periferie

“Il tema della sicurezza delle periferie è una priorità per il Viminale e su questo stiamo già operando: abbiamo predisposto l’operazione ‘Periferie sicure’ che ha riguardato numerose città in Italia. Sono state utilizzate 12 mila unità di polizia e sono state controllate 55 mila persone: 327 sono state arrestate mentre sono state applicate 123 misure di prevenzione. Lo ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie.
“Sempre nell’ambito del piano sono stati effettuati controlli su 10 mila veicoli, di cui 57 poi sequestrati. Inoltre sono stati sequestrati 700 chili di hascisc, 90 di marijuana, 9 di cocaina e 2 di eroina”, ha aggiunto Minniti. Nel corso dell’operazione ‘Città sicure’ “sono state utilizzate 3.600 unità di polizia e sono stati attivati 1300 posti di controllo: i risultati sono 13 mila persone identificate, di cui 50 arrestate per reati contro il patrimonio o legati agli stupefacenti. Inoltre – ha concluso il ministro – sono state controllate 56 mila auto che hanno portato a 138 denunce”.

“Le risorse stanziate nel bando periferie non possono dare una risposta a tutto. Ogni volta tocchiamo con mano tanti problemi. Servono risorse si’ ma stabili nel tempo, una visione complessiva, una sorta di piano Marshall per le periferie, con un investimento di almeno 10 – 15 anni. Intanto, nella prossima legge di stabilita’ si devono prevedere risorse concrete. Lo dico ogni volta e lo ripeto: se non portiamo al centro dell’agenda politica il tema del disagio e la riqualificazione delle periferie c’e’ il forte rischio che crescano il populismo e l’astensionismo. La gente vuole risposte e la politica ha il dovere di darle”. Lo ha detto Andrea Causin, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie, arrivando al quartiere Brancaccio di Palermo, dopo i sopralluoghi nei comuni della citta’ metropolitana di Palermo, Casteldaccia e Villabate. “A Casteldaccia e Villabate abbiamo visto opere infrastrutturali in stato di totale abbandono – aggiunge -. A Casteldaccia c’e’ una strada abbandonata da 5 anni, i cittadini si sentono soli e hanno ragione. Certamente all’origine c’e’ il fenomeno criminale ma quello che peggiora la situazione e’ la burocrazia. Per il fenomeno criminale c’e’ la magistratura, per il resto c’e’ lo Stato che deve semplificare le procedure burocratiche e trovare le risorse. E’ inaccettabile che in 5 anni non si sia provveduto a risistemare una strada”, ha aggiunto Causin.