premiership

Chi perde le primarie online indette per scegliere il candidato alla Presidenza del Consiglio del Movimento 5 Stelle non potrà ricandidarsi come parlamentare per la prossima legislatura. A quanto apprende l’AdnKronos, sarebbe questa una delle opzioni al vaglio dei vertici M5S, che stanno lavorando per definire le regole con cui avverrà la selezione del candidato premier 5 Stelle. Un ‘paletto’ – si ragiona in ambienti del Movimento – che potrebbe servire a compattare la truppa parlamentare attorno a una leadership solida, neutralizzando così potenziali scontri tra correnti e guerre intestine, con l’effetto inevitabile di ‘blindare’ la corsa verso Palazzo Chigi di Luigi Di Maio, a oggi l’unico vero candidato ufficiale. Il vicepresidente della Camera sta girando la Sicilia insieme ad Alessandro Di Battista per sostenere la candidatura di Giancarlo Cancelleri alla presidenza della regione (il tour si è interrotto il 10 agosto ma riprenderà il 19 da Gela). E proprio nella terra dei fichi d’India qualche giorno fa è arrivato il pesante endorsement di Di Battista a Di Maio: “Sarei molto felice di avere Luigi come candidato premier”, ha detto il deputato romano, sottolineando che “me la carriera politica tout court non ha mai interessato particolarmente, mi interessa risolvere i problemi”.

Silvio Berlusconi in una cena di qualche giorno fa a palazzo Grazioli ha citato i nomi di Sergio Marchionne, Mario Draghi e Carlo Calenda ma non ha mai indicato candidature per la premiership del centrodestra. Lo hanno fatto rilevare in ambienti di Forza Italia in riferimento ad alcune voci circolate ieri. Viene sottolineato che l’ex premier avrebbe citato questi nomi per indicare quelle che dovrebbero essere, a parer suo, le caratteristiche di un candidato ma non non c’è stata alcuna investitura.