Pippo Civati

“In ballo ci sono 100mila posti di lavoro, 3-5 miliardi di euro per la sanità e la prevenzione. La legalizzazione della cannabis significa questo. E di fronte a certi numeri non regge il proibizionismo, non regge il benaltrismo”. Lo dichiara il deputato e segretario di Possibile, Pippo Civati. “Quei soldi e quei posti di lavoro – aggiunge Civati – di cui la sinistra, e la politica in generale, dovrebbe occuparsi sono della mafia, sono mafiosi. La questione torna in aula, con un testo fortemente ridimensionato, che tratta solo di cannabis medica, in un momento in cui essa scarseggia costringendo le famiglie dei malati a ricorrere al mercato nero, per curarsi”. “Noi – conclude il leader di Possibile – sosterremo l’universalizzazione del servizio per la cannabis medica e proveremo a reinserire la legalizzazione della cannabis in generale con i nostri emendamenti, che ricalcano le proposte sottoscritte da centinaia di colleghi tra Camera e Senato. Chissà come voteranno i molti parlamentari del Pd e della maggioranza che hanno sostenuto il testo dell’intergruppo: gli alibi sono finiti e sta finendo pure la legislatura degli alibi”.

“La marcia su Roma organizzata dai nazifascisti di Forza Nuova per il prossimo 28 ottobre – non a caso – non puo’ svolgersi, a meno che non si accetti, nel disinteresse complice e nella inammissibile equidistanza delle istituzioni preposte alla tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, di violare la Costituzione, la legge Scelba e la legge Mancino”. Lo dichiarano il deputato e segretario di Possibile, Pippo Civati, e il parlamentare dello stesso partito, Andrea Maestri. “La XII disposizione finale, non transitoria, della Costituzione – ricordano – vieta la riorganizzazione ‘sotto qualsiasi forma’ del disciolto partito fascista: Fn e’ il partito fascista contemporaneo per i contenuti della piattaforma ‘politica’ e per i metodi. La legge Scelba specifica che si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalita’ antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle liberta’ garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attivita’ alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista’. Sembra la fotografia di Forza Nuova”. “Chiediamo – concludono Civati e Maestri – al ministro dell’Interno, anche attraverso Prefettura e Questura di Roma, di vietare la marcia e di avviare la procedura di scioglimento di Forza Nuova o, in altre parole, di assicurare il rispetto della Costituzione e delle leggi della Repubblica. Le istituzioni non devono rispondere con timidezza all’onda neofascista. Confidiamo che il pugno duro, usato impropriamente contro i richiedenti asilo per interposta milizia libica, sia usato dal ministro anche per contrastare il fascismo montante in Italia”.