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“Io sono disponibilissimo: ci sono i 20 punti nostri e gli altri partiti ci devono dire perche’ non sono d’accordo sui nostri 20 punti, anche perche’ la maggioranza dei nostri 20 punti ce li hanno copiati negli ultimi 5 anni e li hanno messi nei loro programmi. Detto questo, se le forze politiche vorranno aggiungere altri temi, trovare la quadra, convergere su altri temi e metterci a lavorare per gli italiani, io sono d’accordissimo, l’unica cosa su cui non sono disponibile e’ lo scambio di poltrone e a reclutare voltagabbana”. Lo ha detto il candidato premier Luigi Di Maio, ospite di Agora’ su Rai Tre.

Michele Santoro dopo 22 anni torna su Rai3 con M, programma di approfondimento che andra’ in onda da giovedi’ 11 gennaio in prima serata per quattro puntate dalla sede Rai di Torino. Banche, immigrazione, evasione fiscale e Roma Capitale saranno i temi monografici delle quattro puntate. “Rai3 e’ sempre stata la mia casa, solo che bisogna intendersi sul concetto di casa, la casa e’ da dove si parte ma resta sempre quella – ha detto il giornalista – Per fare una cosa seria ci vuole un certo numero di mesi. Io ci voglio riprovare – faccio quello che i TG non fanno, quello che il flusso non mi suggerisce spontaneamente”. Tra i collaboratori di Santoro, ideatore del programma, anche Gianni Dragoni, Walter Molino e Guido Ruotolo. (Immagine: www.michelesantoro.it)

“Mi auguro che nella prossima legislatura questo discorso dell’autonomia venga ripreso in mano dal Parlamento per la totalita’ delle Regioni. Non basta aprire un tavolo sull’articolo 116 della Costituzione, occorre che autonomia e regionalismo differenziato siano al centro del programma politico subito”. Lo ha detto il consigliere politico di Forza Italia e governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, nel suo intervento alla ‘contro-Leopolda’ organizzata da Forza Italia a Milano, ‘Idee Italia. La voce del Paese’. Quella del regionalismo infatti “non e’ solo una riforma istituzionale ma anche che riguarda la politica”. Anche la Liguria punta ad avere piu’ autonomia su determinate materie: “Vorrei seguire l’iter piu’ efficace e piu’ veloce possibile cioe’ quello previsto dalla legge – ha spiegato il governatore ligure -. Con una risoluzione in consiglio regionale che ponga i temi dell’autonomia a cui siamo interessati, che per quanto riguarda la Liguria sono soprattutto la logistica, la portualita’, le grandi infrastrutture, i permessi legati all’urbanistica, all’ambiente, e dopodiche’ chiederemo al governo o di poterci inserire nel tavolo gia’ aperto con Lombardia ed Emilia oppure, se questo non fosse possibile, di aprire un tavolo specifico”.

Sabato 4 novembre ritorna sulle Reti MediasetDalla parte degli animali“, la trasmissione ideata e condotta da Michela Vittoria Brambilla per trovare casa a cani, gatti e altri animali abbandonati o in difficoltà. La trasmissione andrà in onda su Rete 4 il sabato alle 10,50, su La 5 la domenica alle 16,30 e lunedì alle 15,30 ancora su Rete 4.
Nel programma ci saranno anche le tre rubriche che sono piaciute ai telespettatori: “L’amico famoso”, dedicato agli animali dei “vip” dello spettacolo e della politica; “A scuola di eroi”, che racconterà gli animali al servizio dell’uomo e le loro attività in caso di catastrofi o di indagini; le “Storie a lieto fine”, dove emergeranno casi di animali salvato da pericoli. Continua anche la partnership con R 101 con collegamenti che riguarderanno lo delle adozioni della settimana.

“L’anno prossimo potrei tornare in Rai”: Lo ha detto Fiorello a Radio Deejay durante la trasmissione ‘Deejay chiama Italia’, chiacchierando con Linus e Nicola Savino. Alla domanda di Linus “Cosa stai facendo in questo periodo?” lo showman ha risposto di avere avuto dei contatti con il direttore generale Mario Orfeo. “Mi piacerebbe tornare il seconda serata, dalle 22:30 alle 23:30”, ha aggiunto.

“Stiamo mettendo a punto un programma” per le regionali in Sicilia e “sul piano delle coalizioni sembra sempre più emergere a destra una prevalenza dei veti più che dei voti da parte di Salvini e Meloni”. Così il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, arrivando al meeting di Rimini. Il Pd interlocutore per il voto in Sicilia? “Stiamo ancora lavorando sul programma”, risponde Alfano ai cronisti. Il partito di Angelino Alfano é sempre più corteggiato sia dal centrosinistra sia dal centrodestra perché lo si ritiene decisivo per la vittoria alle regionali siciliane del prossimo 5 novembre. Il ministro degli Esteri pare abbiamo concluso un patto con il Pd di Renzi e con il centrosinistra, dopo il serrato conrteggiamento da parte di Silvio Berlusconi e di Forza Italia

“Sinistra Italiana ha, in ogni occasione, rilanciato la necessità di un confronto che, sulla base di una verifica programmatica e di un metodo democratico e partecipato, consenta alla sinistra in Italia di articolare in modo plurale convincente una coalizione di forze capace di fare in Italia quello che in molti Paesi europei è già successo. E’ uno dei passaggi del documento finale della direzione nazionale di Sinistra Italiana, approvato in modo unanime”. Così in una nota Sinistra Italiana. “L’assemblea del teatro Brancaccio promossa dall’appello di Montanari e Falcone e alla cui riuscita abbiamo contribuito in maniera importante rappresenta per noi un successo. – prosegue il documento di SI – Il cuore politico dell’appello che ha convocato la giornata del 18 giugno indicava nella necessità di costruire ‘Una sola lista alla sinistra del Pd. Una lista che accolga tutti i partiti attuali, ma sia molto più ampia della loro somma. Una grande lista di cittadinanza e di sinistra, aperta a tutti: partiti, movimenti, associazioni, comitati, società civile’ il proprio obbiettivo principale. Quel risultato non è ancora acquisito. E la manifestazione di Piazza SS. Apostoli del 1 luglio pone da questo punto di vista opportunità e problemi. Se da un lato infatti emergono crescenti elementi di convergenza rispetto alla possibilità di definire una piattaforma condivisa permangono ampi tratti di ambiguità sul profilo complessivo della proposta politica – si legge nel comunicato – E anche se, di fronte alla nostra iniziativa, le risposte, in particolare dall’area che si è riunita a SS. Apostoli continuano a farsi attendere noi crediamo che Sinistra Italiana – insiste il documento della direzione – debba continuare a svolgere la funzione di chi lavora all’obiettivo di una lista unica alla sinistra del PD, radicalmente alternativa alle sue politiche e costruita con l’obbiettivo di dare vita ad un quarto polo pienamente competitivo nello spazio politico elettorale. Per fare questo però – conclude la direzione di SI – è necessario intensificare la nostra iniziativa e la nostra offensiva unitaria evitando di restare in attesa che qualcosa accada e anzi rilanciando il protagonismo di Sinistra Italiana. Occorre innanzitutto mettere in campo un lavoro per definire una piattaforma programmatica, capace di vivere in ogni occasione possibile anche nella dimensione parlamentare, che al di la dei titoli ci consenta di contribuire con più efficacia alla prospettiva di una efficace unitaria proposta politica”. 

“I grillini sono i veri professionisti della politica, che vivono di politica, dell’indennita’ parlamentare, non avendo mai lavorato nella loro vita, non avendo mai fatto nulla prima di essere eletti in Parlamento”. Lo ha sottolineato Silvio Berlusconi, intervistato dai Rai1 nel programma “Sette Giorni”. “I loro programmi sono pieni di nuove tasse, noi faremo esattamente il contrario con il meglio della società civile, faremo un governo per una rivoluzione in difesa degli italiani”, ha aggiunto.

La domanda e’ se Renzi ha “una linea in grado di evitare una sconfitta storica. Il mio cruccio e’ non consegnare l’Italia alla destra. In questo senso la sorte di un leader non puo’ dipendere dalle chances di tornare a Palazzo Chigi”. Lo dice alla Stampa Gianni Cuperlo, che vuole battersi perche’ “questo Pd cambi radicalmente”. “Questa storia deve ritrovare il senso che ha smarrito. Io non mi chiedo perche’ il Pd potrebbe finire, mi chiedo perche’ e’ nato. La risposta era dare all’Italia quella forza popolare e di sinistra che gli eventi avevano sempre impedito. Ma se dopo dieci anni il popolo che volevi unire si divide e si allontana allora devi chiederti cosa succede e come si raddrizza la barca”. “Renzi e’ forte dentro il Pd ma il Pd oggi e’ debole nella societa’. Prima le sconfitte in Veneto, Roma, Torino. Poi la sfida sulla Costituzione con esito catastrofico. Ora si torna a perdere mentre Prodi sposta la sua tenda piu’ lontano. Davanti a una scena simile spiegare che le politiche saranno un’altra storia e’ come lanciarsi senza paracadute”. “Prima del nome conta la missione. Poi un programma di traguardi partecipati a cominciare dalla lotta a diseguaglianze immorali. E solo a quel punto alleanze e un leader”. “Ci sono luoghi dove non mettiamo piede da anni e legami sociali letteralmente spezzati. Somigliamo sempre piu’ al ceto politico che dovremmo combattere. Appendevamo al muro Che Guevara e ora rischiamo la parte dei proci a Itaca. Il centrosinistra rinascera’ da un viaggio nel Paese vero. Poi a settembre facciamo incontrare i percorsi diversi che credono in una nuova alleanza sociale e politica”.

“Le regole del MoVimento 5 Stelle si basano sui nostri principi e non sono derogabili. Il limite dei due mandati è una di queste regole”. Così Beppe Grillo sul suo blog dove aggiunge: “Il M5s non fa alleanze né con il Pd, né con la Lega, né con altri. Quando andremo al governo presenteremo al Parlamento i nostri punti del programma di governo”. Dunque, “chi pensa che le nostre regole fondanti siano ‘inutili tabù’ è libero di pensarlo ed è anche libero di trovare un partito che lo candidi alle prossime elezioni”.