quorum

Ha mai capito cos’era il quid che secondo Berlusconi gli mancava? “Io sono ancora qui, ho fondato un partito, sono espressione delle istituzioni repubblicane, il problema del quid non ce l’ho, credo che Berlusconi abbia enorme problema di quorum”. Lo ha detto Angelino Alfano, ministro dell’Interno e leader del Nuovo centro-destra (Ncd), intervistato da Giovanni Minoli a Mix 24 (Radio 24). Secondo Alfano, Berusconi “non concepisce altri che se stesso: avevo detto a Stefano Parisi che era ai 16esimi di finale, mi sembra si sia fermato ai 16esimi, ma gli faccio i migliori auguri per la nuova avvenutra che lo attende”. Il leader Ncd contesta, ad ogni modo, di aver accarezzato l’idea, in passato, di rientrare nel centro-destra con Parisi: “E’ una imbecillità cosmica”. Quanto alla possibilità di trovare anche in Italia un Fillon – candidato di centro-destra alle presidenziali francesi – ” c’è la speranza di trovarlo se primarie escludendo Salvini e Meloni, che rappresentano il lepenismo”, ha detto Alfano. Che, per il suo futuro, intende “dare una mano a ricostruire un’area moderata” e esclude di candidarsi alla guida della Regione Sicilia: “Amo la Sicilia, lo considero il luogo più bello del mondo”, ma “in passato ho già detto di no, non è nei miei piani e nei miei progetti”.

Il premier ungherese ha vinto sulla carta ma ha perso nella sostanza. Manca il quorum al referendum nel quale ha stravinto. Alla quasi unanimità ma senza raggiungere il quorum del 50%, infatti, l’Ungheria ha detto di no per referendum all’obbligo di accogliere profughi per alleggerire il carico di altri paesi dell’Ue, come Italia e Grecia. Non lo ha fatto pero’ con il minimo di consistenza plebiscitaria che aveva chiesto il premier nazionalista conservatore ed euroscettico Victor Orban, vincitore, ma in una certa misura anche sconfitto, del referendum. In tarda serata il risultato praticamente definitivo, al 95% delle schede scrutinate, è di una vittoria a valanfa del “no” con una quota del 98% e solo un 2% andato al “sì”. L’affluenza però, come annunciato dall’Ufficio elettorale nazionale, e’ stata soltanto del 43%: il quorum del 50% degli 8,27 milioni di elettori chiamati alle urne non è stato raggiunto e dunque la consultazione non è valida secondo la legge in vigore, a dimostrazione che gli appelli al boicottaggio dell’esile opposizione ungherese, assieme alla tradizionale disaffezione per lo strumento referendario, si sono fatti sentire. Secondo Orban, comunque, cambia poco: ribadendo quanto affermato in mattinata dopo aver votato in una scuola elementare del suo quartiere a Buda, il premier ha sottolineato che “l’Ungheria, per primo fra i paesi dell’Ue” e “sfortunatamente” anche l’unico, “ha consultato il proprio popolo” sulle migrazioni. “Oltre 3 milioni di elettori” hanno “rifiutato un sistema di ricollocamento obbligatorio dei migranti”: “Bruxelles dovrà tenerne conto”,