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“Le attivita’ e i dati che ci sono stati illustrati testimoniano l’impegno costantemente messo in campo dalla Guardia di Finanza contro le forme piu’ insidiose e patologiche dell’evasione fiscale”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo alla presentazione del Rapporto 2016 delle Fiamme Gialle. Per il ministro: “Il valore della lotta al sommerso va ben al di la’ dei risultati conseguiti perche’ genera una emersione permanente, attraverso l’ingresso nel circuito legale di attivita’ produttive prima sconosciute”.  Ha aggiunto il responsabile del Tesoro: “Rafforzare l’azione di contrasto dell’evasione fiscale, della corruzione e della criminalita’ organizzata rafforza il sostegno all’attivita’ delle tantissime imprese che rispettano le regole”. Padoan ha anche ricordato le misure del Governo per il contrasto all’evasione fiscale e alle frodi Iva a partire dall’adozione per lo split payment per i fornitori della pubblica amministrazione che ha permesso di recuperare omessi versamenti per circa 2,1 miliardi. Il Governo su questo fronte ha chiesto alla Commissione Ue di prorogare l’autorizzazione all’applicazione del meccanismo fino al 2020.

Dalle infiltrazioni nel settore ortofrutticolo del clan Piromalli all’olio extra vergine di oliva di Matteo Messina Denaro, fino alle imposizioni della vendita di mozzarelle di bufala del figlio di ‘Sandokan’ dei Casalesi e al controllo del commercio ortofrutticolo della famiglia di Toto’ Riina: i piu’ noti clan della criminalita’ si dividono il business della tavola mettendo le mani sui prodotti simbolo del Made in Italy. E’ quanto afferma la Coldiretti che, in occasione della presentazione del rapporto #Agromafie2017, elaborato assieme ad Eurispes e Osservatorio sulla criminalita’ nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, ha allestito una “tavola delle cosche” con i prodotti frutto dei business dei clan criminali. A febbraio scorso – ricorda Coldiretti – i Carabinieri del Ros hanno smascherato le attivita’ criminali in Calabria della cosca di ‘ndrangheta Piromalli, che controllava la produzione e le esportazioni di agrumi verso gli Stati Uniti. Nello stesso mese hanno confiscato quattro societa’ siciliane operanti nel settore dell’olivicoltura riconducibili a Matteo Messina Denaro e alla famiglia mafiosa di Campobello. Sempre agli inizi di febbraio e’ stato arrestato Walter Schiavone, figlio del capoclan dei Casalesi Francesco “Sandokan” Schiavone, per aver imposto la fornitura di mozzarella di bufala Dop prodotta da un caseificio di Casal di Principe. A novembre scorso la Dia aveva inoltre sequestrato i beni di un imprenditore siciliano considerato lo snodo degli affari che il clan dei Casalesi conduce assieme al fratello di Toto’ Riina, Gaetano, per monopolizzare il trasporto di frutta e verdura. Il rapporto sottolinea inoltre che nella top ten delle province italiane interessate dall’agromafia, ci sono realta’ del Nord come Genova e Verona, rispettivamente al secondo ed al terzo posto dopo Reggio Calabria. Il Sud e’ comunque protagonista nella top ten, con due province in Calabria (Catanzaro oltre alla leader Reggio Calabria), tre in Sicilia (Palermo, Caltanissetta e Catania), due in Campania (Caserta e Napoli) e Bari.