Palazzo Chigi

“Ritengo di avere tutte le carte in regola per poter competere”. Lo dice il presidente di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni, nel corso di una lunga intervista concessa a Fabrizio Ratiglia per il settimanale ‘Tempi’, in edicola da domani giovedi’ 20 settembre. “Dobbiamo ancora stabilire le regole che seguiremo per scegliere il futuro premier- aggiunge Meloni- e dovra’ essere un metodo che prevede la partecipazione del popolo: il partito che prende piu’ voti, la persona che ottiene piu’ preferenze o altri sistemi. Ma non accettero’ mai veti su una donna a Palazzo Chigi. In caso di una larga vittoria del centrodestra, e abbiamo tutte le possibilita’ per riuscirci- continua il leader di FdI- il nostro presidente del Consiglio sara’ espressione di un’alleanza fra tre partiti che propongono una ricetta comune, forte e coraggiosa. Non sarebbe un governo del Presidente, ne’ tanto meno quello di un uomo solo o di una donna sola al comando, ma un governo di coalizione”. “Nel contesto attuale- conclude Meloni- chi dice che la nostra non possa essere la giusta sintesi unificante tra le posizioni liberali e conservatrici di Berlusconi e quelle piu’ drastiche di Salvini? Ritengo di avere tutte le carte in regola per poter competere”.

“Renzi è il leader del suo partito. Non c’è nulla di strano nel fatto che, se vince le elezioni, guidi il governo”. Lo afferma Silvio Berlusconi in un’intervista al Foglio, rispondendo ad un quesito sulla possibilità di rivedere l’ex premier Matteo Renzi a palazzo Chigi. “Naturalmente deve essere in grado di raccogliere una maggioranza nel Pd e in Parlamento”, dichiara Berlusconi.

Finita la partita finita per un Renzi-bis. Il presidente del consiglio Matteo Renzi tornato nella notte a Pontassieve, scrive su Facebook: una confessione che chiude le porte anche all’ipotesi del reincarico. “Torno a Pontassieve, come tutti i fine settimana. Entro in casa, dormono tutti. Il gesto dolce e automatico di rimboccare le coperte ai figli, un’occhiata alla posta cartacea arrivata in settimana tanto ormai con internet sono solo bollette, il silenzio della famiglia che riposa. Tutto come sempre, insomma. Solo che stavolta e’ diverso. Con me arrivano scatoloni, libri, vestiti, appunti. Ho chiuso l’alloggio del terzo piano di Palazzo Chigi. Torno a casa davvero”, scrive il premier dimissionario. “Riparto da capo, come e’ giusto che sia”, riflette. Renzi ripercorre l’esperienza a capo dell’esecutivo. “Sono stati mille giorni di governo fantastici. Qualche commentatore maramaldo di queste ore finge di non vedere l’elenco impressionante delle riforme che abbiamo realizzato, dal lavoro ai diritti, dal sociale alle tasse, dall’innovazione alle infrastrutture, dalla cultura alla giustizia. Certo c’e’ l’amaro in bocca per cio’ che non ha funzionato. E soprattutto tanta delusione per la riforma costituzionale. Un giorno sara’ chiaro che quella riforma serviva all’Italia, non al Governo e che non c’era nessuna deriva autoritaria ma solo l’occasione per risparmiare tempo e denaro evitando conflitti istituzionali. Ma quando il popolo parla, punto. Si ascolta e si prende atto. Gli italiani hanno deciso, viva l’Italia”, scrive il premier che torna sulla sua vicenda personale. “Io pero’ mi sono dimesso. Sul serio. Non per finta. Lo avevo detto, l’ho fatto. Di solito si lascia Palazzo Chigi perche’ il Parlamento ti toglie la fiducia. Noi no. Noi abbiamo ottenuto l’ultima fiducia mercoledi’ – sottolinea Renzi- con oltre 170 voti al Senato. Ma la dignita’, la coerenza, la faccia valgono piu’ di tutto. In un Paese in cui le dimissioni si annunciano, io le ho date. Ho mantenuto l’impegno, come per gli 80 euro o per l’Imu. Solo che stavolta mi e’ piaciuto meno”.

“Il decreto, che sarà approvato dal Consiglio dei ministri non oltre il 2 o 3 ottobre proporrà un meccanismo chiaro di riconoscimento pieno dei danni del terremoto e dunque non ci troveremo in una situazione nella quale ogni anno dovremo discutere le quote per il risarcimento”. Così il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio a un mese dal sisma che ha colpito il centro Italia. “Tutti i danni – ha dichiarato -saranno riconosciuti puntualmente e ovunque”. Ha sottolineato Renzi: “La ricostruzione non sarà un fatto strettamente amministrativo. Valorizzeremo le comunità. Il nostro obiettivo – ha detto – per le prime e le seconde case e per gli esercizi commerciali, è riportare tutto a come era prima”. Intanto si lavora all’attivazione del Fondo di solidarietà europeo. Le cifre sui danni “dovrebbero aggirarsi sui 3-4 miliardi”, ma “non sono numeri certi, forse vanno letti anche in difetto”. Così si è espresso Fabrizio Curcio, capo del dipartimento Protezione civile. E sui soccorsi: “A oggi abbiamo 3.000 assistiti, di cui 2.500 ancora in tenda. La nostra priorità è chiudere le tendopoli”. Ed ha aggiunto: “Questo fine settimana ci sarà una riduzione importante, c’è la convinzione di molti di poter lasciare le tendopoli”. (immagine tratta dal sito www.governo.it, conferenza stampa)