Paraguay

Mentre faticosamente le forze politiche e sociali del Paese stanno cercando di dialogare dopo gli scontri in Parlamento e nelle piazze della scorsa settimana, i vescovi del Paraguay – che sono parte attiva nel dialogo – hanno indetto per oggi, una “Giornata di digiuno e preghiera per la pace e la fraternita’ nella nostra patria”, “provocati dalla tensione sociale e politica in seguito agli scontri e agli episodi di violenza a cui tutti abbiamo assistito”. L’invito, rivolto a tutte le diocesi e a tutte le parrocchie, e’ “a pregare in famiglia in tutte le case e a offrire il digiuno come gesto di rinuncia a ogni violenza. Suggeriamo che si preghi con la Via crucis nelle famiglie, nei quartieri, nelle cappelle, nelle parrocche e che si mediti sul cammino di dolore del nostro redentore e come gesto di conversione”.

Un clima di tensione regna oggi nella capitale del Paraguay, dopo le violente proteste scoppiate ieri sera contro l’approvazione da parte del Senato – in circostanze per lo meno discutibili – di una riforma costituzionale che permetterebbe la rielezione del presidente della Repubblica. Colonne di fumo si alzano ancora dalla sede del Parlamento, presa d’assalto e incendiata da manifestanti contrari alla riforma, unita’ antisommossa sono dispiegate in vari punti del centro di Asuncion e la polizia ha disposto posti di blocco. La stampa, d’altra parte, ha dato maggiori dettagli sulla morte di Rodrigo Quintana, un militante dell’oppositore Partito Liberale Autentico (Pla) ucciso dalla polizia durante una perquisizione violenta di una sede del gruppo politico. Il deputato Amado Florentin, che si trovava nella sede del Pla in quel momento, ha raccontato che si e’ identificato in quanto vicepresidente della Camera dei Deputati e ha cercato “di fermare gli agenti nella loro pazzia violenta”, ma si e’ visto rispondere dagli agenti che “per noi non ci sono deputati” e che non intendevano soccorrere il giovane ferito, che giaceva per terra coperto di sangue. Il presidente Horacio Cartes ha emesso un comunicato durante la notte nel quale ha invocato la calma, accusando “un gruppo di paraguayani, annidati nella politica e nei media” di essere i responsabili della violenza, “per conseguire il loro obiettivo di distruggere la democrazia e la stabilita’ del paese”.