politica economica

“Rivendichiamo la libertà di contestare radicalmente la politica economica annunciata da questo Governo, perché, ripetendo gli errori degli anni passati, per dimensione quantitativa, individuazione delle risorse da reperire e scelta di allocazione delle stesse risorse, si rivela incapace di affrontare e risolvere i reali problemi economici e sociali del Paese; tanto gravi quanto inascoltati da una maggioranza in grado solo di ricorrere alla antica ricetta del ‘tassa e spendi’ per proporci l’ennesima ricetta fatta di patrimoniali più o meno occulte, inasprimento del peso burocratico-fiscale e spesa elettorale in disavanzo”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “È questo aspetto di fondo – aggiunge – che sfugge alla posizione del vice ministro Morando, sorpreso per l’oltraggio di una opposizione che non vota a favore della proposta del Governo: dimostrazione del fatto che evidentemente è abituato a un bell’altro esercizio di democrazia. Ma siamo convinti che con l’imminente consultazione elettorale, gli elettori, ben più avveduti di tanto eruditi maestri, garantiranno un meritato riposo dalla fatica di ripetere queste strazianti lezioni di comportamento”. “Resta il rammarico, questo sì – continua Brunetta -, per una pagina triste di confronto democratico: è legittima la contrapposizione, e che il Governo si assedi dentro la mera logica dei numeri (risicati) sui quali ancora fonda la propria sopravvivenza. Ma non si può certo accettare che un esponente del Governo – e di questo Governo che di piroette e cambi di maggioranza in corsa sembra maestro – pretenda di imbonire un’aula parlamentare alla quale non è consentita alcuna replica su come debba esercitare il proprio diritto democratico all’opposizione”. “Ci rendiamo conto che è esercizio faticoso per il vice ministro Morando, ma la democrazia, quella vera e non quella recitata in qualche elegante salotto di benpensanti agghindati, non potrà mai dirsi compiuta fintanto che un Governo pretenda di dettare all’opposizione le proprie regole di comportamento”, conclude l’esponente azzurro.

“La politica monetaria sta svolgendo efficacemente il suo ruolo, ma da sola non può bastare: in Europa, e in particolare in Italia, devono contribuire tutte le altre leve della politica economica, con un’ampia azione riformatrice capace di favorire una duratura ripresa dell’attività economica e della produttività”. Così il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco alla decima conferenza Maeci-Bankitalia alla Farnesina.

“Cosa sia strategico, in termini settoriali, non deve deciderlo il governo”, perche’ quello che va bene per un territorio non va bene per un altro. Cosi’ il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, durante il suo intervento al convegno milanese della Cisl a Palazzo delle Stelline. “Gli investimenti devono essere al centro: la giusta scelta di politica economica e’ fondamentale per tenere incollate le nostre imprese, per far sentire una prospettiva, che oggi si sente perduta”, continua il ministro. “Non c’e’ un luminoso futuro tecnologico, bisogna aprire un ragionamento su due dimensioni: esterna e interna”, aggiunge. Per quanto riguarda quella esterna “l’Europa ha i dazi piu’ bassi al mondo: entra chiunque, mentre noi entriamo difficilmente in Paesi che tendono a specializzarsi nelle nostre produzioni. Per questo dobbiamo attuare delle strategie di attacco, come creare degli standard occidentali che diventino globali”, sostiene Calenda. “Nella dimensione esterna le politiche convergono e su queste si puo’ fare molta Europa, ma gli investimenti sono difficilmente standardizzabili, perche’ riguardano i singoli Stati”.