“Questo e’ il mio ultimo Rapporto”. Lo ha detto il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, concludendo il suo intervento per la presentazione del 50esimo Rapporto dell’Istituto sulla situazione sociale del Paese. De Rita non ha chiarito se questo significhi che dopo oltre 40 anni lascera’ la guida del Censis. Nell’Istituto lavora anche il figlio Giorgio, con la carica di segretario generale. De Rita ha rassicurato che “il Censis continuera’ a svolgere la sua attivita’ come ha sempre fatto”. Nel delineare il quadro della società italiana che emerge dal Rapporto De Rita ha osservato: “Una societa’ che continua a funzionare nel quotidiano, rumina e metabolizza gli input esterni e cicatrizza le ferite piu’ profonde, come la Brexit e gli eventi sismici degli ultimi mesi”. E ha continuato: “Siamo entrati in una seconda era del sommerso: non piu’ pre-industriale, come quello che il Censis scopri’ nei primi anni ’70 e che nel ventennio successivo fece da battistrada all’imprenditoria molecolare e all’industrializzazione di massa, ma un sommerso post-terziario”. In particolare non si tratta un “sommerso di lavoro” oppure di un “sommerso di impresa” ma di un “sommerso di redditi” che cresce nella gestione del risparmio fai da te “per non andare in banca”, nella valorizzazione del patrimonio immobiliare, nei servizi alla persona, nei servizi di “mobilita’ condivisa”. Osserva il Censis: “mentre il sommerso pre-industriale apriva a una saga di sviluppo imprenditoriale e industriale”, l’attuale sommerso non ha “un sistemico orientamento di sviluppo”.





