sfida che dobbiamo raccogliere per lavorare in termini di progettualità e di risorse economiche”. L’assessore regionale alla salute Baldo Gucciardi ha sottolineato come “grazie all’impegno di tre donne straordinarie, come Maria Piccione, Giovanna Gambino e Rosi Pennino, raggiungiamo un obiettivo molto atteso dal mondo dell’autismo e che pone la Sicilia all’avanguardia in questo settore”. “E’ un percorso – hanno spiegato Giovanna Gambino e Maria Piccione – che vede al centro innanzitutto la persona autistica, con tutte le sue difficoltà, le sue incertezze e le sue fragilità. Nessuno di loro dovrà più sbattersi da un posto all’altro per trovare risposte ai propri bisogni. L’autismo trova origine in una base genetica e il coordinamento con le malattie genetiche rare rende il percorso pienamente ed opportunamente integrato”.
Il nuovo servizio risponde alle prescrizioni previste dalla legge 134 del 2015 che punta a dare risposte operative ai bisogni assistenziali delle persone affette da sindromi autistiche, attraverso appunto l’organizzazione di percorsi facilitati di valutazione e monitoraggio clinico strumentale a carattere multidisciplinare. Il percorso prevede fra l’altro uno sportello informativo, una modalità di accesso veloce per i pazienti autistici nelle aree di emergenza e la possibilità di avvalersi di CasAmica, la struttura ricettiva che ospita familiari e accompagnatori dei pazienti ricoverati presso l’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello. (Immagine: momenti dell’inaugurazione del Centro con Maria Piccione, Gervasio Venuti, Antonio Candela, Rosi Pennino e Giovanna Gambino. Ufficio Stampa Villa Sofia-Cervello)

Tra gli addetti ai lavori è conosciuta come ‘Ngs’. Dietro questa sigla c’è la Next Generation Sequencing, un’apparecchiatura di alta tecnologia che sta rivoluzionando lo studio della genomica e della biologia molecolare. Da poche settimane la Ngs è all’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello, in particolare all’Ospedale Cervello, dove è stato avviato un sistema che permette di individuare in tempi brevissimi la presenza e la tipologia di malattie genetiche rare, causate da un ampio numero di geni, accorciando un percorso che richiedeva prima oltre un anno per lo studio di un singolo soggetto, in relazione all’ampiezza dei tratti di Dna da analizzare. Tutto questo è stato possibile a Palermo attraverso una sinergia fra l’Unità operativa di Ematologia e malattie rare del sangue (direttore Aurelio Maggio), il laboratorio di diagnostica molecolare delle malattie ematologiche rare (responsabile Antonino Giambona) e il Centro di riferimento regionale per le malattie genetiche rare, cromosomiche e della sindrome di Down (direttore Maria Piccione). La strumentazione permette di ottenere i dati di laboratorio in pochi giorni. Tali dati, particolarmente complessi, vengono elaborati dagli esperti biologi molecolari del Cervello nelle due-tre settimane successive. Ciò permette di definire l’analisi entro un mese rispetto ai 9-12 mesi precedentemente necessari con la metodologia del sequenziamento genico classico. Proprio per le sue caratteristiche la Ngs è utilizzata per esaminare le patologie ad eterogeneità genetica, quelle cioè alle quali sono associati più geni. “La possibilità di amplificare molti geni in contemporanea – sottolinea Aurelio Maggio – e di individuarne alterazioni che potrebbero nascondere patologie come la microcefalia, l’epilessia, l’autismo, altre malattie malformative è spettacolare! E’ come avere in una stanza 150 fotocopiatori che realizzano fotocopie di pezzi di libro (Dna) differenti. Alla fine, dopo qualche ora, la stanza sarà tanto sommersa da questi pezzi di libro che non si potrà far a meno di comprendere cosa ci sia scritto”.
La procedura, l’abbattimento di tempi e costi e i primi casi
La Ngs esamina il Dna del paziente affetto o per il quale si sospetta una malattia genetica e permette di leggere fino a 150 geni contemporaneamente. Il procedimento può essere inoltre utilizzato contemporaneamente per analizzare il Dna di soggetti differenti riducendo ancora di più i tempi di risposta ed abbattendo i costi di oltre il 70%. Il processo seguito da questa apparecchiatura parte in pratica da uno “stampo base” e poi una volta inserito il Dna del paziente insieme ai reagenti, inizia a scansionare la sequenza dei nucleotidi, cioè le unità che compongono una molecola di Dna, e all’interno dei nucleotidi sequenzia le quattro basi che compongono il filamento del Dna. Il procedimento di lettura e di sequenza individua in poco tempo la presenza o meno dell’anomalia genetica. Una volta che la macchina ha esaurito il suo compito, in un massimo appunto di tre giorni, spetta poi al medico analista leggere e studiare questo esito e trarre le conclusioni. In genere bastano non più di tre settimane. I risultati vengono resi disponibili al genetista che si troverà, a questo punto, disponibile una diagnosi per la quale, prima, erano richiesti parecchi mesi. Si potrà, quindi, in tempi brevi intraprendere il percorso terapeutico più appropriato.
Oltre all’abbattimento dei tempi di individuazione delle malattie, gli effetti positivi della Ngs ricadono sui costi aziendali, dall’impiego di forza lavoro per un periodo di pochi giorni piuttosto che di mesi, all’uso limitato dei reagenti, oltre agli effetti a cascata che un’individuazione rapida della malattia comporta per i costi del servizio sanitario. L’utilizzo della NGS è stato preceduto e accompagnato da una approfondita fase di formazione, i cui costi sono stati sostenuti dall’Associazione Piera Cutino.
La prima patologia ad essere testata è stata la sindrome di Noonan, una malattia genetica caratterizzata da un insieme di malformazioni congenite dell’individuo per la quale sono stati individuati 14 geni. La Ngs “sequenzia” quindi il Dna del paziente e scopre dove, e se è presente, il difetto genetico. Nella fase di avvio della Ngs si sta lavorando o si lavorerà anche sulle microcefalie autosomiche recessive. Inoltre, la Ngs è la procedura portante del progetto nazionale di ricerca sulle distrofie retiniche che vede la collaborazione dell’Aris (Associazione retinopatici e ipovedenti siciliani), diretta da Rocco Di Lorenzo, e il gruppo della Dr.ssa Elena D’Alcamo dell’Unità di Ricerca “Piera Cutino”. Ma il campo di applicazione della Ngs è molto ampio e comprende di fatto tutte le patologie genetiche.