Pubblico impiego

Sulla pubblica amministrazione italiana “una riflessione va fatta, di merito piu’ che di metodo”; “si tornera’ ad investire nel pubblico impiego, ma non si pensi che questo sara’ la panacea”. Il premier Matteo Renzi, chiudendo l’assemblea per il Sud a Napoli prende spunto dalla provocazione del presidente della Campania Vincenzo De Luca sui 200 mila posti di lavoro nel settore per i giovani meridionali per fare un ragionamento sulla pubblica amministrazione. “E’ evidente che una discussione sul sud che riparta con strumenti del passato non esiste perche’ non hanno funzionato in termini di risposta strutturale – dice – e’ vero pero’ che sulla pubblica amministrazione una riflessione va fatta, di merito piu’ che di metodo, e che esiste una questione del lavoro dei giovani. Esistono problemi da affrontare e da risolvere, non entrerei pero’ nel merito ne’ dei numeri ne’ della compatibilita’, perche’ su questo si trovano soluzioni. Il problema e’ cosa serve oggi per la pubblica amministrazione. Ci sono sacche di burocrazia ampiamente inefficienti e con numeri superiori al bisogno, ministeri in cui la logica del timbro prevale su quella del click, dell’accesso “. L’idea pero’ “di un sblocco generalizzato del turn over non esiste – sottolinea Renzi – il percorso da fare e’ quello di non avere una visione predeterminata e ideologica. Prima va decisa quale e’ l’organizzazione dello Stato nei prossimi anni”. Bisogna dunque “aver uno sguardo strategico” e “capire chi fa che cosa e in che tempi. Si tornera’ ad investire nel pubblico impiego, ma non si pensi che questa sara’ la panacea. Abbiamo bisogno di digitalizzare la pubblica amministrazione, e per fare questo ci vogliono persone nuove. Non e’ questione di numeri, c’e’ da fare una riflessione nel merito”.

Il premier Matteo Renzi è tornato a parlare di pubblico impiego dopo il Consiglio dei ministri in cui sono stati approvati in via definitiva quattro decreti attuativi su sanità, semplificazione e pubblica amministrazione. Tra le novità, più risorse per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, premi per chi lo merita e sanzioni per i ‘fannulloni’. “Da sette anni i dipendenti pubblici e sanitari non hanno un aumento di stipendio – ha detto il presidente del Consigli – Siamo pronti a discutere, sapendo che la cifra messa a disposizione nella legge di stabilità è simbolica, siamo pronti a mettere più denari. Lo Stato deve riconoscere che chi lavora bene non può essere bloccato nel suo stipendio”. E sui dipendenti che non svolgono il proprio lavoro: “Licenziare i furbetti del cartellino non è demagogia o immagine, è un fatto culturale”.