Possibile

“La nostra discussione riprende agli Stati generali di Possibile, che si terranno in forma di assemblea sabato 17 marzo, dalle ore 10, al Nuovo Nosadella di Bologna. Ci chiamiamo a raccolta per confrontarci su cosa è successo e per proporre di rilanciare la nostra azione, di andare avanti: continuando a lavorare per una sinistra nuova, finché non la troveremo e chiederemo alle persone che si sono avvicinate in questa campagna elettorale di far parte del gruppo dirigente. E ci apriremo al confronto con tutti, perché il risultato di domenica lo impone con forza”. Lo riferisce Possibile in una nota, riprendendo le posizioni del segretario del partito Giuseppe Civati. “Nel frattempo chiediamo ai nostri militanti di riunire i comitati di Possibile in tutta Italia – prosegue la nota – nella forma più aperta e cercando di coinvolgere chi in questi mesi si è avvicinato durante la campagna elettorale, anticipando questa discussione e chiedendo, per chi vorrà, di rilanciare la nostra azione anche a partire dalla necessità di raccogliere contributi esterni, continuare il dialogo con il territorio che non può interrompersi con le elezioni, e di aumentare le adesioni a Possibile con il tesseramento, con il rinnovo di chi è già iscritto e l’iscrizione di forze fresche”. Civati oggi ha anche inviato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sull’emergenza migranti insieme al libro-denuncia “Voi sapete. L’indifferenza uccide”.

“Si va senza il Pd perche’ ha scelto una linea politica di centro con un leader che non parla piu’ con nessuno, che ha scritto un libro per attaccare tutti quelli come me o come Prodi, Letta… Insomma il Pd non rappresenta piu’ la tradizione del centrosinistra italiano”. Lo ha detto Pippo Civati nella giornata conclusiva del Politicamp di Possibile a Reggio Emilia. Il Manifesto elaborato da Possibile e’ la base dell’alleanza a sinistra: “Il punto centrale – ha spiegato Civati – e’ la lotta alle disuguaglianze: quelle fiscali per una maggiore progressivita’, quelle lavorative per reintrodurre un principio di giusta causa e di giusta retribuzione: ci sono persone che lavorano e fanno lavori delicati per 3-4 euro all’ora, non sta ne’ in cielo ne’ in terra. Un programma di grande innovazione alla ricerca del futuro: la robotica, di cui non parla nessuna, le questioni che riguardano i big data che incidono sulla democrazia, le migrazioni e la guerra. Noi siamo pacifisti, ci piace pensare che non si possono piu’ vendere le armi ai paesi in guerra come purtroppo il Governo Gentiloni continua a fare”.

“Ci rivolgiamo prima al Pd poi a chi sta a sinistra del Pd in modo particolare a Civati e Possibile, a Sinistra italiana e anche a chi si è riunito nelle scorse settimane al Teatro Brancaccio. Rovesciamo la piramide, partiamo dall’agenda e vediamo chi ci sta, ma il nostro obiettivo non è un cartello elettorale per arrivare alle politiche e poi si sfascia tutto perché sarebbe poco credibile. L’obiettivo è una nuova, grande forza, e la scelta della direzione di oggi è che noi ci mettiamo al servizio di questo percorso per costrui una grande forza”. Così Roberto Speranza a margine della direzione nazionale di Articolo1-Mdp. “I tempi devono essere i più brevi possibili: prima serve un’agenda comune poi una specie di cabina di regia di chi vuole avviare questo percorso. Penso a un luogo vero in cui chi crede a questo progetto possa incontrarsi e condividere l’agenda. Parallelamente sui territori si deve fare lo stesso lavoro”, conclude.

I deputati di ‘Possibile’ Giuseppe Civati, Beatrice Brignone, Andrea Maestri, Antonio Mattarrelli e Luca Pastorino hanno scritto una lettera aperta al ministro dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini per avere chiarimenti sull’algoritmo che decide la destinazione dei docenti della scuola dell’infanzia primaria e secondaria di primo grado “in conseguenza delle operazioni di mobilita’ per l’anno scolastico 2016/2017”. “Sono numerosi i docenti che, nonostante abbiano un maggior punteggio rispetto ad altri colleghi appartenenti alla medesima fase di mobilita’, sono stati trasferiti a centinaia di chilometri dalla propria residenza, con il conseguente distacco da famiglia e affetti” e con una vita da affrontare con uno stipendio mensile “che, mediamente, si aggira intorno ai 1300 euro”.