Procura Reggio Calabria

‘In tutti questi anni non vi e’ stata indagine che potesse fare emergere responsabilita’ penali a carico di Nicola Comerci. Ma grazie al lavoro certosino della Polizia di Stato, siamo riusciti a mettere insieme e ricostruire l’origine della ricchezza di questo anonimo geometra”. Lo ha detto Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, nel corso della conferenza stampa per illustrare i contenuti del provvedimento di sequestro del valore di 50 milioni all’uomo indicato come il vero detentore e gestore dei beni immobili della cosca Piromalli di Gioia Tauro. “Devo dire – ha aggiunto de Raho – che una precedente indagine di alcuni anni fa non aveva raggiunto l’obiettivo di restituire all’utilizzo ed alla fruibilita’ della comunita’ i beni illecitamente accumulati dal Comerci, ma il tempo e le successive occasioni di verifica, hanno restituito l’esatta dimensione del personaggio e la sua particolare capacita’ di avviare attivita’ imprenditoriali. Peraltro, Comerci, col tempo, era stato destinatario di moltissimi terreni del barone Livio Musco, un aspetto questo, che chiarisce ancora meglio la portata del personaggio e la sua stretta contiguita’ con i Piromalli di Gioia Tauro”. Il procuratore aggiunto, Gaetano Paci, titolare dell’inchiesta, ha rilevato “come Nicola Comerci sia stato interessato da dinamiche di repentino arricchimento. Che fosse un personaggio di un certo spessore criminale, lo testimoniano gli affari e le cointeressenze che aveva anche avviato con i De Stefano. Un rapporto tra le elite della ‘ndrangheta, come appunto i De Stefano, i Piromalli e i Mancuso, in grado di dominare e sedare sul nascere ogni tentativo di altri raggruppamenti criminali di inserirsi nei loro affari illeciti. Come nella vicenda riguardante la produzione della fiction Rai ‘Gente di Mare’. La scelta cadde, come location, sul ‘Blue Paradise’ di Parghelia, gestito da Comerci, definito ‘delfino dei Piromalli'”. “L’operazione ‘Blue Paradise’ – ha sostenuto, da parte sua, il questore Raffaele Grassi – e’ uno dei punti di attacco piu’ importanti che la Polizia di Stato ha posto in essere in questa provincia: individuazione e proposta di sequestro beni illecitamente accumulati, cattura dei latitanti, controllo del territorio”.