par condicio

“Di fronte all’occupazione militare da parte del presidente del Consiglio, alla disinformazione cubana di tutti i mezzi di comunicazione, da Rai a Mediaset, questa sera il segretario della Lega Matteo Salvini disdice la sua presenza a Matrix, su Canale 5”. Ne da’ notizia l’ufficio stampa del segretario della Lega. “Mi spiace per gli amici di Matrix – dice Salvini – ma questa sera per protesta ho deciso di non essere in video. Basta con questo sistema: Renzi continua a fare monologhi dappertutto e da mesi rifiuta di fare un confronto con me e nessun programma ha potuto o voluto realizzare quello che in qualsiasi paese civile e’ possibile e normale. Riportiamo un po’ di democrazia nell’informazione: ho gia’ chiesto di presentare un esposto all’Agcom anche nei confronti del Gr di Radiouno dove lo spazio e’ equamente diviso tra Cuba e Renzi. Basta con questo regime”.

“Come volevasi dimostrare, i vertici Rai in audizione in Commissione di Vigilanza continuano a sostenere di aver rispettato la legge sulla par condicio. Mi dispiace doverlo dire, ma avevo ragione a chiedere l’approvazione di precisi correttivi al regolamento sulla par condicio in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre per garantire in concreto, attraverso modalita’ e procedure coerenti con la normativa, quella parita’ di accesso agli spazi informativi sino ad oggi palesemente squilibrati a favore di una sola parte, quella del Si’, prepotentemente rappresentata in ogni dove dalla propaganda pervasiva del governo”. Lo dichiara in una nota il senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR), componente Commissione Vigilanza Rai. “Per questo avevo presentato alcuni emendamenti orientati in questa direzione – prosegue -, ma anche convintamente sottoscritto in sede di esame del regolamento in Commissione di Vigilanza Rai, insieme ai colleghi Crosio e Brunetta, la risoluzione a prima firma del collega Gasparri, che impegnava da subito le testate del servizio pubblico e tutti gli spazi informativi della Rai a tenere fuori dalla informazione sull’attivita’ di governo la propaganda per il si’ al referendum. La consueta ripartizione dei tempi relativi alla informazione politica secondo uno schema che assegna rispettivamente a governo, maggioranza e minoranze 1/3 degli spazi, infatti, non garantisce, come si e’ visto, di per se’ parita’, considerato che tutto il governo non perde occasione per sostenere le ragioni del Si’ al referendum, di qualunque argomento si tratti. I correttivi non ci sono stati e anche per questo il mio e’ stato un voto di astensione, non condividendo in toto il merito, ma anche il metodo adottato. I fatti non mi smentiscono. Anzi”.

“Negli ultimi giorni Matteo Renzi ha occupato tutta la televisione pubblica, adesso siamo certi che il direttore dell’offerta informativa Carlo Verdelli e il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto ricorderanno alle testate, nonostante le nomine renziane, di dover operare un immediato riequilibrio”. Così il capogruppo 5Stelle in Vigilanza Rai, Alberto Airola. “In questa situazione – prosegue – pretendiamo dall’Agcom maggiore attenzione e trasparenza. Questo riguarda sia la completezza dei dati sul monitoraggio sia gli interventi di natura sanzionatoria. Il presidente Cardani finora si è dimostrato colpevolmente morbido con diverse testate anche davanti a violazioni palesi ed evidenti. Un atteggiamento che in alcune circostanze è stato dunque complice di un’informazione non corretta”.

Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, ha presentato un esposto all’AgCom sulla comunicazione riguardo al referendum costituzionale per un accertamento di “eventuali responsabilità circa il mancato rispetto dei principi in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione in periodo elettorale, con particolare riferimento al referendum costituzionale del 4 dicembre”. Scrive Brunetta: “Da diversi mesi si registra una costante sovraesposizione televisiva e radiofonica del presidente del Consiglio e di altri membri del governo, sia nei telegiornali che nei programmi di approfondimento del servizio pubblico radiotelevisivo. L’utilizzo degli spazi televisivi da parte del presidente del Consiglio e del Governo è completamente distorto e finalizzato esclusivamente a sostenere la campagna referendaria per la riforma costituzionale a favore del sì”. Per il capogruppo azzurro: “Ben prima della definizione della data del referendum, la sovraesposizione mediatica del presidente del Consiglio è risultata palesemente evidente e certificata anche dai dati Agcom” mentre “lo o spazio dedicato ai comitati che sostengono le ragioni del no al referendum è finora risultato fortemente limitato”.