Sono pochissime le persone che sono state informate da Hillary Clinton della diagnosi di polmonite. Lo rivela il ‘New York Times’, citando fonti prossime alla candidata democratica alla Casa Bianca. Dopo essere stata informata dal medico della causa della sua tosse persistente, Hillary ne ha parlato con i familiari e i più stretti collaboratori, convinta com’era del fatto che la malattia non fosse una questione di cruciale importanza per gli elettori e che gli avversari avrebbero invece potuto usare la notizia contro di lei. I pochi informati si sono sentiti ribadire l’intenzione della candidata di procedere con la campagna e con gli impegni già fissati. Hillary chiaramente contava di potersi riprendere nel fine settimana, quando aveva in programma solo due impegni minori, secondo le fonti citate dal giornale. Ma il modo in cui la malattia è diventata di dominio pubblico, ha ravvivato i timori tra i suoi sostenitori e le critiche tra i suoi detrattori per la tendenza della ex first lady a trincerarsi in una sfera di privacy non appena avverte una minaccia politica. Il suo desiderio di controllare in modo rigido le informazioni riguardanti la sua persona si è rafforzato durante gli anni ’90, l’ha condizionata nell’uso del server di email private quando era segretario di stato e ora rischia di farla sembrare un’altra volta una persona che ha qualcosa da nascondere, commenta il quotidiano.




