Pd scissione

“Faccio il sindacalista, in tasca ho la tessera della Cgil e dell’Anpi. Sono molto rispettoso del dibattito politico ma penso che in questo momento c’e’ il problema di unire il Paese e non di dividerlo e per fare questo occorre mettere al centro il lavoro, i diritti delle persone che lavorano”. Cosi’ il segretario della Fiom, Maurizio Landini, a Cagliari per illustrare il contratto nazionale dei metalmeccanici, ha risposto alle domande dei giornalisti che gli chiedevano come giudicasse la scissione all’interno del Pd. “Non faccio parte di nessuna forza politica”, ha ribadito. “Il problema di questo Paese non e’ cosa succede al Pd, ma cosa succede al Paese, ai lavoratori” ha sottolineato il leader della Fiom nel mettere in evidenza che “questa crisi nasce dalla prima volta che i cittadini hanno potuto votare, il 4 dicembre”. Landini ha rimarcato come quel voto non sia stato solo “un no alla riforma del governo, ma una richiesta di cambiare le politiche sociali ed economiche del Paese”. Incalzato sulle domande relative alla scissione all’interno del Partito democratico, il segretario della Fiom ha detto di “essere rispettoso della discussione che c’e'” e di “limitarsi ad osservare che nel partito al governo del nostro Paese si e’ aperta addirittura una discussione perche’ si sta discutendo troppo poco”.

“L’aspro confronto nel Pd, la scissione in corso e la rimodulazione delle forze in campo sono fatti che attengono non solo alla dialettica interna del partito di maggioranza relativa, ma all’intera vita democratica del Paese. Sono fatti che producono effetti su tutto il sistema politico nazionale. E’ evidente che si sta sgretolando il monolite del sistema maggioritario, che, seppur forzosamente, e’ stato alla base della vita politica per vent’anni, determinandone schieramenti e progetti. Ora che si va verso un sistema tendenzialmente proporzionale e’ indispensabile lavorare ad una legge elettorale che tenga conto dei cambiamenti in atto, anche nel Paese, e soprattutto che restituisca ai cittadini il diritto di scelta, eliminando i capilista bloccati”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera, Pino Pisicchio.

“Al netto delle belle parole usate nell’intervista odierna al Corriere della Sera dal segretario Renzi i suoi comportamenti, la sua sprezzante indifferenza nei confronti di ogni pensiero altro, remano contro la possibilita’ di sostenere l’impegno di chi si sta battendo per una ricucitura delle relazioni e per la celebrazione di un congresso che sancisca l’unita’ e con essa la sopravvivenza del Pd”. Cosi’ il deputato dem Dario Ginefra, che aggiunge: “l’unita’ deve essere terreno di pratica politica e non di mera declamazione di maniera. Chi sostiene oggi Renzi lo determini a un cambio di passo senza il quale magari si conservera’ il simbolo ma si sancira’ la morte del Pd per come lo avevamo sognato e costruito”.