raccolta fondi

È di oltre 6 milioni di euro la cifra raccolta dal conto corrente bancario intestato al Dipartimento della Protezione Civile sul quale e’ possibile donare, tramite bonifici, in favore delle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma il 24 agosto e il 26 e il 30 ottobre. Di questa cifra fa parte anche l’importante donazione di Banca d’Italia, che ha versato in due tranche successive 1,5 milioni di euro. Cosi’ in una nota la Protezione civile. Il 30 novembre scorso si e’ conclusa invece la raccolta fondi  tramite il numero solidale 45500 che, in accordo con gli operatori di telefonia fissa e mobile, era stato riattivato dopo il terremoto del 30 ottobre. Grazie a questa iniziativa sono stati raccolti 4.415.294 euro, che si vanno cosi’ ad aggiungere agli oltre 15 milioni frutto della prima attivazione del numero solidale all’indomani del sisma del 24 agosto. Come di consueto, i fondi ricevuti saranno trasferiti dagli operatori senza alcun ricarico al Dipartimento della Protezione Civile che provvedera’ a destinarle alle regioni colpite dal terremoto.

La raccolta fondi a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma in centro Italia attraverso il numero solidale 45500 ha raggiunto 3.062.970 euro. Il numero è stato riattivato dopo la scossa del 30 ottobre dal Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con gli operatori di telefonia fissa e mobile. All’iniziativa partecipano gli operatori Tim, Vodafone, Wind, H3G, PosteMobile, Fastweb, CoopVoce, Tiscali Mobile, TWT, Uno Communications, CloudItalia, Convergenze. Si possono donare due euro inviando un sms solidale o, per gli operatori di linea fissa, effettuando una chiamata al numero 45500. Il numero solidale 45500 nella prima fase di attivazione, dal 24 agosto al 9 ottobre, aveva gia’ raccolto oltre 15 milioni di euro. Tutti i fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori al Dipartimento della Protezione Civile che si occuperà di destinarli alle regioni colpite dal sisma.

Se la separazione in alcuni casi è un lusso, negli Stati Uniti per affrontare le spese si può ricorrere ad un ‘finanziamento collettivo’. Il sito di crowdfunding Plumfund ha pensato di creare un nuovo settore di raccolta fondi tra quelli esistenti, lo spazio dei divorzi. Sul web sono già iscritte 282 ‘pratiche’ con cui si spera di racimolare le spese occorrenti per l’avvocato, per una nuova abitazione o semplicemente per aiutare i figli. Per scegliere il crowdfunding bisogna raccontare in Rete la propria storia, inserire una foto e fissare l’obiettivo economico da raggiungere.