poesia

“La potenza della conoscenza svela l’inganno del potere economico. Il futuro sostenibile, la democrazia, l’economia, si possono garantire soltanto attraverso un percorso di conoscenza”. È questo il pensiero che animerà il G37, il summit della poesia generato dalla politica della Bellezza del mecenate Antonio Presti. Un evento che punterà l’attenzione “sul valore del sapere, coinvolgendo migliaia di giovani delle scuole che, per lanciare un messaggio universale, si incontreranno nei comuni siciliani della fascia jonico-etnea che si affacciano su Taormina, cuore del G7”. Trentasette poeti, intellettuali e scrittori contemporanei nazionali e internazionali hanno risposto all’invito della Fondazione Fiumara d’Arte, per partecipare al reading di Poesia che si svolgerà dal 25 al 28 maggio a Savoca, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa e sull’Etna, nel Bosco delle Betulle, con l’obiettivo di affermare, insieme ai giovani, il principio di rigenerazione del presente che pone in primo piano cultura e conoscenza. L’iniziativa non vuole contrapporsi al G7, ma nasce per produrre un vero e proprio manifesto etico da consegnare alle nuove generazioni, quale supporto teorico, morale e ontologico per una società contemporanea che continua ad essere afflitta da logiche utilitaristiche. Fonte: adnkronos

Tanti anni fa un giornalista chiese ad Alberto Moravia il motivo del suo scetticismo nei confronti degli scienziati e dei preti. Lui rispose che non tollerava coloro che pensavano di avere le risposte ultime al dilemma della vita e della morte, e che preferiva proprio per questo i poeti e gli artisti, che non hanno simile presunzione, ma che ci vanno molto piu’ vicino perché ci fanno sentire, piuttosto che capire. Nei giorni scorsi é venuto a mancare un grande poeta, Valentino Zeichen. Era gravemente malato e della sua malattia parlava così «la vivo come un’appendice del romanticismo». Aveva 78 anni, era romano di adozione, nato a Fiume e frequentatore di baracche e di periferie. Era sicuramente uno dei grandi poeti europei, intensamente romano ma con una cultura cosmopolita. Come é stato scritto ‘era un aristocratico in volontario esilio nel sottoproletariato romano, di cui condivideva la durezze e il disincanto, ma anche in perenne tournée nei salotti della buona borghesia, da cui si attendeva – e otteneva – il giusto tributo in termini di ospitalità. Era poverissimo ed elegantissimo’. La nostra epoca non é fatta per la poesia e per i poeti, e proprio per questo é squallida. Nell’era delle immagini a portata di clic, le immagini della poesia sembrano lente, superate, fuorvianti. Ovviamente é l’esatto contrario. Quando muore un grande poeta, dovremmo essere a lutto, perché si spegne la voce di chi può aiutarci a guardare con lucidita’ il mondo, noi stessi, la vita. E invece non succedera’ nulla. Avanti con un’altra immagine. Per essere poeti occorre anche vivere come tali. Zeichen era un poeta. ‘POESIA’  Si dice che la poesia manchi di vero slancio/ che non sappia più volare/ poiché non più sorretta/ dai grandi angeli alati. Che farci? È un mondo/ di poeti atei che volano/ preferibilmente in aereo.
‘AL CUCCIOLO’ Scoppierà la guerra/ e noi ci arruoleremo/ nei soldatini di piombo/ sotto l’arco di trionfo; sfileremo alla berlina/ dietro l’ampia vetrina/ d’una antica cartoleria. Amore, pazienta che/ metta a letto la poesia. Zeichen viveva da poeta perché lo era. Altri fanno i poeti perché non lo sono.