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“Il 1992 è stato il nostro 11 settembre. Per l’entità del danno che il nostro Paese ha subito e perché quello che Falcone e Borsellino avevano fatto in vita non ha metro di paragone”. Così Francesco La Licata, giornalista e scrittore, amico del magistrato palermitano, commenta le 5 puntate di “Falcone, me lo ricordo” in programma da lunedì 15 a venerdì 19 maggio alle 16.05 all’interno della trasmissione di Rai Radio 1 “Restate Scomodi” condotta da Eleonora Belviso e Francesco Graziani. Il giornalista narrerà le vicende e la solitudine del giudice ucciso, l’amicizia e il lavoro con Paolo Borsellino, i drammi di quella stagione e delle vittime di Cosa Nostra fino al giorno della strage di Capaci.
La testimonianza di Francesco La Licata è stata raccolta da Mario Vitanza, curatore di “Restate Scomodi”. In vista del 23 maggio, anniversario della strage, le principali trasmissioni di Radio 1 ricorderanno il magistrato ucciso da Cosa Nostra. Mercoledì 17, alle 10,30, se ne occuperà “La radio ne parla”, condotto da Ilaria Sotis, in diretta dalla sede della Direzione nazionale antimafia. Venerdì 19, alle 8,30 “Radio anch’io”, condotto da Giorgio Zanchini, trasmetterà stralci di un dibattito del 1991 in cui Giovanni Falcone parlava di “Stato e mafia”. Tra il 22 e il 23 maggio si aggiungeranno “Voci del mattino” alle 6, condotto da Paolo Salerno; “Italia sotto inchiesta”, alle 18, condotto da Emanuela Falcetti, e “Zapping”, alle 19,30, condotto da Giancarlo Loquenzi. Il 23 maggio Radio 1 seguirà la cronaca delle celebrazioni, in diretta da Palermo, con “Radio anch’io” e “La Radio ne parla” a partire dalle 8,30.

“L’Unione Europea e’ chiamata a una sfida decisiva. Deve dimostrare leadership, perche’ a est ha Putin, che su una serie di partite ha dimostrato di essere un giocatore capace di esercitare una certa leadership, e dall’altra parte ha Trump che ha un atteggiamento di forte propensione a una rinnovata leadership americana”. Lo ha detto a “Voci del mattino”, Radio1 Rai, il ministro degli Affari Esteri Angelino Alfano. “Senza giri di parole, va detto che o l’Europa e’ in grado di dimostrarsi forte sulle grandi partite di questo nostro tempo, oppure e’ chiaro che la leadership sara’ degli altri. E per leadership non si intende una cosa astratta, bensi’ protagonismo nelle partite economiche globali, protagonismo nella partita cruciale per il Mediterraneo; credo che saremo in grado di giocarci meglio questa partita se saremo in grado di esprimere una Difesa comune europea”.