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In Italia la crescita del Pil rimarra’sostanzialmente stabile all’1,5% nel 2018 e scendera’ all’1,3% nel 2019. Lo afferma l’Ocse nelle prospettive economiche 2018. Secondo l’organismo internazionale, il motore della ripresa è ancora da individuare nei i consumi privati che daranno effetti positivi su investimenti ed export.

“La crescita c’è e si consolida, la conferma viene anche dalle agenzie di rating. A questo aggiungiamo l’importante dato sull’andamento del fatturato nei servizi diffuso dall’Istat, che aumenta dello 0,7% rispetto al primo trimestre 2017 consolidando i segnali espansivi dei trimestri precedenti”. Lo dichiara Alessia Rotta, parlamentare del Pd, che aggiunge: “Tutto questo dimostra la validità delle riforme avviate prima nei mille giorni dal governo Renzi e proseguite poi da quello Gentiloni”. Per Rotta queste riforme hanno prodotto “un trend finalmente positivo che sta portando l’Italia fuori dalla crisi e verso un pieno recupero di competitività del suo sistema economico”.

“Non sembrano bastare i numeri, a dir poco eclatanti, di una recente elaborazione ISTAT, per sensibilizzare il governo nazionale su quella che è divenuta nel corso degli anni una vera e propria emergenza, il progressivo abbandono del Sud da parte dei giovani. Uno spopolamento culturale e di energie, che i giornalisti chiamano ‘fuga di cervelli’, che è in primo luogo sinonimo di impoverimento. Napoli, Messina, Taranto, quindi Reggio-Calabria, Palermo, Bari, e non va meglio nei piccoli centri, se dal 2008 ad oggi oltre 20 mila under 30 hanno abbandonato la loro terra. Un risultato negativo devastante anche per la Puglia, con tredici città tra le prime cinquanta, regione nella quale le occasioni sono sempre di meno. Di fronte a tutto questo Palazzo Chigi si muove tiepidamente, quando addirittura non sta immobile. Il tanto acclamato decreto Sud è del tutto inefficace, non stimola, non sostiene, non riporta a casa nessuno. Renzi e Gentiloni? Nessuna svolta, nessuna rivoluzione, non equità sociale. Siamo ad un punto fermo. A crescere è solamente il numero dei tavoli di crisi presso il ministero dello Sviluppo economico, insieme ad un lavoro nero spesso legato alla malavita. Abbiamo atteso quattro anni per avere un ministro del Mezzogiorno, che ora sta con le mani in mano. Forza Italia è convinta che il Sud debba essere sostenuto con investimenti che creino Pil e occupazione, con infrastrutture che consentano all’impresa di produrre in loco, con sgravi importanti rivolti a chi produce. Il tutto nel segno di una legalità non garantita”, lo dice l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia. “Bisogna ripartire contemporaneamente dal lavoro e dal welfare a sostegno delle popolazioni più disagiate – prosegue la parlamentare tarantina -, contrastando seriamente le mafie, rendendo decorose, attrattive e sicure le nostre città. Nel mezzogiorno c’è tanto da fare, con il presidente Berlusconi stiamo lavorando ad un percorso politico di riforme ad hoc, affinché l’Italia possa ripartire proprio dal suo anello più debole”.

“Dalla prima pagina del Sole 24 ore: la crescita economica italiana e’ molto inferiore alla media della UE e a quella dei nostri principali partner europei. Ma Renzi, Alfano e Gentiloni esultano lo stesso. Scommettiamo che senza la zavorra dei governi di sinistra, con una politica economica finalmente incentrata su PMI e difesa del Made in Italy, in pochi anni l’Italia tornerebbe ad essere una delle economie piu’ dinamiche d’Europa?”. Lo scrive su facebook la leader di Fdi, Giorgia Meloni.

“La crescita del Pil oltre le aspettative, i numeri incoraggianti della stagione turistica nell’ambito dei quali si segnala la crescita delle vacanze nei parchi e nelle zona ambientali di pregio, sono segnali di un paese che ha stabilmente innestato la marcia della crescita economica, dello sviluppo sostenibile”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti commentando le stime preliminari Istat sul secondo trimestre 2017. L’Istituto ha rilevato un incremento dello 0,4% de Pil nel secondo trimestre dell’anno, cioe’ una crescita dell’1,5% rispetto al secondo trimestre 2016. “Le strategie che sono state attuate per sostenere l’economia e l’occupazione stanno dando i risultati attesi – sottolinea Galletti – l’Italia sta riacquistando il posto che le compete sui mercati anche grazie alla forte spinta della green economy che vuol dire innovazione, tecnologie del futuro, efficienza energetica. Avanti allora, nella consapevolezza che siamo ripartiti ma che dobbiamo insistere con impegno e tenacia”.

Il Pil procapite della Corea del Sud dovrebbe superare quello italiano gia’ nel 2018. Lo anticipa l’agenzia sudcoreana Yonhap che cita le ultime previsioni di crescita del governo di Seul, secondo cui il Pil procapite dovrebbe incrementare a una quota di poco superiore ai 30mila dollari statunitensi. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionali (Fmi) aggiornati all’ottobre 2016, e riportati dall’Ansa, la Corea del Sud si assestava al 29esimo posto con 27.633 dollari, e l’Italia al 27esimo posto con 30.294. Le ultime rilevazioni si basano sulle prospettive che l’espansione della quarta economia asiatica continui stabilmente, mentre la crescita in Italia rimanga pressoche’ invariata. Attualmente il Lussemburgo e’ il Paese con con il piu’ alto Pil procapite al mondo con 105.829 dollari, seguito dalla Svizzera ($79.578) e la Norvegia ($71,497). Il rapporto di Seul precisa che ogni variazione del Pil procapite viene influenzata non solo dalla crescita economica ma anche da altri fattori esterni, come le fluttuazioni delle valute e i cambiamenti demografici che possono aggiungere ricchezza o detrarre valore al dato finale.

Il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo le stime di crescita per l’Italia. Il pil italiano crescera’ quest’anno dell’1,3%, ovvero 0,5 punti percentuali in piu’ rispetto alle previsioni di aprile. Nel 2018 l’economia crescera’ dell’1,0%, ovvero +0,2 punti percentuali rispetto alle stime precedenti. ”Le stime di crescita per il 2017 sono state riviste al rialzo per diversi paesi dell’area euro, incluse Francia, Germania, Italia e Spagna, per le quali la crescita nel primo trimestre 2017 e’ stata sopra le attese”. Il Fondo taglia le stime di crescita per gli Stati Uniti per il 2017 e il 2018, rivedendo allo stesso tempo al rialzo quelle per Eurolandia. L’area euro crescera’ quest’anno dell’1,9%, ovvero 0,2 punti percentuali in piu’ rispetto alle previsioni di aprile. Nel 2018 il pil salira’ dell’1,7% (+0,1 punti percentuali). Il pil americano crescera’ sia quest’anno che il prossimo del 2,1%, rispettivamente 0,2 e 0,4 punti percentuali in meno rispetto alle stime di aprile.

“Il debito si è stabilizzato e comincerà a scendere proprio grazie alla crescita superiore al previsto”. E’ il commento del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sulle nuove previsioni al rialzo del Pil elaborate da Bankitalia, che indicano per il 2017 una crescita dell’1,4% .
“Continueremo con le misure che hanno sostenuto gli investimenti: agevolazioni fiscali e per l’innovazione”, ha detto Padoan. Intanto martedì 18 luglio, alle 15, il ministro sarà in commissione Finanze del Senato per l’audizione sul ‘pacchetto bancario’.

“Il bilanciamento della politica economica e della gestione della finanza pubblica appare particolarmente complesso per l’Italia, dove il recupero della crescita del prodotto interno lordo, dopo la lunga crisi, appare ancora troppo modesto e, soprattutto, in ritardo rispetto alla ripresa in atto negli altri principali Paesi europei”. Lo ha detto Angelo Buscema, presidente di coordinamento delle sezioni riunite in sede di controllo. Si tratta del secondo intervento nel corso della relazione sul rendiconto generale dello Stato della Corte dei Conti.

“I dati di tutti gli indicatori economici dicono che l’Italia cresce piu’ delle previsioni. Cresce ancora meno dei nostri progetti e sogni. Ma cresce molto piu’ degli incubi dei commentatori che per mesi ci hanno fatto la morale. Lo abbiamo visto plasticamente ieri durante l’Assemblea di Confindustria a Napoli, con dati finalmente interessanti sulla Campania e lo abbiamo visto toccando con mano come Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna siano ripartite e abbiano una qualita’ dell’impresa superiore o uguale alle migliori realta’ europee, Germania inclusa. Tutto questo e’ frutto di un lavoro certosino degli imprenditori e dei lavoratori, cui va il nostro grazie. Senza la fatica delle persone, non si va da nessuna parte. Altro che assistenzialismo e sussidi, altro che redditi di cittadinanza”. Lo dice Matteo Renzi, su facebook. “Ma tutto questo forse- aggiunge- e’ anche merito delle misure di questi anni, delle misure dei Mille Giorni: il JobsAct, il superammortamento prima e l’iperammortamento poi, la riduzione delle Tasse Irap-Ires-Iri-Imu-Tasi, Industria 4.0 e i PIR. Abbiamo scommesso sull’Italia quando in tanti dicevano che era finita: oggi la realta’ dimostra che quella scommessa era giusta e doverosa. Perche’ se si lavora duro i risultati arrivano. Bisogna avere pazienza e resistenza. Sopportare gli insulti e le accuse. Ma poi la vita smentisce i profeti del catastrofismo”. Renzi conclude: “L’Italia non e’ un Paese finito. Certo, questa e’ la tesi dei populisti. Di quelli che inseguono le scie chimiche e si fanno spiegare da soggetti esterni in chat come governare le citta’. Noi invece pensiamo che con un progetto chiaro e la forza di non cedere alla cultura dello sfascio l’Italia abbia un grande futuro. Per questo noi non molliamo. Per questo i dati economici confermano che tutti insieme dobbiamo andare avanti. Avanti, insieme”.