pace

Il premier Benyamin Netanyahu ha salutato il prossimo arrivo in Israele di una delegazione Usa con l’obiettivo di rilanciare il processo di pace. “Trump – ha detto Netanyahu nella riunione domenicale del governo – inviera’ presto i suoi rappresentanti, Jared Kushner e Jason Greenblatt, per colloqui nella regione, inclusa Gerusalemme, nello sforzo di far avanzare il processo di pace. Ovviamente diamo loro il nostro benvenuto, come sempre”. La delegazione, guidata da Kushner, avra’ incontri anche a Ramallah con il presidente Abu Mazen. La delegazione di Kushner sara’ anche in Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Giordania ed Egitto.

Olio italiano unito ai migliori oli di Tunisia, Spagna e Grecia “per dare vita a un prodotto che possa esprimere al meglio sapori e profumi mediterranei”. Così Manfredi Barbera, amministratore unico di Premiati Oleifici Barbera, ha presentato al Vinitaly di Verona il progetto “Olio per la pace”, promosso dalla sua azienda in collaborazione con Coop Alleanza 3.0 per sostenere Medici senza Frontiere. “Con questo progetto – afferma Manfredi Barbera – vogliamo affermare che biodiversità e integrazione possono convivere armoniosamente in un unico olio, così come ci insegna il modello siciliano. La Sicilia infatti, grazie alla sua posizione geografica nel cuore del Mediterraneo, come una madre generosa ha sempre accolto e unito religioni, culture e tradizioni differenti tra loro, nel segno della convivenza pacifica”. Racconta Barbera: “Questo progetto prende avvio nel 2015 con il campo sperimentale di Zagaria, in provincia di Enna, dove sono state messe a dimora 400 varietà di olivo di tutto il mondo. Ed oggi, in considerazione del momento storico che stiamo attraversando, abbiamo deciso insieme a Coop Alleanza 3.0 di rilanciare il progetto iniziale, creando quest’etichetta in favore di Medici senza Frontiere. Speriamo che l’olio possa diventare simbolo e ambasciatore dell’amicizia e pace tra i popoli”. L’Olio per la Pace sarà distribuito in oltre 420 punti vendita italiani di Coop Alleanza 3.0, presente in 12 regioni italiane.

Mentre faticosamente le forze politiche e sociali del Paese stanno cercando di dialogare dopo gli scontri in Parlamento e nelle piazze della scorsa settimana, i vescovi del Paraguay – che sono parte attiva nel dialogo – hanno indetto per oggi, una “Giornata di digiuno e preghiera per la pace e la fraternita’ nella nostra patria”, “provocati dalla tensione sociale e politica in seguito agli scontri e agli episodi di violenza a cui tutti abbiamo assistito”. L’invito, rivolto a tutte le diocesi e a tutte le parrocchie, e’ “a pregare in famiglia in tutte le case e a offrire il digiuno come gesto di rinuncia a ogni violenza. Suggeriamo che si preghi con la Via crucis nelle famiglie, nei quartieri, nelle cappelle, nelle parrocche e che si mediti sul cammino di dolore del nostro redentore e come gesto di conversione”.

“Qualcuno diceva che per fare la pace nel mondo mancano le orecchie, manca gente che sappia ascoltare, e poi dire, e di li’ viene il dialogo”. “Non si puo’ ascoltare parlando, eh? Bocca chiusa”. Ascoltando dialoghiamo e dialogando impariamo a non vedere l’altro come “una minaccia”. “Dialogare aiuta le persone a umanizzare i rapporti e a superare le incomprensioni. Se ci fosse piu’ dialogo, ma dialogo vero!, nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nella politica, si risolverebbero piu’ facilmente tante questioni”. E’ la sintesi, riportata dall’Ansa, dell’idea del Papa di una societa’ aperta e includente, capace di risolvere anche i conflitti senza accentuare le tensioni ma costruendo ponti. E chi meglio dei volontari di Telefono Amico Italia puo’ comprendere queste parole del Papa? Da 50 anni l’associazione – cui aderiscono circa 700 volontari in venti diversi centri sparsi sul territorio – offre un servizio di aiuto telefonico dalle 10 a mezzanotte di ogni giorno a quanti sono in difficolta’, soprattutto emotive. Oggi papa Francesco li ha ricevuti nella Sala Clementina del Palazzo apostolico in occasione di questo anniversario, e ha ricordato loro che “l’attitudine all’ascolto, di cui Dio e’ modello, ci sprona ad abbattere i muri delle incomprensioni, a creare ponti di comunicazione, superando l’isolamento e la chiusura nel proprio piccolo mondo”. Il Pontefice ha insistito sull’ascolto come antidoto a “un genere di vita poco umano”, di cui “le grandi citta’ sovraffollate sono l’emblema”, e al quale “gli individui si stanno abituando: indifferenza diffusa, comunicazione sempre piu’ virtuale e meno personale, carenza di valori saldi su cui fondare l’esistenza, cultura dell’avere e dell’apparire. In tale contesto, “il dialogo – ha ricordato papa Francesco – permette di conoscersi e di comprendere le reciproche esigenze. In primo luogo, esso manifesta un grande rispetto, perche’ pone le persone in atteggiamento di apertura reciproca, per recepire gli aspetti migliori dell’interlocutore. Inoltre, il dialogo e’ espressione di carita’, perche’, pur non ignorando le differenze, puo’ aiutare a ricercare e condividere percorsi in vista del bene comune. Attraverso il dialogo possiamo imparare a vedere l’altro non come una minaccia, ma come un dono di Dio, che ci interpella e ci chiede di essere riconosciuto”. “Nel suo saluto al Papa, il presidente di Telefono Amico, Dario Briccola, ha spiegato che pur essendo la associazione “aconfessionale”, voleva “rubare” a papa Francesco “la bella immagine – ha detto Briccola – che lei spesso attribuisce alla Chiesa, anche noi ci sentiamo un piccolo ospedale da campo che con mezzo semplice e immediato come il telefono si avvicina alle persone, la sua testimonianza di padre ci motiva e ci rassicura”. Tra i centri di Telefono Amico presenti alla udienza, Briccola ha citato quelli di Bassano del Grappa, Bergamo, Bolzano, Brescia, Busto Arsizio, Milano, Padova, Palermo, Parma, Prato, Roma, Sassari, Trento, Treviso, Udine, Venezia e Vicenza. I 50 anni, ha detto Briccola sono “opportunita’ per ripensare obiettivi e rimotivare l’azione dei nostri volontari verso la sensibilita’ originaria: ‘dare a chiunque si trovi in stato di crisi e di emergenza emotiva la possibilita’ in qualsiasi momento di ascolto e dialogo'”.

“Promuovere e difendere le donne, i loro diritti, la loro tutela, il loro lavoro, il loro inserimento nei processi decisionali, significa aprire concretamente prospettive di pace”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella, parlando al Quirinale in occasione della Giornata internazionale della donna. Il capo dello Stato ha anche sottolineato quanto sia ancora bassa la partecipazione delle donne in politica e nelle organizzazioni internazionali. “Le donne costituiscono un serbatoio di saggezza, di generosita’, di attitudine a smussare conflitti e respingere la violenza. Anche per questo dobbiamo impegnarci di piu’ per promuovere il lavoro e la partecipazione femminile, in tutti i settori”. “Dobbiamo garantire alle donne- aggiunge il capo dello Stato- la piena compatibilita’ tra la cura della famiglia, che e’ una funzione essenziale per lo sviluppo ordinato di un Paese, e l’attivita’ professionale. Abbiamo l’obbligo, ma anche un reale interesse, a rimuovere tutti gli ostacoli di natura economica, sociale e, purtroppo, di abito mentale che ancora impediscono a tante donne di raggiungere livelli apicali e parita’ di retribuzioni”. Per Mattarella, “e’ ormai acquisito- ma e’ sempre stato evidente- che il lavoro femminile, la crescita democratica, l’educazione dei figli, sono fattori decisivi non solo per la tenuta sociale di una societa’ ma anche per il suo sviluppo economico”.

Buone notizie per la pace in Siria: Russia e Stati Uniti hanno trovato un accordo per un cessate il fuoco che aiuti a portare Paese verso una fase di transizione politica, anche attraverso una collaborazione militare sul campo: un accordo che, se applicato, entrerà in vigore già da lunedì 12 settembre. L’accordo segnerà un ‘punto di svolta’ in direzione della fine della sanguinosa guerra civile, secondo il segretario di Stato Usa, John Kerry, che ha fatto l’annuncio alla stampa a notte fonda insieme al suo omologo russo, Serghiei Lavrov, a Ginevra, al termine di una lunga maratona negoziale di oltre 13 ore. Secondo Lavrov, il regime dell’alleato Bashar al Assad, a questo punto è “pronto” a collaborare. L’obiettivo finale dell’accordo è creare le condizioni per la ripresa dei negoziati di pace, hanno detto i due ministri degli esteri. Una svolta possibile, ha fatto capire Kerry, se verrà messa in pratica anche dal regime di Bashar al Assad, alleato di Mosca, e anche dai gruppi ribelli sostenuti dagli Usa.