Radio Cusano Campus

“Io e Beppe Grillo siamo stati entrambi aiutati nelle nostre prime esperienze politiche di comunicazione di massa da Casaleggio. Era una persona estremamente competente nel campo dell’informazione. Ha visto l’errore che ho fatto io e non l’ha fatto fare a Beppe Grillo”. Così Antonio Di Pietro è intervenuto questa mattina ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.”L’esperienza con l’Italia dei Valori – continua – è stata fondamentale per Casaleggio e quindi anche per il Movimento Cinque Stelle, perché io dalla sera alla mattina mi sono ritrovato ad avere un consenso incredibile, ero arrivato al 10%, avevo la necessità di costruire una classe dirigente e feci la scelta di trovare sul territorio persone che avevano già fatto politica. Così ho trovato tante persone perbene, ma anche tanti faccendieri. Avendo visto la mia esperienza, Casaleggio ha consigliato Grillo dicendogli che chi aveva già fatto politica in altri partiti non poteva iscriversi al Movimento Cinque Stelle”.

Monica Cirinnà del Partito democratico è intervenuta questa mattina ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. Sull’attuale situazione politica dice: “Siamo in una stagione complicata, gli italiani hanno dato il benservito ai partiti più tradizionali, più legati alla stabilità e al governo. Duramente punita Forza Italia, duramente punito il mio Partito Democratico. Premiati il Movimento Cinque Stelle, che ancora non si è ben capito dove sta e cosa vuole fare, e la Lega, che invece purtroppo si è ben capito dove sia, partito di destra estrema con venature xenofobe e nazionaliste. Il Fatto Quotidiano scrive che stiamo dialogando con M5S? Se si vuol capire bene cosa il Pd non bisogna leggere il Fatto, uno dei giornali che più duramente ci ha colpito negli ultimi cinque anni. Il punto è un altro. Il Pd ha un rappresentante istituzionale che non si può lasciare solo. Il Presidente della Repubblica. E’ lui che dà le carte. E’ chiaro che ci possa essere un tentativo di ascoltare il suo grido d’allarme davanti all’impossibilità di comporre un Governo. Decideranno i nostri iscritti, andiamo sulla via della democrazia piena. Io rappresento una gran parte di persone nel Pd che mai e poi mai vorrebbero andare con M5S. Sono personaggi in cerca d’autore, il coltello nella schiena di Alberto Airola ce l’ho ancora piantato. Sta lì. Poi non dimenticate l’arroganza, gli insulti, come ci hanno trattato in questi anni”.