reddito cittadinanza

Per Umberto Bossi l’introduzione del reddito di cittadinanza porterebbe ad un aumento delle tasse, oppure verrebbe messo a carico dell’Inps, mettendo a rischio le pensioni. Lo ha detto il senatore a Milano, durante l’incontro degli eletti della Lega alle politiche 2018. “Non hanno mai dichiarato dove prenderebbero i soldi – ha detto Bossi riferendosi al programma elettorale del Movimento 5 Stelle – Ricadrebbe tutta l’assistenza sull’Inps, che rischierebbe di fallire. Poi fa aumentare le tasse che sono già altissime”.

“Quella sul reddito e’ stata una tematica nuova, almeno per come suona, nel magistero di Papa Francesco. Un reddito di sopravvivenza non sarebbe conforme alla dignita’ della persona, che non puo’ vivere da assistito”. Lo ha detto alla trasmissione “Stanze Vaticane” di Tgcom24, il Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente dei vescovi Europei all’indomani della visita di Papa Francesco nel capoluogo ligure. “Al di la’ delle varie forme di reddito proposte”, ha detto porporato, “il richiamo fondamentale che il Papa ha fatto in modo chiaro, distinto e reale e’ che anche un Paese, una societa’, dove per ipotesi tutti avessero assicurato un reddito di sopravvivenza, ma anche di un certo tenore di vita, non sarebbe conforme alla dignita’ della persona, che non puo’ vivere da assistita, deve vivere con il proprio lavoro per avere la dignita’ di guadagnarsi il pane per se’ e per la propria famiglia, e per poter realizzare se stesso”. “Questo e’ un principio molto importante che deve illuminare seriamente la politica presente e futura” ha concluso Bagnasco.

“Il reddito deve diventare un diritto. Un italiano su due al sud e’ a rischio poverta’. Negli ultimi mesi mi sono dedicato alla battaglia referendaria e, grazie al vostro contributo e alla vostra partecipazione, ce l’abbiamo fatta. Da ora in poi mi concentrero’ sul reddito di cittadinanza perche’ questi numeri drammatici non sono accettabili. Presto tornero’ in piazza”. Lo scrive in un post su Facebook il deputato M5S Alessandro Di Battista che attacca: “il 28,7% degli italiani e’ a rischio poverta’. Al sud si arriva al 46,4%. Eppure per i partiti politici il nemico da abbattere non e’ l’esclusione sociale ma il M5S. Nessuno di loro sta parlando di quale misura adottare per cancellare la poverta’ tuttavia tramano per scegliere la migliore legge elettorale per cancellare le possibilita’ di vedere il M5S al governo. Eccoli qui i “professionisti della politica”. Quelli che non possono permettersi di perdere la loro poltrona, il loro titolo da “onorevole””.