Pier Paolo Baretta

“Entro aprile 2018 rimarranno soltanto 265mila slot su 400mila. E saranno – come previsto dalla precedente Stabilità – sostituite con la tecnologia da remoto”. Lo dice al ‘Velino’ il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi Pier Paolo Baretta dopo il benestare in commissione alla Manovra, che oggi arriverà in aula. ”Abbiamo anticipato la riduzione già prevista dai precedenti provvedimenti”, spiega. “Andranno via 135mila macchinette da intrattenimento in due tranche, la prima a dicembre 2017 e la seconda ad aprile 2018”. Su i parametri che saranno usati per la riduzione Baretta dichiara: “È proporzionale su base regionale. Nel documento che abbiamo presentato in Conferenza Unificata c’è la tabella. Si partirà dai generalisti secondari – edicole, alberghi e ospedali. Ci si baserà anche su parametri stabiliti sulla metratura ma tutto sarà precisato nel decreto previsto entro luglio”.

“È del tutto evidente che il Governo privilegia una intesa e che perseguirà questo obiettivo sino all’ultimo momento. Ma è altrettanto necessario affermare che non possiamo continuare a lasciare questo settore senza regole certe ed unitarie”. Lo ha sottolineato il Sottosegretario Ministero Economia e Finanze, Pier Paolo Baretta, in Commissione Finanze del Senato, parlando della riforma del settore del gioco pubblico e del confronto aperto in Conferenza Unificata, con le Regioni e gli Enti Locali. Baretta ha auspicato che si possa “considerare sostanzialmente esaurita la fase dialettica, nella previsione che la prossima riunione della Conferenza, prevista per la prossima settimana, sia quella conclusiva”. “Dobbiamo assumerci la responsabilità di rispondere alla prevalente domanda sociale e politica che chiede una seria, rigorosa, regolamentazione, fondata sulla lotta alla dipendenza, alla compulsività, alla ludopatia, attraverso la riduzione dell’offerta, più diffusi ed attenti controlli, una organizzazione prevedibile del territorio, ma non sulla negazione generalizzata della possibilità di giocare” ha detto ancora Baretta.

“Riformismo e Solidarieta’. Riparte dalle parole chiave che hanno segnato tutto il mio impegno civico, prima l’azione sindacale e poi quella politica, il mio rinnovato impegno al Ministero dell’Economia e delle Finanze, dopo la conferma a Sottosegretario di Stato”. Cosi’, in una nota il sottosegretario al Mef Pier Paolo Baretta. “Riparte dalla consapevolezza – prosegue Baretta – che siamo chiamati, come Governo e come partito, a concludere il lavoro di riforme iniziato in questa legislatura. E’ lo stesso spirito che e’ emerso nelle parole del premier Paolo Gentiloni, che ringrazio per la sua fiducia. In un momento delicato per la storia sociale e civile del nostro Paese, segnato dalla crisi economica, dalla difficolta’ di Istituzioni e partiti di rispondere alle nuove richieste di rappresentanza sociale, il Riformismo e la Solidarieta’ continuano a rappresentare i paradigmi piu’ validi per ripensare le categorie e le forme della politica e della vita. Ci richiamano alla responsabilita’, individuale e collettiva, di cercare, nella transizione culturale e valoriale che stiamo vivendo, le opportunita’ per assolvere adeguatamente al nostro ruolo di coesione, proposta e soluzione dei problemi odierni”.

L’idea di destinare il Jackpot del SuperEnalotto alla popolazione del Centro Italia colpita dal terremoto “e’ bella, ma ci sono dei problemi da risolvere”. Lo ha detto all’agenzia di stampa di giochi e scommesse Agipronews il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. Difficile che si possa intervenire sul Jackpot attuale (l’estrazione di questa sera mette in palio 128,8 milioni di euro) dal momento che il montepremi tecnicamente “appartiene” gia’ ai giocatori che, nel corso dell’ultimo anno, a partire dal giorno successivo all’ultimo “6” centrato ad Acireale a luglio 2015, hanno investito circa 900 milioni di euro. Ed e’ altrettanto difficile che si riesca a prendere una decisione in tempo per l’estrazione di questa sera, ma effettivamente si sta lavorando su “una soluzione tecnica per destinare parte dei proventi della raccolta alla ricostruzione”, anche se “non e’ detto che ci riusciremo”, ha spiegato Baretta. Secondo quanto apprende Agipronews, anche l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli starebbe approfondendo la questione.