rapporto 2016

“Questo e’ il mio ultimo Rapporto”. Lo ha detto il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, concludendo il suo intervento per la presentazione del 50esimo Rapporto dell’Istituto sulla situazione sociale del Paese. De Rita non ha chiarito se questo significhi che dopo oltre 40 anni lascera’ la guida del Censis. Nell’Istituto lavora anche il figlio Giorgio, con la carica di segretario generale. De Rita ha rassicurato che “il Censis continuera’ a svolgere la sua attivita’ come ha sempre fatto”. Nel delineare il quadro della società italiana che emerge dal Rapporto De Rita ha osservato: “Una societa’ che continua a funzionare nel quotidiano, rumina e metabolizza gli input esterni e cicatrizza le ferite piu’ profonde, come la Brexit e gli eventi sismici degli ultimi mesi”. E ha continuato: “Siamo entrati in una seconda era del sommerso: non piu’ pre-industriale, come quello che il Censis scopri’ nei primi anni ’70 e che nel ventennio successivo fece da battistrada all’imprenditoria molecolare e all’industrializzazione di massa, ma un sommerso post-terziario”. In particolare non si tratta un “sommerso di lavoro” oppure di un “sommerso di impresa” ma di un “sommerso di redditi” che cresce nella gestione del risparmio fai da te “per non andare in banca”, nella valorizzazione del patrimonio immobiliare, nei servizi alla persona, nei servizi di “mobilita’ condivisa”. Osserva il Censis: “mentre il sommerso pre-industriale apriva a una saga di sviluppo imprenditoriale e industriale”, l’attuale sommerso non ha “un sistemico orientamento di sviluppo”.

I giovani sotto i 35 anni saranno piu’ poveri dei loro padri, dei loro nonni e anche dei loro coetanei di 25 anni fa. E sarà la prima volta nella storia. Lo rileva il Censis nel Rapporto sulla situazione sociale del paese del 2016. “Sono evidenti gli esiti di un inedito e perverso gioco intertemporale di trasferimento di risorse che ha letteralmente messo ko economicamente i millennial”, annota l’Istituto. “Oggi le famiglie dei giovani con meno di 35 anni hanno un reddito piu’ basso del 15,1% e una ricchezza inferiore del 41,1%”. Il Censis sottolinea che nel confronto con venticinque anni fa, “i giovani di oggi hanno un reddito del 26,5% piu’ basso di quello dei loro coetanei di allora, mentre per gli over 65 anni e’ invece aumentato del 24,3%”. Lo studio rileva che “La ricchezza degli attuali millennial e’ inferiore del 4,3% rispetto a quella dei loro coetanei del 1991, mentre per gli italiani nell’insieme il valore attuale e’ maggiore del 32,3% rispetto ad allora e per gli anziani e’ maggiore addirittura dell’84,7%”. Il Rapporto dell’Istituto spiega che “Il divario tra i giovani e il resto degli italiani si e’ ampliato nel corso del tempo, perche’ venticinque anni fa i redditi dei giovani erano superiori alla media della popolazione solo del 5,9%, mentre oggi sono inferiori del 15,1%, e la ricchezza era inferiore alla media solo del 18,5% (oggi lo e’ del 41,1%)”.