Primo maggio

“Stracciate quella tessera che non vale il vostro sacrificio e il vostro denaro”. Lo ha detto Matteo Salvini, in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, parlando dei sindacati in occasione del primo maggio. “Cgil, Cisl e Uil hanno poco da festeggiare, sono tra i primi complici di quello che è accaduto in Italia e nemici dei lavoratori -ha detto Salvini-. Io oggi sono in Sicilia, dove c’è il 54% di disoccupazione, chiederei alla Camusso e soci che diavolo hanno da festeggiare e dove erano quando si approvavano leggi come la Fornero o la Buona scuola”.

“Il nostro orizzonte non può essere quello della svalutazione del lavoro: su quel terreno saremmo perdenti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso al Quirinale per la festa del Primo Maggio. “L’orizzonte è un lavoro di qualità, tecnologicamente evoluto – ha aggiunto – capace di offrire ricadute di benessere nella vita della società”.
Per il capo dello Stato “è indispensabile che le istituzioni riescano a governare i processi ed evitino conseguenze in termini di riduzione del lavoro, di compressione dei salari e, dunque, di ulteriori diseguaglianze”. Ha aggiunto Mattarella: “E’ opportuno che la costruzione di adeguate strategie pubbliche coinvolga forze politiche e sociali, rappresentanze dell’impresa e del lavoro”. Il presidente della Repubblica ha dedicato una parte dell’intervento al caporalato, osservando che il fenomeno “di cui sono vittime tanti lavoratori, italiani e immigrati, può essere sconfitto consolidando un meccanismo virtuoso nella filiera agroalimentare, in grado di evitare lo sfrenato ribasso dei prezzi dei prodotti”.

La strage di Portella della Ginestra rappresenta uno snodo importante nella storia della Sicilia e dell’Italia del Dopoguerra. È la prima manifestazione della strategia della tensione della Repubblica. Rai Cultura ricorda la ricorda con lo speciale “1 Maggio 1947: la strage di Portella della Ginestra nel vissuto dei protagonisti” di “Diario Civile”, in onda oggi alle 19.00 su Rai Storia, con un’introduzione del Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti.
Il documentario si propone di far riemergere le memorie che hanno conservato il ricordo della strage nella stessa comunità, protagonista del tragico evento, in modo da restituirle al presente. In un periodo in cui si discute molto, e talvolta impropriamente, di “uso pubblico della storia”, sottolinea l’ufficio stampa Rai, questo documentario su un “luogo della memoria,” come Portella della Ginestra permette di mostrare con maggior forza la capacità della storia di farsi discorso pubblico scientifico, intervenendo a salvaguardare e valorizzare le diverse storie di vita legate a quel terribile evento.

I segretari di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, hanno aperto le celebrazioni del Primo Maggio con un corteo e con la deposizione di una corona al cimitero di Piana degli Albanesi (Palermo) dove sono sepolte le vittime dell’eccidio di Portella della Ginestra avvenuto 70 anni fa. Alle celebrazioni partecipa anche Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia. “Tutto quello che abbiamo in nostro possesso l’abbiamo reso pubblico. Se sono necessari ulteriori approfondimenti li faremo in direzione di questo processo per fare verita’ – ha detto Bindi – Siamo la prima istituzione ad avere reso pubblici gli atti di Portella della Ginestra e sono sicura che molte delle cose che i familiari delle vittime chiedono sono a disposizione dopo l’ultima desecretazione. Anche tutti gli altri facciano lo stesso e aprano gli archivi”.

“Il primo maggio a Portella della Ginestra ed a Piazza San Giovanni sono due eventi importanti strettamente connessi e carichi di significato per il sindacato”. E’ quanto ha sottolineato oggi il segretario confederale organizzativa della Cisl, Giovanna Ventura nel corso della conferenza stampa in Rai sul Concerto del Primo Maggio. “Saremo al mattino a Portella della Ginestra a 70 anni dalla strage per coinvolgere i giovani ed attualizzare la memoria storica di coloro che hanno perso la vita proprio per tutelare e salvaguardare le lotte dei contadini e per affermare il diritto e la dignità del lavoro. Al pomeriggio ed alla sera a Roma rappresenteremo, invece, la stretta connessione che esiste tra il lavoro, la creatività e la cultura in ogni sua forma. La musica oggi più che mai si configura anche come un fatto sociale, è una comunicazione universale, uno strumento di pace, di dialogo e di inclusione, un’arte capace di unire le culture più diverse e le generazioni. Ecco perché, per rappresentare al meglio questa sinergia, le esibizioni degli artisti a Roma si intrecceranno con le storie di lavoratori che vivono situazioni particolari in un clima di gioia, di divertimento ma anche di profonda riflessione. Portella della Ginestra e San Giovanni”, ha concluso.