D’Alema presenta il conto a Renzi dopo la sconfitta alle amministrative e cala l’asso. Votero’ no al referendum. Serve una figura che si occupi del Pd a tempo pieno. E serve una direzione collegiale. Il partito e’ stato volutamente lasciato senza guida. Lo si ritiene non importante oppure si scarica su di esso la colpa quando le elezioni vanno male. È tutto puntato sul leader e il suo entourage, neanche collaboratori. Renzi non convoca la segreteria, che pure e’ un organo totalmente omogeneo. Si riunisce solo con un gruppo di suoi amici”. Cosi Massimo D’Alema in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. Renzi ha perso la sintonia con la base? “Con la base e con il Paese. Una parte molto grande dell’elettorato di sinistra non si riconosce nel Pd, non lo sente come proprio, non si mobilita. Ho fatto campagna elettorale, la’ dove mi hanno chiamato. Ho trovato anche qualcuno che diceva: non dovete disturbare Renzi, ma anche tanti con un sentimento di avversione. Lui non si e’ limitato a rottamare un gruppo dirigente; sta rottamando alcuni milioni di elettori. L’Italicum è incostituzionale. ‘Voterò no e trovero’ il modo di spiegare le ragioni di merito. Non sono molto diverse da quelle per cui votai no, nel 2006, alla riforma di Berlusconi. Che per certi aspetti era fatta meglio. Anche quella prevedeva il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione dei parlamentari. Ma riduceva anche i deputati. E stabiliva l’elezione diretta dei senatori; non faceva del Senato un dopolavoro. Sarebbe stato meglio abolirlo”.









