Pac

“Il regolamento Omnibus deve essere un’occasione utile a rafforzare l’agricoltura europea, attraverso una politica agricola comune meno burocratica e piu’ attenta alla tutela del reddito delle imprese agricole. L’approvazione di oggi in Commissione agricoltura del Parlamento europeo segna un passo in avanti fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Grazie anche al forte impegno di Paolo De Castro c’e’ una proposta piu’ ambiziosa, soprattutto sul fonte della gestione dei rischi e dell’equilibrio dei rapporti nella filiera agroalimentare. Sono due temi sui quali l’Italia continuera’ il suo impegno, perche’ sono nodi essenziali dell’esperienza agricola nazionale”. Cosi’ il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina.

“Sarebbe una follia rinunciare alla Pac (Politica agricola comune, ndr), penso che, più delle parole, valga la paura che hanno gli agricoltori inglesi che, con la Brexit rischiano di perdere le coperture garantite fin qui dalla politica agricola comunitaria”. Così il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina intervenendo all’ottava Conferenza economica della Cia-Agricoltori italiani ‘Agricoltura crea valore’ che si chiude oggi a Bologna. “Quella paura – aggiunge Martina – dice che non c’è prospettiva al di fuori della prospettiva agricola europea. Poi è giusto discutere dei grandi limiti della Pac, che va sicuramente migliorata, ma non ci si può rinunciare”. “Abbiamo davanti – prosegue Martina – una battaglia di cambiamento, insieme, della Pac. Ci sono tre grandi questioni di cui da tempo discutiamo e che vanno messe a fuoco ancora meglio: costruire strumenti sempre più utili alla tutela del reddito, affrontare il nodo nella discussione europea della gestione del rischio in maniera ancora più radicale di quanto non è stato fatto fin qui e, infine, il tema dell’ossessione per la semplificazione. Obiettivi che dobbiamo portare a compimento”.

“Il nuovo bando della Commissione europea – 3.5 milioni di euro per i progetti di informazione sulla PAC – e’ un segnale importante per tutti i cittadini dell’Unione europea: l’obiettivo e’ sensibilizzare l’opinione pubblica sugli strumenti comunitari a sostegno della nostra agricoltura”. Lo afferma Michela Giuffrida, membro della Commissione per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo, a proposito della pubblicazione del bando sul “Sostegno a favore di azioni di informazione riguardanti la politica agricola comune (PAC)” per il 2017. “La Commissione – prosegue Giuffrida – accende i riflettori sulla PAC e sulle opportunita’ che offre. Il bando, che scadra’ a dicembre 2016, mira a cofinanziare per un importo fino a 3,5 milioni di euro le azioni di informazione che  chiariscano in particolare come la PAC contribuisca alla creazione di posti di lavoro, alla crescita e agli investimenti nelle zone rurali. Si tratta di una ottima opportunita’ – aggiunge – per spiegare ai cittadini, con campagne di informazione mirate, l’estrema utilita’ dello strumento principale di declinazione della politica agricola. Possono presentare proposte: organizzazioni senza scopo di lucro (private o pubbliche) autorita’ pubbliche (nazionali, regionali, locali), associazioni europee, universita’, istituti di insegnamento, centri di ricerca, societa’ di comunicazione. L’UE sta investendo circa 100 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 per lo sviluppo delle zone rurali, per la crescita dell’agricoltura e della silvicoltura, garantendo sicurezza alimentare, protezione dell’ambiente e un giusto compenso a chi opera in questo settore. Questo programma intende dare visibilita’ a tutto questo – conclude l’europarlamentare -. La politica agricola comune aiuta gli agricoltori europei a rispondere alle esigenze di 500 milioni di cittadini dell’UE e comunicare la sua importanza contribuisce ad incentivare la fiducia di tutti i cittadini, agricoltori e non, in un’Europa utile e vicina alle esigenze reali delle popolazioni

L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea vuol dire dimezzamento degli introiti per gli agricoltori britannici. Lo rileva lo studio della Camera dei Comuni sull’impatto della Brexit sulle varie aree, appena diffuso. La Brexit, vale a dire l’abbandono del Regno Unito dell’Ue, “in tutti gli scenari vuol dire un abbandono della Politica agricola comune (Pac) e il suo regime regolatorio e di sussidi”. In base a tali regimi, grazie alla Pac “i sussidi europei alle aziende agricole rappresentano attualmente tra il 50% e il 60% degli introiti delle aziende agricole del Regno Unito” che, uscendo dalla Pac, vede perdere tali benefici. Il governo britannico ha garantito il mantenimento dello stesso livello di sussidi fino al 2020, ma “le organizzazione agricole sono ansiose si sapere quali forme di sostegno saranno disponibili dopo il 2020”, rileva lo studio.